La questione “Sinti a Birbesi” è deflagrata in maniera violenta in questi giorni nel peggior modo. Qualcuno sia nel cento-destra che nel cento-sinistra ha voluto strumentalizzare in chiave elettorale la volontà di persone serie e per bene, le famiglie sinte, che vogliono con tutte le loro forze uscire dalle logiche segreganti e ghettizzanti del “campo nomadi”. E lo fanno nella legalità tanto promossa nelle parole, ma come è evidente non nei fatti, da molti politici anche nostrani. A partire dagli esponenti della Lega Nord.Quattro famiglie di Cittadini italiani, formate da sette adulti e nove bambini (una famiglia è di un solo componente), acquistano con un mutuo ventennale un terreno edificabile a Birbesi con l’aiuto del Comune di Brescia e della società Brixia. In un percorso che vede coinvolte circa trenta famiglie che andranno a vivere in altri Comuni che non sono Guidizzolo e che non saranno di certo tutti nella Provincia di Mantova. Anche le altre famiglie compreranno un terreno per andarci a vivere e non certo per fare “campi nomadi” da dove vogliono uscire.
Sottolineiamo che questo percorso è stato iniziato autonomamente dalle famiglie sinte, a partire dagli Anni Ottanta e che vede oggi coinvolti circa una ventina di Comuni mantovani. E in nessuno di questi Comuni, anche confinanti con Guidizzolo, si sono creati “campi nomadi”. Cose risapute da tutti i politici mantovani, compreso il Sindaco di Guidizzolo con cui in questi anni abbaino parlato più e più volte e quindi con i sottoscritti non si usino certi argomenti.
Certo i residenti a Birbesi sono allarmati ma lo saremmo anche noi se i politici nazionali e locali che abbiamo votato, per tre anni ci avessero bombardato dai giornali e dalle televisioni, dicendoci che i “nomadi” sono brutti, cattivi e pericolosi.
La realtà è ben diversa, come conoscono tanti Sindaci mantovani che invitiamo ad intervenire sulla stampa. Ma certo non sarà abbastanza per i residenti di Birbesi leggere queste nostre parole o leggere le parole di altri che non conoscono. Per questo abbiamo proposto al Sindaco di Guidizzolo di organizzare un incontro tra le quattro famiglie sinte, i sottoscritti e i residenti di Birbesi. Perché queste persone che vogliono vivere a Birbesi hanno sogni, aspirazioni, valori eguali a quelli delle persone che già vivono a Bibesi. Persone che tutti i giorni vanno a lavorare come qualsiasi altra persona di Birbesi. Persone che la domenica vanno in chiesa a pregare Gesù Cristo come qualsiasi altra persona di Birbesi. Anzi, uno dei componenti sta diventando ministro di culto per la chiesa evangelica, un sacerdote (tanto per intenderci).
Ma se capiamo i residenti di Birbesi non possiamo capire i tanti politici sia di centro-destra che di centro-sinistra che sono intervenuti in questi giorni. Tutti a buttare benzina sul fuoco e tutti pronti a strumentalizzare la vicenda a fini elettorali. Uno schifo! E siamo arrabbiati per certe dichiarazioni inaccettabili e forse penalmente perseguibili che qualche politico locale ha fatto. Guidizzolo e la nostra provincia non sono l’Alabama razzista del Kuk Kulux Klan che abbiamo visto nei film sui diritti civili dei neri americani e non lo diventeranno.
Perché, al contrario, chi ci perderà saranno solo le famiglie sinte e le famiglie di Birbesi. Le prime perché ancora una volta dovranno abbassare la testa di fronte ad una falsa legalità costruita per farle soffrire e le seconde perché saranno tacciate per i prossimi anni come razziste.
Basta poco per distruggere, costruire è difficile ma non impossibile. Invitiamo quindi il Sindaco di Guidizzolo ad organizzare al più presto l’incontro di conoscenza tra le famiglie, perché siamo sicuri che dopo essersi conosciuti, paure e diffidenze (reciproche) scompariranno. di Carlo Berini e Yuri Del Bar, associazione Sucar Drom




















