venerdì 13 luglio 2012

Le Reti territoriali antidiscriminazioni al Governo: non smantellate l'UNAR

I partecipanti all’incontro nazionale delle Reti territoriali antidiscriminazioni, organizzato dall’UNAR a Roma - 10 e 11 luglio 2012.

Premesso che:

La nascita delle Reti territoriali contro le discriminazioni – composte da Regioni, Province, Comuni e organizzazioni del terzo settore - ha segnato un passo concreto nella difesa dei diritti fondamentali e nella lotta all’esclusione sociale in Italia. Il modello proposto dall’UNAR, Ufficio nazionale antidiscriminazioni, che prevede un ruolo centrale per il sistema delle autonomie locali e dell’associazionismo, rappresenta una opportunità da valorizzare e potenziare per l’integrazione e il coordinamento dei diversi livelli territoriali, con competenze e sensibilità diverse e, per questo motivo, necessarie.

L’azione di prevenzione, contrasto e prima assistenza alle vittime di discriminazione che la Rete si propone di coordinare e gestire sui territori, è un elemento di rilievo nell’azione di riduzione del rischio di esclusione e conflitto sociale che il momento storico che viviamo genera ed amplifica.

Gli interventi contro tutte le forme di discriminazione, quindi, oltre ad essere elemento centrale di ogni strategia per il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona, sono strumento strategico per lo sviluppo sociale ed anche economico, così come opportunamente evidenziato dall’Unione Europea nella Strategia 2020. Ed infatti sono oggetto di impegni già sottoscritti dal nostro Paese, sia a livello comunitario che a livello nazionale, riconfermati dalla recente Direttiva ministeriale in materia di pari opportunità e lotta alle discriminazioni. A questo proposito richiamiamo, tra l’altro:

- La strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti

- Il Piano nazionale di azione contro razzismo e xenofobia

- Il Programma per l’applicazione della Raccomandazione del Consiglio d’Europa su orientamento sessuale e identità di genere.

Questi piani di attività sono stati avviati negli ultimi mesi dall’UNAR e necessitano di impulso e coordinamento forte e di un altrettanto forte coinvolgimento delle autonomie locali e dell’associazionismo.

Di fronte a questa situazione i partecipanti all’incontro esprimono forte preoccupazione in merito ad alcune questioni:

1) Il drastico ridimensionamento dell’attuale struttura dell’UNAR, che può comportare l’interruzione del percorso avviato.

2) Gli interventi del Governo e del Parlamento sul sistema delle autonomie locali, che producono incertezza sull’assegnazione delle competenze specifiche relative alle pari opportunità e alla lotta contro le discriminazioni, oltre alla riduzione generale delle risorse a disposizione in ambiti importanti e contigui all’azione antidiscriminatoria, come quelli delle politiche sanitarie e sociali

3) Il particolare momento di transizione che sta vivendo la Rete, nata da non più di due anni, che ne rende fragile la struttura e bisognosa di interventi di supporto e coordinamento che non possono essere sostenuti solo dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni ma che necessitano di indirizzo condiviso e coerente

Sulla base di queste preoccupazioni, e della necessità di avere certezze sul futuro della Rete e più in generale sull’azione dell’UNAR nell’ambito della tutela dei diritti fondamentali delle persone e della lotta contro ogni forma di discriminazione, chiedono al Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Capo Dipartimento Pari Opportunità:

- Il consolidamento del ruolo di coordinamento e di impulso che l’UNAR può e deve svolgere per la Rete e più in generale nell’ambito delle politiche di intervento contro tutte le forme di discriminazione

- La continuità nella disponibilità di risorse e nei rapporti costruiti con la rete

- La condivisione, accresciuta e potenziata, delle procedure e delle iniziative in questo ambito, ovviamente nel rispetto delle competenze specifiche di ciascun livello istituzionale ma nella direzione di ottimizzare l’uso delle risorse e la partecipazione alla Rete stessa

- La partecipazione della Rete ai tavoli di progettazione relativi ai Fondi strutturali e il pieno riconoscimento della Rete come uno dei soggetti a disposizione per l’attuazione delle politiche di pari opportunità per tutti e tutte e di lotta alle discriminazioni.

Appello a Governo e Partiti: Non cancellate UNAR

Numerose sigle dell’associazionismo italiano, tutte impegnate nell’affermazione dei diritti e della dignità delle persone e contro ogni violenza e discriminazione, hanno condiviso un percorso di crescita, conoscenza reciproca, condivisione di obiettivi che ha visto nell’attività svolta da UNAR, negli ultimi tre anni, un motore importante e un punto di riferimento.

