giovedì 31 marzo 2011

Brescia, Tutti Uniti: partecipa anche TU alla manifestazione del 23 aprile

La Federazione Rom e Sinti Insieme invita tutti alla manifestazione “Tutti Uniti!" che si terrà sabato 23 aprile 2011, a Brescia in Piazza della Loggia, dalle ore 15.00. Tutti uniti per difendere i diritti umani, per la salvaguardia della dignità umana e contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per rivendicare il diritto ad essere una minoranza riconosciuta con doveri e diritti, per la realizzazione di microaree abitative attrezzate e definitive, per il rispetto dei nostri lavori tradizionali e delle nostre culture, per una scuola senza discriminazione razziale, per dire di no ai patti ingannevoli e razziali che trasformano i Sinti e i Rom in capri espiatori per fini politici. Noi della Federazione Rom e Sinti Insieme vogliamo manifestare pacificamente per denunciare i soprusi che subiamo continuamente. Come in passato perseguitati dalle leggi razziali del regime fascista, anche l'oggi è caratterizzato da discriminazioni e violenze. Vogliamo unirci per ribadire che il rispetto dei diritti umani e delle minoranze etniche sono le fondamenta della nostra costituzione repubblicana; perciò appartengono anche a noi Sinti e Rom.

Partecipa, perché la partecipazione è democrazia

Partecipa, perché una democrazia senza minoranze è incompleta e amputata

Partecipa, perché TU sei importante e senza di TE la democrazia è più debole

Partecipa, cambiamo insieme e uniti.

Questa manifestazione anticiperà la festa Nazionale della Liberazione del 25 Aprile. Noi della Federazione, con altre federazioni e associazioni vorremmo, attraverso questa iniziativa dimostrare che la liberazione per noi Sinti e Rom non si è ancora completata. Come allora, la discriminazione razziale verso le nostre famiglie sta ancora continuando, oggi come allora la paura del diverso e la costruzione teorica di un nemico sta continuando a produrre odio e indifferenza.

Bolzano, Sintengre Avarpen: un successo!

Le finalità del progetto Sintengre Avarpen (il lavoro dei sinti), presentato lunedì scorso a Bolzano, sono state quelle di creare opportunità lavorative per la comunità sinta, emarginata dal mondo del lavoro, con modalità consone alla propria cultura. Si è voluto anche favorire il dialogo interculturale tra comunità sinta e la società maggioritaria: vedere lavorare un sinto, notoriamente stigmatizzato come fannullone, favorisce un approccio differente, fuori dai soliti stereotipi, e quindi agevola la compressione reciproca fra le culture. Il progetto è stato realizzato grazie ad un finanziamento del Fondo Sociale Europeo e alla partnership formata da Comune e Provincia di Bolzano, Confcooperative Bolzano, ODAR e associazione Nevo Drom. L’obbiettivo principale del progetto era l’accompagnamento alla creazione e all’avvio di una cooperativa sociale, costituita da persone della comunità sinta, con la creazione della cooperativa Aquila, che ha dato la possibilità al gruppo di sinti coinvolto di avviare un’attività di caffetteria e piccola ristorazione a Bolzano. Il Bar Righi, di proprietà pubblica, è stato dato in gestione alla Cooperativa Aquila dopo un percorso formativo e un lavoro politico svolto dall’associazione Nevo Drom e dal Comune e dalla Provincia di Bolzano con momenti di dura polemica pubblica. Il 25 febbraio scorso alla presenza delle Istituzioni è stato inaugurata la nuova attività di ristorazione, presso i campi sportivi di Bolzano. Un successo! Alla guida della cooperativa il presidente dell’associazione Nevo Drom, Radames Gabrielli che lunedì durante la presentazione ha affermato: “tutto questo serve a far capire alla popolazione che i pregiudizi su di noi sono infondati”. Il Sindaco Luigi Spagnolli (in foto con Matthew G. e Isacco T.) ha affermato: “I sinti hanno sempre lavorato non è vero che non hanno mai fatto niente: è un pregiudizio comune che bisogna sradicare dalla società. E vero che in passato alcune popolazioni, come quella dei sinti, hanno vissuto ai margini delle regole o persino oltre, ma l’hanno fatto perché erano popolazioni emarginate”. Quello di lunedì è stato il momento finale di un percorso importante per alcuni ragioni. La prima è data dalla partecipazione diretta dei sinti nella cabina di comando del progetto sentita da tutti a Bolzano come presupposto imprescindibile. Tant’è che durante la presentazione dei risultati finali del progetto di lunedì scorso tutti i Rappresentanti delle Istituzioni hanno sottolineato il successo dell’iniziativa grazie ad un cambia di strategia, ovvero il superamento delle logiche dell’integrazione per attuare politiche di interazione (La via dell’interazione di Gustavo Zagrebelsky). La seconda è la ferma volontà politica, anche nei momenti di forte dibattito pubblico e per questo ringrazio il Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli che si è speso pubblicamente in prima persona per portare a termine il progetto. La terza è la determinazione con cui tutti i Dirigenti del Comune e della Provincia di Bolzano hanno creduto nel progetto, sostenendolo con azioni concrete. In particolare ringraziamo il dottor Karl Tragust, Direttore Ripartizione 24 della Provincia Autonoma di Bolzano. La quarta è la capacità di fare rete tra Privato Sociale ed Enti locali che ha permesso di mettere in campo tutte le risorse presenti sul territorio, in particolare ringrazio Paola Dispoto di ODAR. La quinta ragione del successo del progetto, ma non ultima, è stata la capacità di leggere e di mettere in relazione le potenzialità, i saperi e le aspirazioni dei sinti che hanno partecipato al progetto con un reale sbocco sul mercato del lavoro. Troppo spesso ho visto progetti che non hanno avuto la capacità di offrire un reale sbocco lavorativo. Complimenti quindi a Bolzano, la strada è oramai tracciata, il lavoro da fare è ancora tanto ma sono sicuro che nei prossimi anni Bolzano saprà diventare sempre di più laboratorio di buone pratiche a favore dei sinti e dei rom di tutta l’Italia. di Carlo Berini

venerdì 25 marzo 2011

+ RESPECT, Pringiarasmi (conosciamoci): corso formativo sull'interazione tra culture

La Provincia di Mantova, Assessorato alle Politiche Sociali e Sanitarie, e l’Associazione Sucar Drom propongono un corso sul tema della diversità culturale rom e sinta e sulle modalità migliore per dialogare con i cittadini di questa minoranza presente da secoli sul nostro territorio. Il percorso formativo è rivolto ad operatori sociali, responsabili di servizi, insegnanti, dirigenti e volontari di associazioni.
Il corso, sviluppato all’interno del progetto transnazionale “+RESPECT” finanziato dalla Commissione europea (www.morespect.eu), vuole informare e formare i funzionari pubblici e gli operatori del privato sociale allo scopo di fornire strumenti e metodologie per predisporre o implementare politiche partecipative nei propri territori.
Il corso si articolerà in 5 incontri di 3 ore ciascuno, svolti con modalità laboratoriale e con partecipazione attiva dei partecipanti, chiamati a presentare i loro dubbi, perplessità e difficoltà riscontrare nella loro esperienza lavorativa.
Il percorso formativo tratterà i seguenti temi:
- La normativa sulle discriminazioni e il razzismo
- Gli schemi cognitivi e processi di categorizzazione - I conflitti e le loro risoluzioni
- L’identità culturale rom e sinta: storia, politica, cultura.
- La mediazione culturale e partecipazione attiva: metodologie e progettualità partecipata.
Il corso si terrà nei lunedì 4 – 11 – 18 aprile - 2 - 9 maggio 2011 dalle ore 15 alle ore 18 presso la Sala Riunioni del Palazzo del Plenipotenziario della Provincia – P.za Sordello n.43 – MN.
La partecipazione è gratuita e al termine sarà rilasciato un attestato di frequenza. Per gli assistenti sociali è stato richiesto l'accreditamento all'ordine.
Per l’iscrizione occorre compilare la scheda di adesione e farla pervenire entro il 4 aprile 2011 all’ufficio Politiche Sociali della Provincia tramite e-mail: pol.soc@provincia.mantova.it o fax 0376 204328
Per informazioni: Provincia 0376-204204 / 204201; Sucar Drom 339.6189870 e-mail matteo.bassoli@gmail.com

giovedì 24 marzo 2011

Mantova, annullata la manifestazione di domani

Oggi dopo un incontro voluto dall'Amministrazione comunale abbiamo raggiunto un accordo sul nuovo regolamento per l'area residenziale per sinti italiani.

Per questa ragione E' ANNULLATA la manifestazione di domani a Mantova.

