mercoledì 26 settembre 2007

Milano, i Rom diventano nomadi...

Piacerà al cardinale Dionigi Tettamanzi - che l´8 settembre aveva lanciato un monito per il rispetto dei diritti umani degli ultimi della società - sapere che don Virginio Colmegna non è il solo prete a Milano disposto a dare accoglienza ai rom sgomberati da via San Dionigi. Da ieri quel gruppetto di Rom senza tetto dorme ogni notte in una parrocchia diversa, accompagnato sul posto dal pullman della Casa della carità.
L´annuncio del «rom tour» alla ricerca di «un’ospitalità itinerante in attesa di una soluzione stabile» è stato dato ieri in via Brambilla, a Crescenzago, proprio mentre in corso Monforte, nelle sale con gli stucchi dorati della prefettura, veniva deciso di avviare controlli a tappeto in tutti i “campi nomadi” milanesi.
Obiettivo dei blitz: «Trovare ed espellere chi non ha i mezzi di sostentamento e l´assistenza sanitaria», requisiti previsti dalla normativa comunitaria per poter restare in Italia. «Abbiamo già individuato 400 persone di nazionalità romena senza requisiti. Iniziamo i controlli nei campi regolari, poi proseguiremo anche in quelli abusivi», sottolinea il vicesindaco Riccardo De Corato.
È l’annuncio dunque di nuovi futuri sgomberi, di nuovi esodi di massa dalle baraccopoli della periferia. Non lo sa don Massimo Mapelli, il vice di Colmegna, mentre si mette alla guida del pullman bianco carico di zingari da portare in parrocchie amiche.
Lo stesso pullman la settimana prossima ingranerà la marcia diretto verso la Romania. «Li riportiamo alle loro case e andiamo lì con l’intenzione di avviare nuove attività produttive, col sostegno di investitori privati che credono nei nostri progetti per il rientro dei rom nelle terre di provenienza. Avvieremo programmi di lavoro, il motivo che li porta ad emigrare», spiega don Virginio. Fra i sostenitori privati di questi piani di sviluppo in Romania c’è la Fondazione Unicredit. La Provincia ha invece stanziato 200 mila euro per l´avviamento di due aziende nelle in Romania. Continua a leggere…

3 commenti:

Anonimo ha detto...

giusto che Tettamanzi gridi ai diritti umani. Giustissimo e' un uomo di fede.
Pero' vorrei chiedere a chiunque se ha mai conosciuto un vescovo o un ecclesiastico povero, senza casa.
Io no. Sono tutti belli pasciuti, nelle loro vesti di velluto rosso,
nelle loro belle chiese al caldo e con un patrimonio immobiliare stratisferico di cui non pagano nemmeno l'ici.
ma pretendono che sia il popolo a pagare le tasse per investire nella carita' per gli zingari che non ne vogliono sapere di integrarsi e lavorare.
Facca il vaticano il primo passo, vendendo alcuni immobili di sua proprieta' e destinandoli agli zingari.

Anonimo ha detto...

Davvero non hai mai conosciuto un prete povero? Ma dove vivi, su Marte? Lo sanno anche i sassi che nella chiesa ci sono uomini e donne poveri come è vero che c'è una chiesa scandalosamente opulenta e reazionaria. Ma dai, dire che i preti sono tutti ricchi e al calduccio mi sembra un modo di non guardare la realtà...

Anonimo ha detto...

Disgustato ha detto alcune piccole bugie.
1° l'ICI non viene pagata sulle proprietà della chiesa, non sulle proprietà dei singoli appatenenti alla chiesa.
2° sei discriminatorio come quelli che dicono prete=pedofilo, pochi casi non fanno una regola, se deve valere per i rom....perchè non deve valere per la chiesa?
quanti prelati dei paesi poveri conosci?
Quanti prelati che muoiono per i diritti delle persone nei paesi del terzo mondo hai sentito?
Certo è + facile invocare una verità piatta in certi casi e urlare alla discriminazione nell'altra.
Domanda...visto che i sinti sono presenti fin dal 1400.....in 600 anni di storia ...metter su casa era impossibile?