In questi tre anni, l’Ufficio nazionale contro le discriminazioni introdotto con il recepimento di direttive europee sulla parità di trattamento e contro le discriminazioni ha infatti scritto pagine importanti nella diffusione di prassi antidiscriminatorie, costruzione di reti, contrasto ai fenomeni di discriminazione e apertura di tavoli che hanno creato preziose relazioni, sollecitando straordinarie sinergie e ottenendo riconoscimenti dal Consiglio d’Europa, dalla Commissione europea e dalle Nazioni Unite.

Unar ha messo in campo attività finanziate in larghissima misura da fondi europei e grava assai poco sul bilancio del nostro Paese e soprattutto dovrebbe essere assunto a modello per la capacità di utilizzo dei fondi europei.

Esprimiamo dunque sgomento e massima preoccupazione nel constatare come l’enorme lavoro svolto dall’ente, grazie alla direzione di Massimiliano Monnanni, sia in pericolo a causa di un’applicazione indiscriminata della spending review che non ne riconosce i meriti. Un’attenta valutazione politica doveva essere esercitata prima di arrivare a conseguenze che oggi rischiano di stroncare il futuro stesso dell’ufficio, attraverso la contemporanea perdita della direzione, il drammatico ridimensionamento dell’organico, la dispersione di competenze, conoscenze e esperienze assolutamente insostituibili in un momento complesso come quello che viviamo.

Solo negli ultimi mesi l’UNAR ha avviato piani di attività fondamentali che necessitano di impulso e coordinamento forte e di un altrettanto forte coinvolgimento delle autonomie locali e dell’associazionismo: la Strategia nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti; il Piano nazionale di azione contro razzismo e xenofobia; il Programma per l’applicazione della Raccomandazione del Consiglio d’Europa su orientamento sessuale e identità di genere; l’apertura e la programmazione di attività di Unar al contrasto della discriminazione sulla base della disabilità.

Denunciamo pubblicamente il rischio che si spezzi qualunque continuità d’azione nel contrasto alle discriminazioni, con gravi infrazioni di obblighi derivanti da trattati e direttive dell’Unione e gravi e concrete sofferenze per la vita di tante persone. Riteniamo urgentissima un’assunzione di responsabilità delle Istituzioni e dei partiti, e invochiamo una nuova riflessione da parte del Governo e del Presidente del Consiglio, perché si adottino tutte le soluzioni possibili per mantenere ad UNAR, e al nostro Paese, le condizioni per una seria strategia di contrasto alle discriminazioni tutte, in un momento in cui sulla convivenza civile, l’equità, la dignità, si gioca tanta parte della nostra capacità e credibilità nel rilancio dell’Italia.

ACLI, AGEDO, ARCI, Arcigay, Associazione Nevo Drom, Associazione Sucar Drom, Associazione radicale “Certi diritti”, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Azionetrans , Coordinamento Campania Rainbow, Edge, ENAR – European Network Against Racism, Famiglie Arcobaleno, Federazione Rom e Sinti Insieme, FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, MIT – Movimento identità transessuale, Parks – Liberi e Uguali, Sinti nel Mondo, Telefono Azzurro

Tutte le adesioni aggiornate alla pagina web: http://www.arcigay.it/36987/appello-a-governo-e-partiti-non-cancellate-unar/

venerdì 6 luglio 2012

L'Italia razzista è contrastata dall'UNAR

Nei primi sei mesi del 2012 il Contact Center antidiscriminazioni dell'UNAR, guidato dal dott. Massimiliano Monnanni (in foto), ha gestito complessivamente 14.179 contatti (rispetto agli 8.952 del primo semestre 2011) e trattato 876 istruttorie, quasi il doppio di quelle dell'anno scorso. Con un aumento pari all'89,6% delle istruttorie rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il 45,3% di queste è derivato da segnalazioni pervenute tramite il canale web (27,9% nel 2011), il 18% tramite il numero verde 800.90.10.10 , il 13,2% via e-mail e il 12,8% attraverso la ricognizione dei media.

“Abbiamo ritenuto necessario – spiega il direttore generale Massimiliano Monanni – garantire un’applicazione del principio di parità di trattamento a 360° ancora più efficace, istituendo tre diversi back office di consulenza specialistica per la trattazione e l’esame approfondito di istruttorie aperte dal nostro Contact Center in relazione a discriminazioni per disabilità, per età o religione, per orientamento sessuale o identità di genere“.

"Sul totale delle segnalazioni - aggiunge il dott. Monnanni - oltre il 40% (rispetto al 21% del 2011) è stato effettuato da testimoni di atti discriminatori, anziché da vittime (attestate al 33,9% pure in leggero aumento rispetto al 2011) segno di una crescente sensibilità delle persone verso l'argomento. Il 16,8% delle istruttorie sono state invece aperte direttamente dall'Ufficio. Riguardo alla tipologia delle vittime di discriminazione, il 53,9% e' composto da donne ed il 46,1% da uomini, dati stabili rispetto al 2011".