Invitiamo le associazioni e i singoli cittadini mantovani a partecipare al Consiglio comunale che si terrà domani dalle ore 17.30, appuntamento in via Roma n. 39.

GRAZIE a tutti per il sostegno che ci avete dato, il Consiglio Direttivo della Sucar Drom

mercoledì 23 marzo 2011

Mantova, appello della società civile al Comune di Mantova

Il dibattito di questi giorni, relativo alla convocazione del Consiglio Comunale per la votazione di un nuovo regolamento per l’Area di viale Learco Guerra n. 23, ha evidenziato la necessità di una discussione più approfondita.
Il regolamento ha mostrato, anche nella seduta congiunta delle Commissioni Statuto e Servizi Sociali, evidenti limiti e contraddizioni sia nella sua applicabilità di gestione ordinaria dell’area che nell’obiettivo importante di offrire una soluzione abitativa alternativa alle famiglie per il superamento della logica assistenziale e ghettizzante del cosiddetto “campo nomadi” .
La stesura di un nuovo regolamento, non può e non deve essere caratterizzata dalla fretta, con il rischio di inserire articoli che porterebbero ad una cattiva gestione dell’Area o che potrebbero nuocere ai suoi abitanti.
Ma soprattutto l’applicazione di regole di gestione pratiche ed efficaci dovrebbero essere coadiuvate da impegni concreti che favoriscano il raggiungimento dell’obiettivo che l’Amministrazione e le famiglie sinte hanno a cuore, ovvero la chiusura dell’area di viale Learco Guerra.
Gli impegni concreti sul fronte della scuola, del lavoro, dell’abitare e della cultura sono parte fondamentale di un pacchetto di interventi che non possono essere disgiunti dall’approvazione di un nuovo regolamento per l’area.
Per queste ragioni chiediamo che sia ascoltata la nostra richiesta di rinviare la votazione dell’attuale bozza di regolamento che a nostro avviso mostra il fianco a possibili strumentalizzazioni e che richiede ulteriori analisi e confronti, affinché si possa garantire una reale progettazione di interventi coordinati e per i quali siamo pronti ad offrire il nostro contributo.

Aderiscono
Sucar Drom, AGAPE Onlus, Amnesty International, Caritas Diocesana Mantova, Cgil Camera del lavoro di Mantova, Centro di via Tezze "Bruno Cavalletto", Istituto di Cultura Sinta, Arci Mantova, Them Romano, Redazione di Mahalla, Articolo 3 Osservatorio sulle Discriminazioni, Cooperativa Labatarpe, Gruppo consiliare SEL Castiglione delle Stiviere, Nevo Drom, Forum Mantova - Città dei Cittadini, Insieme per Mantova, Cooperativa Il Giardino dei Viandanti, Spazio sociale La Boje, ArciGay di Mantova e Nazionale, ENAR (European Network Against Racism), Redazione di U Velto, Nevo Drom TN, Sinti nel Mondo, Associazione Nazionale Sinti Italiani, Federazione Rom e Sinti Insieme (in rappresentanza di 22 associazioni sinte e rom in Italia)

Inoltre hanno firmato l’appello: Fabio Norsa, Irene Generali, Grazia Soliani, Paola Balboni, Catia Lucchini, Maria Bacchi, Claudia Pancera, Franco Reggiani, Pietro Paolo Ghidorzi, Elena Borghi, Eva Rizzin, Angelica Bertellini, Elena Cesari, Giuseppe Nicolini, Paolo Trentini, Benedetta Zecchini, Francesco Costa

DOSTA! Partecipa anche tu alla manifestazione a Mantova

Prima cacciarono i poveri che chiedevano l'elemosina
e io sono rimasto in silenzio
perché mi davano fastidio

Poi strapparono le bandiere dalle finestre delle case
e io sono rimasto in silenzio
perché turbavano il decoro pubblico

Poi cacciarono i suonatori di strada
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi piace la musica

Poi vietarono a tutti di sedersi sui gradini
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi ero mai seduto sui gradini

Poi tolsero i fondi al Festival Letteratura
e io sono rimasto in silenzio
perché non mi é mai piaciuto leggere

Poi scrissero un regolamento per cacciare i sinti
e io sono rimasto in silenzio
perché mi hanno detto fin da piccolo che sono ladri

Finché un giorno sono venuti a prendere anche te
e non c’era piu' rimasto nessuno per protestare

NON RIMANERE IN SILENZIO
VIENI ANCHE TU A DIRE DOSTA! BASTA!



Venerdi 25 marzo, ore 16.00
punto di ritrovo in viale Learco Guerra n. 23

martedì 22 marzo 2011

Mantova, la Federazione Rom e Sinti Insieme convoca tutte le associazioni

La Federazione Rom e Sinti Insieme è nata a Mantova nell’aprile del 2007 con l’adesione di tutte le associazioni sinte e rom presenti in Italia. La nascita della prima organizzazione nazionale guidata da sinti e rom è stata promossa da tre associazioni: Sucar Drom (Mantova), Nevo Drom (Bolzano) e RomSinti@Politica (Pescara).
In questi giorni abbiamo seguito con apprensione l’evolversi della situazione mantovana che rimane uno dei punti di riferimento nella costruzione di percorsi di partecipazione diretta dei sinti e dei rom alla vita politica, sociale ed economica del Paese.
La bozza di regolamento per l’area per sinti italiani di Mantova, presentata dall’Amministrazione comunale, ci ha profondamente deluso così come ci hanno deluso le prese di posizione di alcuni esponenti politici mantovani che sembrano dettate dalla volontà di distruggere il lavoro svolto dall’associazione Sucar Drom che ha garantito ai sinti mantovani e non solo pari opportunità negli ambiti del lavoro, della scuola, della cultura e dell’abitare.
Imporre un trattamento differenziale punitivo ad un Cittadino italiano, in base alla sua appartenenza ad una delle minoranze linguistiche presenti in Italia, è contrario al dettato costituzionale ma anche alla normativa europea ed internazionale.
Per questa ragione la Federazione convoca tutti i rappresentanti delle associazioni sinte e rom italiane a Mantova, venerdì 25 marzo alle ore 16.00, presso viale Learco Guerra n. 23.
Il Presidente, Radames Gabrielli

lunedì 21 marzo 2011

Mantova, le sinte e i sinti mantovani scrivono alla Gazzetta

Pubblichiamo alcune delle lettere scritte al Direttore della Gazzetta di Mantova dalle donne e dagli uomini che vivono nell’area residenziale per sinti italiani di viale learco Guerra n. 23. Alcune lettere sono state pubblicate nella versione cartacea del quotidiano, mentre altre sono state pubblicate nella versione elettronica del quotidiano. Ad oggi nessuna risposta da parte dell’Amministrazione comunale…

Egregio Direttore, l’Assessore De Pietri vuole attuare un “giro di vite” contro di noi sinti mantovani. Basterebbe questo per capire quanto il Fratelli d’Italia cantato in queste ore suoni nelle mie orecchie molto stonato. Lei attuerebbe “un giro di vite” contro un suo fratello?
Giacobbe, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, l’Assessore Arnaldo De Pietri continua ad affermare pubblicamente che è aperto al dialogo e all’ascolto delle famiglie sinte ma ieri sera in Consiglio comunale si è dichiarato contrario a far leggere a Yuri Del Bar, un sinto mantovano, il documento che avevamo preparato. Addirittura si è avvicinato al tavolo dove sedevano i Consiglieri comunali della maggioranza invitandoli a votare in maniera compatta contro Yuri Del Bar.
Penso che la fiducia e il rispetto siano da dare ad ogni persona ma l’Assessore De Pietri non si è dimostrata una persona seria, afferma una cosa e fa il contrario. Lei, Direttore, avrebbe fiducia e rispetto di una persona che dice bugie?
Loredana, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, mia madre è stata vittima del Porrajmos, la persecuzione su base razziale subita dai sinti durante il fascismo. Nel 2005 il Sindaco di Mantova l’ha insignita dell’Edicola di Virgilio e le ha chiesto scusa per le sofferenze subite. Quando i giornali sono venuti per intervistarla e per fotografarla mi ha preso da parte e mi ha detto: “non voglio essere fotografata ho paura che i fascisti la vedano e vengano a prendermi di nuovo”. Sono rimasto stupito e l’ho rassicurata: “mamma non siamo più nella stessa situazione”.
Ieri sera ero in Consiglio comunale e ho letto sui giornali le dichiarazioni pubbliche dell’Assessore De Pietri. Il Comune sta per votare un regolamento differenziale, una legge punitiva su base razziale, per imprimere un “giro di vite” contro di noi. Se questo è il primo passo di questa Amministrazione mi devo ricredere ho sbagliato a rassicurare mia madre.
Debora, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, sono una cittadina mantovana sinta, nata e sempre vissuta nella nostra città e da sempre orgogliosa di esserlo, ma ora molto preoccupata. Le mie parenti e amiche che vivono in altre città invidiavano la mia situazione e dicevano che ero fortunata a vivere a Mantova per tutte le cose che qui si erano nel tempo realizzate.
L’attenzione alla scolarizzazione dei bambini, un progetto per il lavoro che faceva ben sperare, soprattutto per noi donne, un “campo” dove tutto sommato si poteva vivere in attesa di realizzare i nostri sogni di un posto migliore e nostro… Si sa: l’erba del vicino è sempre la migliore.
Oggi non ho più niente di cui sentirmi fortunata, è il terzo anno che il doposcuola non si fa più e a nessuno importa dei nostri bambini, l’inserimento lavorativo è terminato quasi prima di cominciare e prospettive non se ne vedono e il campo in questi giorni di pioggia sarà allagato dalle fogne come tutte le altre volte.
Ora il Comune farà un nuovo regolamento per costringerci ad andare in strada, e io e i miei bambini che faremo? I miei parenti e gli amici non hanno proprio niente da invidiarmi ora.
Olga, una madre sinta mantovana

Egregio Direttore, il Comune ha intenzione di cambiare il regolamento del luogo dove vivo, viale Learco Guerra n. 23. Razionalmente non ne capisco il motivo, visto che l’attuale regolamento funziona e che tutti pagano regolarmente; ma si sa ci sono le elezioni provinciali e quindi la cosa più semplice è dare addosso a noi sinti mantovani.
Comunque non riesco proprio a capire il motivo per cui nel momento in cui non pagassi l’energia elettrica mi cacciano in strada. Oggi se non pago mi tagliano i fili della luce come a qualsiasi altro mantovano. Secondo Lei, Direttore, stanno cercando scuse per smantellare il cosiddetto “campo nomadi” mandandoci via da Mantova?
Paolo, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, sul nuovo regolamento che il Consiglio comunale voterà tra qualche giorno c’è una regola che ha fatto molto discutere i membri delle Commissioni Statuto e Servizi sociali. Sul regolamento si legge che chi commette un reato contro il patrimonio sarà espulso dalla sua casa.
Alla richiesta di spiegazione di alcuni membri della Commissione l’Avvocato del Comune e il Dirigente dei Servizi sociali hanno dato due risposte diverse. Secondo l’avvocato questa norma è da intendersi come è in vigore per un qualsiasi assegnatario di alloggio comunale, ovvero solo nel caso che utilizzi l’alloggio per commettere il reato. Secondo il Dirigente la norma è da intendersi solo nel caso in cui una persona, abitante in viale Learco Guerra n. 23, commetta un reato contro il patrimonio ai danni di un'altra persona sempre abitante in viale Learco Guerra.
Io non sono un avvocato ma ho l’impressione che le due interpretazioni siano fallaci, l’unica interpretazione esatta è quella data sul suo Giornale questa mattina dal Presidente Giuliano Longfils: chi commette reato perde la casa.
Avendo vissuto con grande tormento in casa popolare negli Anni Novanta per due lunghi anni, mi permetto di ricordare al Presidente Longfils e a tutti i Consiglieri comunali che i miei vicini non erano degli stinchi di santo. Uno di loro ha addirittura commesso una rapina e dopo essere stato giustamente in carcere è tornato nella sua casa comunale. Il Comune non gliel’ha certo tolta.
Le chiedo, Signor Direttore, secondo lei perché per noi sinti che abitiamo in viale Learco Guerra dovrebbe essere in vigore una punizione aggiuntiva (la perdita della casa e di conseguenza della residenza, della carta d’identità, della patente, del tesserino sanitario…) oltre a quella giustamente comminata a qualsiasi Cittadino italiano di questo Paese che commette un reato?
Giovanni, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, il Consiglio comunale sembra intenzionato ad approvare nei prossimi giorni un nuovo regolamento per chi come me vive nel cosiddetto “campo nomadi”. Con il nuovo regolamento si vuole stravolgere le modalità di pagamento degli oneri (affitto della piazzola, energia elettrica, acqua, immondizie…). Per inciso, la casa non me l’ha data il Comune come a Milano o a Roma, ce la metto io!
Mentre oggi andiamo liberamente, alla scadenza delle bollette, a pagare quanto dovuto alla Tesoreria comunale in via Roma, con il nuovo regolamento dovremmo pagare ad un fantomatico Ente gestore. Mi chiedo: questo Ente gestore garantirà gli stessi orari di sportello come fa oggi la Tesoreria comunale? Quanto dovrà spendere il Comune per dare la possibilità all’Ente gestore di avere uno sportello aperto tanti giorni e tante ore come la Tesoreria comunale?
L’impressione è che si voglia complicare la mia vita con l’obbiettivo trovare delle scuse per cacciarmi in strada se il fantomatico giorno dei pagamenti sarò lavoro o sarò ammalato.
Guendalina, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

Egregio Direttore, l’Assessore De Pietri ha affermato pubblicamente che la mediazione culturale non la farà più l’Associazione Sucar Drom ma l’Aster (ex Mantova Parking). Mi sono chiesto: che ci azzecca l’Aster che si occupa di parcheggi con la mediazione culturale? Una risposta forse c’è: l’Assessore De Pietri non ci considera delle persone con una nostra lingua e una nostra cultura come fa il Pdl nel Parlamento europeo ma degli oggetti da integrare in uno dei fantomatici parcheggi che hanno promesso durante le elezioni comunali. Il parcheggio di viale Learco Guerra non piace più (forse è troppo vicino alla Città e l’Assessore ha paura di essere contaminato da noi) e quindi ci vuole parcheggiare ancora più lontano. Mi chiedo: ci garantiranno la navetta?
Sara, un abitante di viale Learco Guerra n. 23

La situazione è così tesa dopo gli interventi stampa degli esponenti dell’attuale Amministrazione comunale che tutte le lettere sono firmate con pseudonimi perché le persone hanno paura di ritorsioni

Milano, convocata la conferenza stampa di presentazione dell'appello 'I dirirtti non si sgomberano'

E' firmato dalle maggiori realtà non profit che seguono da anni le sorti delle comunità rom e sinte. Ecco il comunicato di presentazione

Negli ultimi due anni a Milano sono stati effettuati oltre 360 sgomberi di campi abitati da Rom e Sinti che hanno coinvolto alcune centinaia di nuclei familiari presenti da tempo sul territorio cittadino.
In questi anni gli sgomberi e le ruspe non hanno risolto nulla, anzi con un grosso dispendio di risorse pubbliche, hanno contribuito a rendere ancora più difficile e drammatica la vita delle famiglie Rom, ed in particolare di alcune centinaia di bambini, aumentando il loro disagio e la loro esclusione dal tessuto sociale. Oltre che non risolvere il disagio di chi vive in prossimità dei campi.
In questi anni a Milano c’è però anche chi ha scelto di incontrare questi volti, queste persone, di costruire rapporti di vicinanza, di considerarli i nuovi vicini di casa o i nuovi compagni di banco. A volte dopo uno sgombero sono partite inaspettate catene di solidarietà, che hanno avuto anche risalto sui mass-media locali e nazionale, ma queste reazioni pur importanti non sono sufficienti.
Alcune associazioni e gruppi ma anche singoli cittadini, maestre e genitori hanno costruito con le famiglie Rom dei rapporti basati sulla fiducia, imparando a superare diffidenze e paure reciproche. Sono nati così progetti di integrazione abitativa, lavorativa, scolastica. Queste persone hanno scelto di vivere così il proprio ruolo di cittadinanza attiva per costruire una città più vivibile e quindi più sicura per tutti, proprio perché più accogliente;
Da questa esperienza nasce l’appello alla città 'I dirirtti non si sgomberano', un appello rivolto all’amministrazione perché opti per politiche di vera integrazione ed abbandoni la logica degli sgomberi, appello però rivolto anche al tessuto civile di questa città perché ritrovi il gusto della partecipazione alla costruzione di una città capace di tutelare i diritti di tutti al di là delle appartenenze etniche e culturali.