Nel 2010 il vecchio Call center era stato riorganizzato, attivo dal 2005, trasformandolo in un vero Contact center che unisse al consueto numero verde gratuito (800 90 10 10), una piattaforma informatica in grado di consentire a chiunque (testimoni o vittime) di fare una segnalazione anche on line o con una semplice mail.

Lo scorso anno a fronte di mille istruttorie svolte dall’Ufficio, il 22,4% ha riguardato il settore dei media e di queste ben l’84% è stato relativo a fenomeni di xenofobia o razzismo su internet. Negli ultimi tre anni è cresciuto il numero di siti, blog e post oscurati e rimossi dalla Polizia Postale e le segnalazioni di reato all’autorità giudiziaria per incitamento all’odio razziale da parte dell’Unar.

Per quanto riguarda i principali ambiti in cui si sono registrati gli eventi di discriminazione trattati nel 2012, questi riguardano per il 40,4% dei casi l'ambito del lavoro (14,2% nel 1 semestre 2011); 13,3% quello della vita pubblica (20,5%); 10,4% dei casi l'erogazione di servizi da parte di enti pubblici (11,9%); il 9,6% i mass media (16,2%). Per quanto concerne invece la territorialità dei casi trattati, di seguito si riportano le prime cinque regioni per importanza numerica delle istruttorie trattate: 17,3% Lombardia; 15,8% Lazio; 8,3% Veneto e Piemonte; 7,8% Emilia Romagna.

E' quindi da applaudire l'azione del dott. Massimiliano Monnanni che in tre anni ha rivoluzionato un servizio importante, implementando il monitoraggio e il contrasto a tutte le forme di discriminazione. Inoltre, il dott. Monnanni ha innescato un processo virtuoso che ha portato alla formazione di diversi osservatori, sportelli e antenne territoriali che a livello locale implementano l'azione come previsto dalla Legge italiana e fino a due anni fa mai applicata.

Milano, hai mai provato in via Idro?

Salve a tutti, signore, signori ed infanti. Volevamo dirvi che anche quest'anno non andremo in ferie, perché alle Maldive è tutto esaurito, e dopo il freddo patito quest'inverno la montagna non ci ispira.

Siamo ancora qua, aspettando che il comune mantenga le promesse, per non annoiarvi elenchiamo solo quelle dell'anno scorso:
1) ripristino di un servizio elettrico a norma;
2) incontro con la cooperativa LACI BUTI sulle opportunità lavorative;
3) incontro con i singoli nuclei famigliari per definire la situazione alloggiativa.

Nel frattempo, quelli di noi che sopravvivono con la raccolta del metallo, tornano la sera a casa con un guadagno netto di 10 euro (se va bene). Così le giornate passano pensando a cosa si può fare, a quale futuro saremo mai destinati.

MA NON VOGLIAMO DEPRIMERVI, ANZI ABBIAMO UNA PROPOSTA TUTTA PER VOI, SPERANDO CHE VI PIACCIA.

Come avrete capito, qui non c'è molto da fare, ma da noi il clima è fresco, ci sono alberi, gazebo, sedie, tavoli e panchine, UN AMBIENTE PULITO E DIGNITOSO e persino bambini e brava gente. Qui da noi è ancora campagna. Vi pensiamo nelle vostre case, a combattere la torrida estate milanese, con una programmazione televisiva uguale ogni luglio e agosto.

VI INVITIAMO AD UN POMERIGGIO (O UNA SERA) IN CAMPAGNA, ASSIEME AD UN BUON FILM, UN LIBRO, QUALCHE MOMENTO CONVIVIALE.

Al momento la programmazione non è ancora definita, ma a breve prevediamo:
- la proiezione del film GATTO NERO, GATTO BIANCO di EMIR KUSTURICA;
- la proiezione (in quasi anteprima) del film LA CANZONE DI REBECCA, con la presenza del regista e della protagonista;
- la presentazione del libro NIENTE E' PIU' INTATTO DI UN CUORE SPEZZATO, con la presenza dell'autrice;
- la presentazione del libro MILANO, FIN QUI TUTTO BENE, con la presenza dell'autrice.

Ed altro ancora, in via di definizione. Tutti gli avvenimenti, salvo diversa indicazioni sono GRATUITI ed avvengono all'aperto, in caso di maltempo è disponibile una sala coperta ed accogliente. Inoltre, sarà possibile incontrare noi rom, gli autori, i registi e i protagonisti, sedendosi al "Marina Social Rom"

Dai! Cosa aspettate? Potrete dire che in Camargue non ci siete stati... avete scoperto di averla sotto casa!

Comunità Rom Harvati, via Idro 62 a MILANO & MAHALLA

martedì 3 luglio 2012

Milano, piano rom della Giunta Piasapia? Si! No! Forse...