L’appello viene presentato in Camera del Lavoro a Milano in Corso di porta Vittoria 43 il giorno 22 marzo, alle ore 11,30, saranno presenti alcuni dei rappresentanti delle realtà che hanno promosso l’appello: Mamme e Maestre di Rubattino, Gruppo sostegno Forlanini, Onorio Rosati Segretario Generale Camera del Lavoro di Milano, don Massimo Mapelli Casa della Carità, Bruno Segre, Claudio Cristiani Agesci zona Milano, Diana Pavlovic Federazione Rom e Sinti Insieme, RSU ST Castelletto,RSU RAI, Acli Milano, Emanuele Patti Arci, Padri Somaschi, Comunità di Sant’Egidio, Avv. Alberto Guariso, Sucar Drom

giovedì 17 marzo 2011

Mantova, il documento di Sucar Drom ha zittito Arnaldo De Pietri che si è ritrovato solo in Consiglio comunale

Pubblichiamo il documento che Yuri Del Bar, Vice Presidente della Sucar Drom, avrebbe dovuto leggere durante la seduta delle Commissioni consiliari Statuto e Servizi Sociali del Consiglio comunale di Mantova che si sono tenute ieri sera. L'assessore ai servizi sociali Arnaldo De Pietri si è opposto in maniera scomposta, alzandosi e invitando la maggioranza a votare compatta contro la possibilità di dare parola a Yuri Del Bar (in foto). I Consiglieri hanno però deciso di conoscere il documento che alla fine di un'aspra discussione è stato letto dal Presidente della Commissione Statuto.

Ogni dieci anni l’Amministrazione comunale di Mantova promuove la discussione per un nuovo regolamento per i mantovani che abitano in viale Learco Guerra n. 23. E’ una scadenza ciclica che inevitabilmente ci vede costretti a lavorare per mesi su questioni di forma e mai di sostanza. Infatti tutti i cambiamenti proposti non potranno aiutare nessuna famiglia a costruire un percorso abitativo autonomo, realizzando concretamente lo smantellamento dell’area. I problemi reali vissuti da queste famiglie come il lavoro, la scuola e l’uscita dalle logiche del cosiddetto “campo nomadi” non sono mai stati discussi in Consiglio comunale. L’impressione è che i nostri amministratori di ieri e di oggi pensino a noi, non come a dei cittadini, ma come una sottocategoria specifica i ‘nomadi’.
In questi mesi l’Amministrazione ci ha convocato solo due volte per discutere il nuovo regolamento e inevitabilmente alcune riflessioni non si sono potute fare, sarebbe stato almeno necessario il terzo incontro promesso, ma mai realizzato.

Entrando nel merito della bozza di regolamento proposto dalla Giunta comunale è subito evidente che sono stati cancellati dal precedente documento tutti gli oneri a carico dell’Amministrazione comunale. Ad esempio non è indicato chi dovrà occuparsi della manutenzione straordinaria. Nessuna parola sugli impegni del Comune di Mantova sulle questioni sociali e sullo smantellamento definitivo dell’area che ad oggi è stato promosso concretamente solo dal lavoro dell’associazione Sucar Drom con l’uscita di ben ventuno (21) famiglie.

Per questa ragione fin dall’inizio abbiamo chiesto a questa Amministrazione comunale di adottare il regolamento Aler che viene fatto firmare a tutti i mantovani che usufruiscono di strutture pubbliche. Infatti non si comprende il senso di avere un regolamento specifico per quest’area quando tutta la residenza pubblica comunale è gestita con regolamento ALER, in cosa consta la differenza tra i cittadini residenti in via Learco Guerra da quelli residenti al Palazzo del Mago?

Nella bozza quattro questioni paiono centrali e andrebbero affrontate prima di licenziare il testo in maniera definitiva, se questa è la volontà del Consiglio Comunale. Noi rimaniamo convinti che il regolamento ALER dovrebbe trovare una sua applicazione anche per i cittadini che abitano nel cosiddetto ‘campo nomadi’, ma se non lo ritenete opportuno, si affrontino almeno queste quattro questioni.

1) Articolo 3, autorizzazione e pagamenti oneri
Nella bozza di regolamento l’autorizzazione non viene più rilasciata dal Comune di Mantova ma dall’Ente Gestore che si deve fare carico di inviare alla Polizia Municipale e alla Questura, per quanto di competenza. Il Comune si defila, creando inevitabilmente una grande confusione perché l’area è attualmente in carico ai Servizi sociali ma nel nuovo regolamento si demanda tutto al Settore della Polizia Municipale. Inoltre, si chiede all’Ente Gestore la riscossione degli oneri dovuti dalle famiglie.
L’attuale sistema prevede un’autorizzazione data dai Servizi Sociali su comunicazione dell’Ente gestore. I Servizi sociali inviano mensilmente le bollette di pagamento che le famiglie autonomamente vanno a pagare tutti i mesi alla Tesoreria comunale.

Già nel 2003 l’Amministrazione comunale aveva deciso di cambiare il metodo di autorizzazione e di pagamento con il risultato che per tre anni le famiglie non hanno pagato. Non arrivavano nemmeno le bollette, le famiglie andavano a pagare in Comune ma non le si faceva pagare e non sono state registrate le presenze per un anno intero. Ci chiediamo vale la pena di cambiare un metodo di autorizzazione e di pagamento che oggi funziona? Nel 2005, dopo il disastro compiuto dall’Amministrazione ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo risolto la questione facendo pagare a tutte le famiglie gli arretrati anche se in punta di diritto i responsabili erano altri.

Se dopo quell’esperienza ancora una volta l’Amministrazione vuole fare un salto nel vuoto e complicare la vita a tutti faccia pure, ma non si stupisca se si creeranno ulteriori problemi.


2) Articolo 4, norme igieniche sanitarie ed espulsione dall’area
Nella bozza di regolamento si demanda all’Ente gestore il rispetto delle norme igienico sanitarie, questa incombenza è una competenza dell’Ente proprietario dell’immobile che ha il dovere ma anche il diritto di verificare la situazione igienico sanitaria di cui è responsabile civilmente e penalmente in caso di inadempienze. Evidentemente non è possibile demandarla ad altri, in quanto le norme generali previste dal codice civile e penale sono sovra-ordinate rispetto a quanto questo regolamento possa prevedere.

Sempre in questo articolo l’Ente gestore ha facoltà di proporre l’espulsione in cinque casi. Questo aspetto è assolutamente problematico in quanto non è sostenibile vista l’attuale giurisprudenza. E’ evidente che in nessun caso un Cittadino italiano che commetta un reato possa avere una pena aggiuntiva rispetto a quella già prevista per legge. Se un abitante del Palazzo del Mago crea una rissa in piazzetta San Leonardo non può essere espulso dal suo appartamento di edilizia pubblica.

Ancora più assurdo il caso in cui una famiglia residente non paghi gli oneri derivanti il consumo di energia elettrica. In un caso analogo agli altri Cittadini viene sospeso il servizio, ma a quelli residenti in via L. Guerra viene tolta la possibilità di rimanere al campo. Evidentemente si crea una cosiddetta discriminazione impugnabile facilmente davanti ai tribunali preposti.

L’ALER inizia il procedimento di revoca dell’assegnazione dell’appartamento solo nel caso che la famiglia non paghi per più di sei mesi il canone di affitto. Ci chiediamo il perché tale norma non possa valere anche per i mantovani che abitano in viale Learco Guerra che tra l’altro essendo nati a Mantova non saprebbero proprio dove andare in caso di espulsione dall’area.


3) Articolo 11, oneri
Nel 2008 le famiglie sinte pagavano un forfait di circa euro 77. Nel 2009 questo forfait è stato portato a euro 100. Con il nuovo regolamento ai 100 euro si aggiungeranno circa euro 18. Un aumento in due anni di circa il 40%. Su questa nuova proposta non ci siamo mai posti in maniera rigida ma crediamo che si debba riflettere se sia giusto che si continui ad aumentare la quota da pagare senza intervenire sulla questione lavoro. Pensiamo che tutti debbano pagare ma bisogna anche mettere le famiglie nelle condizioni di poter pagare. Continuare ad aumentare gli oneri senza offrire un reale sostegno all’inserimento lavorativo ci sembra fuori luogo, essendo il Comune l’ente preposto per favorire l’inclusione sociale.


4) Articolo 12, viene delegata in toto la manutenzione alle famiglie
L’area di viale learco Guerra n. 23 pur essendo una delle aree meglio strutturate in Italia ha due punti di debolezza: l’impianto fognario e l’impianto elettrico.

Nel dettaglio vogliamo portare alla vostra attenzione i problemi in essere riguardo l’impianto fognario ed elettrico.
In un qualsiasi impianto fognario sono ben distinte le linee delle acque bianche (pioggia), le acque grigie (lavatrici, lavandini…) e le acque nere (wc). Nell’impianto di viale learco Guerra le tre linee sono unite creando problemi evidenti (le acque nere invadono i bagni e l’area) anche per la sola pioggia.
A questo si deve aggiungere che le acque nere e acque grigie in commistione con le acque bianche confluiscono in un’unica vasca dotata di pompe tritatrici e di sollevamento che “sparano” con un impianto elettrico i liquami a seicento metri direttamente nel depuratore della Città.
Questo impianto oltre ad essere molto delicato, basta un sassolino finito in una caditoia per le acque bianche per bruciare una pompa con un costo di alcune migliaia di euro, non ha nessun strumento di protezione o di avviso in caso di fermo macchina con il risultato che i liquami inondano senza preavviso i bagni e tutta l’area.

L’altro punto di debolezza è l’impianto elettrico che, come è successo pochi giorni fa, è molto instabile per lavori svolti nel 2000 non a regola d’arte. E’ da considerare che le famiglie sono costrette ad utilizzare la luce elettrica per scaldare le case per una scelta precisa delle passate amministrazioni che ha impedito l’utilizzo del metano. E’ quindi evidente che l’impianto elettrico è fortemente sollecitato e non si riesce a capire con questo regolamento in che modo dovranno intervenire le famiglie in caso di guasto.

Inoltre, nel nuovo regolamento si chiede alle famiglie di andare sui tetti delle palazzine per fare la pulizia dei canali di gronda. Ci chiediamo se l’Aler chiede le stesse cose alle famiglie assegnatarie di alloggio popolare.
E ancora, si chiede alle famiglie di provvedere alla manutenzione delle aree verdi, come se l’Aler chiedesse a chi abita negli alloggi di Lunetta di fare la manutenzione delle aree verdi di tutta Lunetta, visto che sono loro ad usufruirne. Tra l’altro nelle aree verdi sono compresi gli argini che necessitano di una strumentazione specifica e di una preparazione per non incorrere in incidenti che potrebbero essere anche gravi.

Per queste ragioni noi chiediamo che alle famiglie sia delegata SOLO la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strutture abitative di LORO proprietà (casa, l’impianto elettrico fino al contatore, gli allacciamenti alla rete fognaria…), la manutenzione ordinaria dei bagni assegnati e la pulizia delle piazzole assegnate. Chiediamo che sia a carico del Comune la manutenzione: dell’impianto fognario con la vasca e le pompe trituratrici e di sollevamento, dell’impianto elettrico generale dell’area, delle aree verdi, delle palazzine con gli spazi comunali, dell’impianto di illuminazione pubblica.


In ultimo, una brevissima considerazione. Il regolamento vigente è stato scritto quasi vent’anni fa. Negli ultimi dieci anni Mantova è stata indicata dalla Regione Lombardia laboratorio prima e buona pratica oggi. La buona pratica è dovuta a due fattori: la partecipazione diretta dei sinti e la mediazione culturale. La bozza di regolamento non fa menzione di tutto questo (vedi articolo 4). La Regione Lombardia, guidata dal Presidente Formigoni, ha pubblicato libri dove ha riconosciuto i risultati ottenuti a Mantova. La Commissione Diritti Umani del Senato poche settimane fa ha votato all’unanimità una relazione dove si indicano come buone pratiche i processi di partecipazione e lo strumento della mediazione culturale. Il Parlamento europeo ha licenziato pochi giorni fa, a grandissima maggioranza, un documento che impegna la Commissione a promuovere partecipazione e mediazione culturale.

Il Comune di Mantova se ne dimentica eppure proprio pochi giorni fa ha chiesto ai mediatori culturali della nostra associazione di accompagnare l’assistente sociale e la responsabile dell’Ufficio Anagrafe dalle famiglie sinte.
L’impressione è che questa Amministrazione non voglia valorizzare uno dei fiori all’occhiello della città: la mediazione culturale e la partecipazione dei sinti. Siamo stati citati come Buona Pratica in diversi documenti Italiani ed Europei, ma la convenzione 2011 per la mediazione culturale non è ancora stata firmata. Perché?

Mantova, la Giunta comunale presenta un nuovo regolamento per chi abita in viale Learco Guerra

Pubblichiamo la bozza di regolamento per l’area residenziale di viale Learco Guerra n. 23 presentata ieri sera dalla Giunta comunale alle Commissioni Statuto e Servizi Sociali del Comune di Mantova. La presentazione del regolamente era stata preannunciata dall’Assessore ai Servizi Sociali Arnaldo De Pietri (in foto) da un articolo dal titolo: “scatta il giro di vite sul campo nomadi”, pubblicato dalla Gazzetta di Mantova e ripreso dall’assessore nel suo blog personale, leggi l’articolo…

ART.1
La struttura di via Learco Guerra,23 è un’area residenziale per le famiglie sinte e rom.
L’area comprende 25 piazzole. Ogni piazzola ha a disposizione due prese elettriche che erogano 3 KW; su richiesta specifica, si può ottenere una potenza pari a 6 KW. Ogni piazzola può ospitare sino a due nuclei famigliari.

ART. 2
Possono sostare all’interno dell’area attrezzata le famiglie Rom e Sinte residenti per un tempo illimitato e famiglie non residenti per un periodo massimo di 30 giorni rinnovabili, compatibilmente con le disponibilità gestionali.
L’area attrezzata può ospitare sino ad un massimo complessivo di 200 persone contemporaneamente presenti.
Nell’ottica condivisa di perseguire l’obiettivo della definitiva chiusura dell’area attrezzata si dispone che progressivamente nel caso si renda “libera” una piazzola a seguito del trasferimento di una famiglia residente il numero di piazzole disponibili viene al pari conseguentemente ridotto e non è più assegnabile.
E' fatto salvo il caso in cui a richiedere nuova assegnazione di piazzola disponibile sia il nubendo/la nubenda già residente, in sede di scissione dalla famiglia d'origine per aggregazione a seguito composizione nuova famiglia.

ART.3
L’accesso all’area attrezzata è consentito nel rispetto del presente regolamento previa richiesta diretta all’ente che sarà incaricato della gestione dell’area attrezzata di seguito indicato come “Ente Gestore” e redatta su apposito modulo stampa indicante il numero dei componenti la famiglia, le generalità di ogni componente il nucleo familiare con l’annotazione degli estremi dei documenti di identità delle persone maggiorenni, nonché i numeri di targa degli autoveicoli di cui sono in possesso e il previsto tempo di sosta. Ogni variazione sarà tempestivamente comunicata.
Il modulo disponibile presso l’Ente Gestore, debitamente compilato, sarà consegnato in copia al Comando della Polizia Locale ed alla Questura per quanto di competenza.
L’autorizzazione è rilasciata dall’ente gestore
Le famiglie residenti che sulla base delle rilevazioni effettuate risultino assenti per almeno un bimestre e non sono quindi stabilmente presenti al campo saranno inoltre segnalate ai servizi demografici ed alla vigilanza per l’avvio della procedura di cancellazione dall’anagrafe dei residenti
Qualora i residenti presenti presso l’area attrezzata si debbano temporaneamente allontanare, dovranno comunque comunicare all’ente gestore la data di partenza e la data di rientro.

ART.4
L’Ente Gestore si occuperà dell’osservanza del regolamento e del rispetto delle norme igienico-sanitarie all’interno dell’Area.
E’ facoltà dell’Ente Gestore proporre al Sindaco, nel rispetto delle Leggi e dei regolamenti vigenti, l’espulsione dell’area di chi (anche se residente) non osserva il regolamento, commette reati contro il patrimonio, crea disordini o risse all’interno dell’area e di chi risulta insolvente nei pagamenti dei canoni previsti dall’art.6 del presente regolamento.

ART.5
Le incompenze legate alla gestione dell’Area Attrezzata compresa la riscossione delle somme di cui al successivo art.6 saranno svolte a cura dell’Ente Gestore.
Sarà cura del Settore Servizi Sociali incaricare una Assistente Sociale territorialmente competente affinché costituisca un punto di riferimento istituzionale per le problematiche sociali rilevate dall’Ente Gestore.

ART.6
Per le famiglie Rom e Sinte la sosta è consentita con il versamento di:
- cauzione di euro 120,00 per famiglia non residente. Tale cauzione coprirà le spese eventualmente dovute per danni provocati anche da ignoti o debiti non assolti. La cifra sarà restituita integralmente o parzialmente al momento della partenza del campo;
- canone di euro 0,60 giornaliere per ogni famiglia che occupi la piazzola assegnata con mobili o autoveicoli anche in caso di assenza della famiglia stessa.
Il canone, la cauzione e le somme dovute per consumi di acqua, gas ed energia elettrica di cui al successivo art.11 dovranno essere versati anticipatamente all’Ente Gestore che rilascierà apposita quietanza e provvederà mensilmente al versamento alla Tesoreria Comunale.