Agenzie stampa e quotidiani si sono lanciati sulla notizia che arriva da Milano, dove la Giunta comunale dovrebbe presentare, entro la fine del mese, un “piano rom”. Il titolo che più potrete leggere è: “ottomila euro ai rom per la casa”. Il Comune di Milano con una nota firmata dagli Assessori Granelli e Majorino smentisce: "Nessun piano o corsia preferenziale per dare case".

Qualcosa sta succedendo a Milano ma la capacità comunicativa della Giunta Pisapia non è delle migliori se da qualche ore tutte le agenzie e quasi tutti i quotidiani nazionali rilanciano la notizia “ottomila euro ai rom per la casa”. Il Comune di Milano sta sicuramente elaborando un piano anche perchè è stato il Governo a chiederglielo, come lo sta chiedendo a tutte le realtà locali comprese in cinque Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio e Campania. Come sia questo piano di fatto nessuno lo sa perchè in questo momento siamo nella fase dico o non dico... Con risultati che tutti possiamo vedere: grande confusione, accrescimento dell'odio contro rom e sinti, crescita del pregiudizio ecc.

Se quello che è trapelato è esatto il Comune di Milano intenderebbe
- smantellare le baraccopoli e chiedere ai proprietari degli immobili di recintare le aree per evitare nuovi insediamenti abusivi;
- preservare l'unità famigliare offrendo quattro possibili soluzioni, ovvero:
1) per le famiglie che ne ne hanno diritto iscriversi alle liste d’attesa per le case popolari;
2) la famiglia venga ospitata in una struttura del privato sociale a canone basso;
3) contributo di 8mila euro per le famiglie che hanno intenzione di affittare casa.
4) rimpatrio assistito per le famiglie rom immigrate.

Per arrivare a queste soluzioni il Comune di Milano in questi mesi avrebbe fatto l'ennesimo censimento dei circa 2.500 rom e sinti milanesi, questa volta per famiglie e non per “campi”.

In una nota firmata dagli Assessori Granelli e Majorino di poche ore fa si afferma: "Non esiste alcuna corsia preferenziale né Piano per assegnare case ai Rom. La nostra volontà è infatti quella di garantire canali ordinari di accesso alle graduatorie per le abitazioni pubbliche senza alcun favoritismo".

"Nei prossimi giorni - hanno aggiunto gli assessori - presenteremo una serie di progetti per affrontare un tema che in questi anni è degenerato per precise responsabilità del centrodestra. Tra questi progetti che riguarderanno i temi dell'inserimento dei bambini nelle strutture educative, le tematiche di carattere sanitario e lavorativo, il tema cruciale della legalità e la questione del superamento dei campi non sarà contemplata alcuna azione per assegnare abitazioni a persone di etnia Rom al di fuori del sistema delle regole vigenti. Quel che invece sperimenteremo, proprio al fine di accompagnare il superamento di alcuni campi anche sulla base dei risultati positivi raggiunti recentemente, sarà costituito dall'inserimento in strutture d'emergenza e in luoghi del terzo settore".

"E per attuare questi progetti - hanno concluso Majorino e Granelli - intendiamo utilizzare i 5 milioni di euro stanziati dall’ex ministro Maroni e vincolati proprio per azioni di questo tipo a favore dell’etnia Rom".

Nelle agenzie stampa fino ad ora lette non si capisce per chi sia rivolto il piano, infatti a Milano vi sono:
- rom e sinti cittadini italiani per cui sarà oltremodo difficile imporre un trattamento da immigrati economici;
- rom immigrati dalla exYugoslavia che vivono uno status profughi/apolidi/rifugiati/cittadini italiani, vale il discorso fatto sopra;
- rom immigrati per motivi economici, in particolare dalla Romania a cui certe condizioni possono essere imposte, se non vi saranno sbavature discriminatorie (esempio: i patti di socialità e legalità, inventati dalla Casa della Carità di Don Colmegna).

Da un lato saluto con ottimismo la svolta della Giunta Pisapia che vuole governare i problemi uscendo dalla demagogia e riconoscendo il valore della famiglia per tutti i milanesi (rom e sinti compresi), dall'altro sono preoccupato perchè non vorrei che ai sinti e rom italiani siano imposte condizioni contrarie ai diritti costituzionali. Perchè mi suonerebbe strano che per dei cittadini italiani fossero proposte delle discriminazioni da una Giunta comunale che vuole dare una svolta.

Concludo con un invito al Comune di Milano a gestire in maniera seria la comunicazione che in questo ambito è molto delicata e a leggersi per bene la Strategia nazionale e la Comunicazione europea. E un invito alle Agenzie stampa e ai mass media in generale ad intervistare i leader rom e sinti di Milano che in questi anni hanno costituito una Consulta proprio per offrire a tutta la Città il loro pensiero e perchè no anche le loro idee su come affrontare i problemi. di Carlo Berini