ART.7
Sono vietate le occupazioni abusive di qualsiasi genere a carattere permanene, semipermanente o provvisorio. E’ inoltre vietato lasciare nell’area attrezzata caravan, roulotte, o macchine qualora la famiglia titotalre non sia presente nell’area stessa, senza motivata giustificazione.
In tal caso l’Ente Gestore informerà la Polizia Locale che provvederà a far rimuovere dall’area i mezzi e le relative spese di rimozione saranno a carico del proprietario.
Le auto devono essere parcheggiate negli spazi consentiti.

ART.8
Le famiglie rom e sinte sono responsabili della conservazione delle strutture e delle attrezzature messe a loro disposizione. Coloro che si rendessero responsabili di danni, saranno tenuti al risarcimento totale.
Nel caso in cui non sia possibile individuare l’autore materiale del danneggiamento, si provvederà ad addebitare a tutti i componenti la comunità l’importo del danno in parti uguali anche con l’utilizzo della cauzione di cui all’art.6.

ART.9
La sosta presso l’area attrezzata delle famiglie rom e sinte è consentita solo all’interno delle piazzole predisposte. La sosta è assolutamente vietata in qualunque altra zona dell’Area.
Le infrazioni eventuali, sempre nel rispetto dei regolamenti e delle Leggi vigenti, saranno punite a norma di legge.

ART.10
E’ fatto obbligo alle famiglie rom e sinte di provvedere alla normale pulizia del terreno occupato, delle zone comuni e dei servizi igienici.
Ogni famiglia è responsabile direttamente della pulizia dell’area che essa occupa al campo considerando come area occupata anche una fascia di metri 5 tutto intorno alla piazzola di sosta.
E’ fatto inoltre obbligo alle famiglie Rom e Sinte di utilizzare gli appositi contenitori per i rifiuti collocati a cura dell’amministrazione. Chiunque venga sorpreso a scaricare rifiuti sull’area del campo o sul terreno circostante verrà sanzionato ai sensi della normativa vigente.

ART.11
Per le famiglie rom e sinte residenti:
I consumi di acqua, gas ed energia elettrica dovranno essere pagati anticipatamente da ogni famiglia in misura forfettaria di euro 100,00 ( per ogni presa da 3 KW richiesta in base al precedente art.1) ( rivalutate con indice Istat anuuale), all’Ente Gestore che rilascerà ricevuta e provvederà al versamento alla Tesoreria del Comune di Mantova
Sono vietati gli allacciamenti ai servizi collettivi.
Il mancato pagamento delle spese previste comporterà l’immediata chiusura delle utenze.
Il distacco, presenti gli operatori della Polizia locale, non verrà effettuato nel solo caso in cui nell’immediatezza venga esibita quietanza di pagamento dei pregressi o la famiglia sia ritornata ad essere presente al campo. L’intervento dell’elettricista anche nel caso in cui non si sia materialmente proceduto al distacco come nei casi menzionati, viene quantificato in € 20,00 che sarà addebitato a ciascun inadempiente nella rata del mese successivo.
Qualora la famiglia non saldi il debito relativo alla quota forfettaria o al canone fisso per la sosta sopradefiniti e continui a sostare nell’area si procederà secondo le procedure previsto dall’art. 4 del vigente Regolamento.
Per le famiglie rom e sinte non residenti
Per quanto riguarda la sosta temporanea presso l’area attrezzata le famiglie in transito per poter ottenere il permesso alla sosta sono tenute al pagamento anticipato della cauzione che coprirà le spese dovute per eventuali danni provocati o debiti non pagati (e potrà quindi se del caso essere rimborsata interamente) e dovranno inoltre versare:
- la quota forfettaria di euro 100,00 per la copertura dei costi relativi all’allacciamento ad una presa di corrente con potenza disponibile di 3Kwh energia elettrica in proporzione ai giorni di effettiva presenza;
- il canone fisso giornaliero di euro 0,60 per la messa a disposizione della piazzola di sosta per i giorni di effettiva presenza al campo.
Le famiglie rom e sinte italiane di transito che escono e non pagano non potranno più essere ospitate al campo sosta fatto salvo l’aver estinto il debito maturato.

ART.12
La manutenzione ordinaria del campo sarà a cura delle famiglie Rom e Sinte italiane residenti al campo e, a solo titolo esemplificativo ma non esaustivo, si elencano alcuni di questi interventi :
- pulizia del campo (pulizia degli spazi assegnati a ciascuna famiglia e spazi comuni, sia esterni che esterni);
- sostituzione o riparazione delle serrature nei vari serramenti, dei pluviali, dei vetri rotti, dei lavabi esterni che verranno con dolo o incuria danneggiati.
- mantenimento e pulizia canali di gronda;
- sostituzione lampade sia nei servizi igienici che nelle aree comuni
- manutenzione delle aree verdi;
- smaltimento rifiuti ingombranti chiamando la Tea (per mantenere il massimo decoro l’area di sosta)
Periodicamente saranno effettuate da parte del competente Settore Lavori Pubblici visite ispettive per controllare la situazione che qualora dovesse riscontrare inadempienze disporrà il recupero della spesa a carico delle stesse famiglie.

ART.13
Il regolamento di gestione è affisso in luogo visibile dell’area e deve essere portato a conoscenza da parte dell’ente gestore a tutti i residenti/ospiti

ART.14
Il presente regolamento di gestione una volta approvato dal Consiglio Comunale e divenuto esecutivo, entra immediatamente in vigore.

lunedì 14 marzo 2011

Settimana di Azione Contro il Razzismo

E’ iniziata oggi e terminerà il 21 marzo 2011 la VII Settimana d’azione contro il razzismo promossa dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) in collaborazione con il sistema delle autonomie locali, delle parti sociali e della società civili. Saranno oltre cento le iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e informazione sui temi delle discriminazioni razziali, della xenofobia e in genere di promozione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione a tutti i livelli.
La Settimana verrà aperta il 14 e il 15 marzo dalla Conferenza internazionale sulle reti integrate per la prevenzione e la rimozione delle discriminazioni, che vedrà la partecipazione, il giorno 15, del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna e nell’occasione anche la presentazione del Rapporto Unar 2010 sulle discriminazioni razziali, nonché della campagna di comunicazione, finanziata in ambito Fei, rivolte alle donne straniere.
Altri eventi di rilevanza nazionale saranno domenica 20 marzo la Maratona di Roma, giunta alla XVI edizione e il primo meeting del network di volontariato civico giovanile contro il razzismo “Near to Unar”, che si terrà a Roma lunedì 21 marzo, Giornata internazionale contro le discriminazioni razziali. Moltissimi sono poi gli eventi e le iniziative realizzati a livello territoriale in collaborazione con regioni, enti locali, società civile, mentre per la prima volta in assoluto, nell’ambito del calendario viene anche realizzato un programma specifico contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro d’intesa con le organizzazioni datoriali e sindacali raccolte nella “Cabina di regia” costituita dall’Unar nel 2010. Il programma dettagliato delle iniziative è disponibile sul sito dell'Unar http://www.unar.it/

venerdì 11 marzo 2011

Ue, solo il Carroccio e la destra estremissima votano contro la strategia per l'inclusione dei rom e dei sinti

Sono rimasti soli ad esprimere la loro linea dura contro i rom, il che probabilmente porterà loro dei voti, ma non necessariamente un progresso sociale per il continente. Anzi.
Il Parlamento europeo ha approvato con una grande maggioranza una risoluzione in cui chiede agli stati membri dell'Ue di assumere una lunga serie di decisioni per favorire l'integrazione delle genti di etnia Rom nell'Unione europea. Il testo, non vincolante sebbene politicamente rilevanti, è stato adottato con 576 voti a favore,32 contrari e 60 astensioni. Tutta la Lega ha votato “no”. Il Pdl si è espresso in senso favorevole.
In sintesi, gli deputati chiedono che la Commissione Ue presenti una tabella di marcia che includa una serie di standard comunitari obbligatori per l’accoglienza e il trattamento della gente Rom e preveda la possibilità d'imporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano. Sul fronte occupazionale, Strasburgo chiede che venga assicurato un accesso effettivo al mercato del lavoro, insieme col varo di misure per combattere il lavoro sommerso e favorire l'assunzione di rom nell'amministrazione pubblica. Per l'educazione, i deputati chiedono ai governi nazionali di impiegare un numero maggiore di mediatori e insegnanti rom nelle scuole per garantire l'educazione nella loro lingua.
Il Parlamento denuncia inoltre le "discutibili operazioni di rimpatrio" di cittadini rom verificatesi in vari Stati membri che hanno creato un "clima di paura e inquietudine" fra la popolazione rom e hanno anche avuto l'effetto di aver portato "preoccupanti livelli di razzismo e discriminazione". Alla luce di questo, la nuova Strategia europea che la Commissione deve proporre dovrà combattere ogni forma di violazione dei diritti fondamentali, inclusi "la discriminazione, la segregazione, i discorsi d'incitazione all'odio, il profiling etnico, il rilevamento illegale delle impronte digitali, nonché lo sfratto e l'espulsione illegali".
Non sono parole semplici da scrivere e anche da votare. Certo lo sono ancora meno da attuare in questo clima generale di paura e diffidenza che molti fatti di cronaca giustificano. Eppure il parlamento europeo si mette la mano sul cuore e invita a giocare la sfida dell’integrazione, a imbarcarsi su un percorso che non sarà né facile né breve, ma che pare a tutti essere l’unico praticabile.
A tutti meno che la Lega. “Abbiamo votato contro al gran completo”, tiene a dire l’eurodeputato leghista Oreste Rossi. Il quale trova “inaccettabile” che sia immaginato “l'obbligo per gli Stati membri di assumere i Rom nella pubblica amministrazione, l'imposizione del microcredito di impresa, l'obbligo di assunzione di mediatori linguistici e di insegnanti Rom nelle scuole, la parità di accesso nei servizi sociali, in particolare il diritto ad una casa, nonché l'obbligo di coinvolgere i Rom nella politica attiva ad ogni livello”. di Marco Zatterin, continua a leggere...

giovedì 10 marzo 2011

Strategia dell'UE per l'inclusione dei rom

L'Unione europea dovrebbe introdurre degli standard minimi obbligatori a livello europeo per promuovere l'integrazione sociale, economica e culturale dei 10-12 milioni di rom che vivono nel Continente, secondo quanto propongono i deputati in una risoluzione approvata mercoledì. Il testo rappresenta il contributo del Parlamento alla Strategia europea per l'inclusione dei rom che sarà presto presentata dalla Commissione.
I rom soffrono una discriminazione sistematica e combattono contro "un livello intollerabile di esclusione" e violazioni dei diritti umani, afferma la risoluzione approvata adottata con 576 voti a favore,32 contrari e 60 astensioni.
La relatrice per il Parlamento Lívia Járóka (PPE, HU), nel corso del dibattito che ha preceduto la votazione, ha detto: "Con l'adozione della presente relazione, abbiamo fatto un grande passo verso un impegno a livello UE per alleviare la povertà e l'esclusione sociale della più grande minoranza etnica del nostro continente. Questa strategia UE deve porre l'accento principale sul rispetto e la promozione dei diritti fondamentali al lavoro, all'alloggio, alla salute e all'istruzione".
Occupazione, educazione e politica della casa
I deputati chiedo che la Commissione presenti una tabella di marcia che includa una serie di standard comunitari obbligatori e la possibilità di'imporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano.
Sull'occupazione, la strategia UE dovrà assicurare un accesso effettivo al mercato del lavoro, insieme a misure per combattere il lavoro sommerso e favorire l'assunzione di rom nell'amministrazione pubblica. Per l'educazione, i deputati chiedono ai governi nazionali di impiegare un numero maggiore di mediatori e insegnanti rom nelle scuole per garantire l'educazione nella loro lingua.
Le "discutibili operazioni di rimpatrio"
Il Parlamento denuncia le "discutibili operazioni di rimpatrio" di cittadini rom verificatesi in vari Stati membri che hanno creato un "clima di paura e inquietudine" fra la popolazione rom e hanno anche avuto l'effetto di aver portato "preoccupanti livelli di razzismo e discriminazione".
La Strategia europea dovrà pertanto combattere ogni forma di violazione dei diritti fondamentali, inclusi "la discriminazione, la segregazione, i discorsi d'incitazione all'odio, il profiling etnico, il rilevamento illegale delle impronte digitali, nonché lo sfratto e l'espulsione illegali".
Un miglior uso dei fondi europei
Il Parlamento chiede la creazione di enti europei di sostegno, sotto la supervisione dell'esistente Task Force per i Rom, per assicurare un uso più mirato dei fondi europei a disposizione dei governi nazionali e locali, per controllarne l'uso e indicare eventuali sprechi. Gli Stati membri sono, infatti, invitati a utilizzare programmi come PROGRESS, Cultura, Salute, e di apprendimento permanente in favore dei cittadini rom. Infine, i deputati chiedono alla Commissione di prevedere finanziamenti ad hoc, nel quadro della politica di coesione, per sostenere la Strategia dell'UE relativa ai rom.
Prossime tappe
La Commissione dovrebbe presentare la sua proposta il 5 aprile. Il testo dovrebbe poi passare al Consiglio europeo del 24 giugno. L'inclusione dei rom è una delle priorità della Presidenza dell'Ungheria. da Parlamento europeo

Potenza, il Consiglio provinciale delibera in memoria di Eva, Danchiu, Mengji, Tutsa, Raul, Fernando, Sebastian, Patrizia e per Giulia che ancora vive

Pubblichiamo integralmente la deliberazione del Consiglio Provinciale di Potenza avvenuta il 9 marzo 2011. Invitiamo le associazioni ma anche i singoli ad attivarsi nelle proprie realtà locali per ripetere tale iniziativa. Ringraziamo i Consiglieri provinciali di Potenza che hanno interpretato appieno il loro ruolo istituzionale e l’attivista Giancarlo Ranaldi che è stato promotore della deliberazione.


Deliberazione Consiglio Provinciale di Potenza del 9 marzo 2011.
In memoria di Eva, Danchiu, Mengji, Tutsa, Raul, Fernando, Sebastian, Patrizia e per Giulia che ancora vive.

Nella notte fra il 10 e l’11 agosto del 2007, quattro bambini, Eva (10 anni), Danchiu (8 anni) e Mengji (4 anni) e Lenuca “Tutsa” (6 anni), bruciarono vivi sotto un cavalcavia alla periferia di Livorno. Eva e Mengji erano sordomuti. Si disse mai più.

Domenica 6 febbraio 2011, quattro bambini, Raul (4 anni), Fernando (5 anni), Sebastian (11 anni) e Patrizia (8 anni), perdevano la vita nel tragico incendio di uno dei tanti “non luoghi” della periferia romana. Raul e Fernando erano sordomuti.

Sono molti i bambini Rom, presenti sul territorio italiano che, giorno dopo giorno, rischiano la vita per il freddo, gli incendi e le malattie, e rischiano il proprio futuro, come Giulia (6 anni), che ogni volta che vede un Vigile si fa la pipì addosso, che negli ultimi mesi a Milano ha subito 15 sgomberi, ed oggi vive “nascosta” ma non ha rinunciato alla Scuola, l’unico luogo che le consente di sentirsi “bambina”.

Nell’Italia dei nostri giorni, la “disperazione” si è fatta “uomo”, la “povertà” è divenuta “clandestina” e sopravvive nelle miserie dei campi Rom.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

nel ricordare la tragica morte di Eva, Danchiu, Mengji, Tutsa, Raul, Fernando, Sebastian, Patrizia e per Giulia che ancora vive

DELIBERA


di dare mandato al Presidente della Provincia ed all’Assessore alle Politiche Sociali, Pace ed Immigrazione, affinché si rendano portavoce presso la Presidenza della Repubblica, del profondo sconcerto di questo Consiglio Provinciale;

- per sollecitare reali politiche di sostegno alla povertà, ripartendo dalle miserie dei campi Rom, dando voce e speranza a queste persone, che oggi non hanno rappresentanza;

- per l’attuazione di un Piano Nazionale, che superi gli egoismi locali, la cui gestione non potrà essere demandata alle sole Amministrazioni Comunali né, tantomeno, delegata al variegato mondo del “volontariato”, ritrovando il sano protagonismo delle Istituzioni attraverso l’attivazione, su base provinciale, di strumenti di concertazione tra Università, Scuole di ogni ordine e grado, Presidi Sanitari, Consultori Familiari, Uffici del lavoro, al lato delle Famiglie, tutti insieme, per superare la triste logica dei “campi”;

- per ricordare nella “Giornata della Memoria”, istituita ai sensi della Legge 20 luglio 2000, n. 211, la persecuzione su base razziale, il Porrajmos (divoramento), subita dai Cittadini italiani e stranieri appartenenti alle minoranze Sinte e Rom;

- per sostenere l’inclusione della lingua “Sinta e Romanes”, in tutte le sue accezioni, nel patrimonio di tutela delle minoranze linguistiche storiche ai sensi della Legge 15 dicembre 1999, n. 482;

- per riconoscere i diritti negati ai profughi dei Balcani e per dare cittadinanza alle migliaia di minori nati in Italia;

- per ridare luce alla nostra Costituzione, laddove riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e stabilisce che, noi tutti, abbiamo pari dignità sociale senza distinzioni di sesso, religione o razza, nel caldo delle nostre case o al freddo di un accampamento Rom.

mercoledì 2 marzo 2011

Federazione Rom e Sinti Insieme, comunicato stampa

La Federazione riunisce e coordina ventidue associazioni rom e sinte presenti in tutta l’Italia. La federazione è riconosciuta dal Governo italiano e dalla Presidenza della Repubblica. L’incontro di oggi è stato organizzato per discutere e verificare il lavoro svolto nel 2010 e decidere le prossime iniziative e i prossimi impegni della federazione.
I presidenti delle associazioni hanno plaudito al lavoro svolto nella Campagna Dosta!, promossa dal Consiglio d’Europa e dal Dipartimento per le pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. La federazione ha realizzato incontri, concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni, dibattiti, mostre fotografiche e tanto altro in diverse Città italiane, quali: Milano, Bolzano, Mantova, Brescia, Prato, Rimini, Piacenza, Vicenza, Bari… A Venezia grazie al lavoro della federazione nella Campagna Dosta! è stato costituito l’Osservatorio sulle discriminazione con il supporto del Comune di Venezia e dell’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale del Ministero delle Pari Opportunità.
La federazione ha poi partecipato a diverse iniziative istituzionali, quale la commemorazione del Giorno della Memoria al Quirinale su invito diretto del Presidente Napolitano.
L’Agenzia europea contro il razzismo (FRA) ha scelto la federazione come suo partner per l’Italia per realizzare in tutta l’Italia una ricerca sul livello di razzismo percepito e vissuto da sinti e rom. Saranno effettuate, entro maggio 2011, mille interviste a rom e sinti in tutto il Paese.
Inoltre, il Dipartimento di Stato americano ha invitato la Vice Presidente della federazione Dijana Pavlovic a Washington per discutere sul razzismo e sulle discriminazioni vissute da sinti e rom in Italia.
La federazione ha fissato la propria assemblea elettiva del 2011 in cui verrà eletto il nuovo consigli direttivo. I Consiglieri della Federazione hanno discusso le motivazioni che hanno portato il Presidente Radames Gabrieli a dimettersi. Dopo un confronto serrato tra tutti i Consiglieri e il Presidente dimissionario, il Consiglio direttivo ha respinto all’unanimità le dimissioni.

La federazione è estremamente preoccupata per le notizie drammatiche che giungono da tutta l’Italia. Ringraziamo il Presidente della Repubblica per le parole espresse dopo la morte di quattro bambini rom a Roma. Chiediamo al Governo italiano di dare una svolta alle politiche fin qui messe in atto, uscendo dalla logica sicuritaria e affermando il riconoscimento dello status di minoranze linguistiche a tutti i sinti e i rom e mettendo in campo serie politiche per il lavoro e per la casa. Chiediamo al Ministero del Welfare di fissare un incontro per studiare un piano nazionale.
La federazione ha discusso a lungo sulla grave situazione dei sinti e dei rom a Brescia che si trascina da alcuni anni. Dopo la vicenda accaduta il 14 febbraio nel campo sinti di via Orzinuovi 108 di Brescia la federazione a deciso di intervenire per contrastare il provvedimento del Comune di Brescia che intende spostare tre famiglie sinte nel villaggio per l’emergenza abitativa. Contrastiamo questa decisione per questi motivi:
1) Le famiglie che vivono oggi nel villaggio di Borgo Satollo sono in una situazione di grave sovraffollamento che pregiudica la situazione igienico sanitaria dello stesso villaggio, sarebbe quindi doveroso che le tre casette siano assegnate alle famiglie numerose che già vivono nel villaggio;
2) Le famiglie sinte in questi anni hanno investito risorse importanti per comprarsi autonomamente un’abitazione (case mobili) senza chiedere assistenza al Comune;
3) Le famiglie sono pronte ad impegnarsi per sottoscrivere dei mutui per l’acquisto di terreni dove ogni famiglia può vivere in pace, questo progetto si è fermato dopo che il Comune Brescia non si è impegnato per risolvere il contrasto politico amministrativo con il Comune di Guidizzolo (MN), lasciando cadere la possibilità che quattro famiglie potessero trovare una soluzione seria e soddisfacente.
L’azione del Comune di Brescia il 14 febbraio, togliere l’energia elettrica a tutte le famiglie sinte, è stato un provvedimento barbaro e medioevale che ha messo a repentaglio la vita di due bambini. Una gravissima forma di discriminazione.
La federazione organizzerà una manifestazione a Brescia in cui presenterà alla Città proposte serie per risolvere il problema abitativo vissuto dalle famiglie sinte e rom. Chiediamo a tutte le associazioni, a tutte le organizzazioni e a tutta la società civile di partecipare all’organizzazione della manifestazione.

U.S.A., Eva Rizzin e Dijana Pavlovic al Dipartimento di Stato

L’American Council of Young Political Leaders (ACYPL), organizzazione non governativa bipartisan con sede a Washington D.C., grazie al supporto del Dipartimento di Stato Americano sta organizzando un viaggio negli U.S.A. che coinvolgerà una delegazione europea di giovani leader appartenenti alla minoranza rom e sinta.
L’ACYPL ha condotto programmi e scambi con più di novanta nazioni, producendo una rete globale di migliaia di alumni, gran parte dei quali ha raggiunto una posizione di prestigio negli Stati Uniti e nelle nazioni tutto il mondo.
Il Programma inizierà a Washington DC il prossimo 5 marzo per proseguire nel Kentucky e darà la possibilità ai delegati di visitare il Dipartimento di Stato Americano, di incontrare rappresentanti delle istituzioni governative americane e organizzazioni rappresentative di minoranze, al fine di discutere le tematiche legate ai diritti umani e alla loro promozione attraverso la partecipazione diretta.
A questo progetto parteciperanno delegati provenienti da quattro paesi europei: Romania, Ungheria, Repubblica Slovacca e Italia; a rappresentare il nostro paese ci saranno due donne, una sinta e una rom: Eva Rizzin e Dijana Pavlovic.

Eva Rizzin, nata a Udine nel 1977, attivista e ricercatrice, appartiene alla minoranza dei sinti. Si è laureata in Scienze Politiche all’Università di Trieste. Nel 2007, dopo aver svolto un’esperienza di ricerca di alcuni mesi al Parlamento Europeo, ha conseguito presso lo stesso ateneo un dottorato di ricerca in Geopolitica sul fenomeno dell’Antiziganismo nell’Europa allargata.
E’ cofondatrice di osservAzione, centro di ricerca-azione contro la discriminazione di rom e sinti. Dal luglio 2007 è assunta dall’associazione Sucar Drom per partecipare al progetto Pilas u romia (spazio alle donne) per il monitoraggio dei servizi rivolti alle donne sinte e rom della Provincia di Mantova. Nel 2008 ha partecipato come delegata ad una missione dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per indagare sulla violazione dei diritti umani dei rom e dei sinti in Italia. Nel 2009 ha condotto una ricerca europea per l’ERRC (European Roma Rights Center) di Budapest, riguardante la libertà di circolazione e soggiorno dei rom all’interno dell’Unione Europea, ricerca commissionata dalla FRA (Agenzia Europea sui Diritti Fondamentali dell’Ue). Nel 2008 decide di ampliare i suoi orizzonti dedicandosi ad altre minoranze iniziando così la sua esperienza con Articolo 3 Osservatorio sulle discriminazioni di Mantova, realtà impegnata nel contrasto alla discriminazione dove ebrei, rom e sinti, gay, persone con disabilità, migranti, assieme a rappresentanti dell’Istituto di Storia, costituiscono un ‘fronte comune’.

Dijana Pavlovic, nata in Serbia nel 1976, appartiene alla minoranza dei rom. Laureatasi all’Accademia di Belgrado, si è trasferita in Italia, a Milano, nel 1999. Attrice di teatro, è stata interprete anche in fiction televisive e film.
A Milano prende consapevolezza delle condizione dei rom e inizia così l’impegno per il suo popolo come mediatrice culturale per i bambini rom nelle scuole elementari di Milano. Segnata da questa esperienza inizia la sua attività di militante per i diritti dei rom e dei sinti. Sul piano più politico sviluppa il suo impegno a livello nazionale, è protagonista della costituzione del Tavolo rom di Milano che raggruppa tutte le associazioni che si occupano delle tematiche sociali, è vicepresidente della Federazione Rom e Sinti Insieme e dell’associazione Upre Roma; a livello internazionale coopera con associazioni e istituzioni che si occupano di lotta alla discriminazione e al razzismo, collabora in Italia con Amnesty International, ERRC, OSCE, Open Society e giornalisti internazionali per la stesura di rapporti sulla condizione dei Rom e dei Sinti nel nostro paese.