mercoledì 22 luglio 2015

Aderisci all'appello contro il razzismo


Martedì 30 giugno il Consiglio regionale della Lombardia ha abrogato la Legge n. 77/89 “azione regionale per la tutela delle popolazioni appartenenti alle etnie tradizionalmente nomadi e seminomadi”. La delegazione della Lega Nord in Consiglio regionale dopo l'approvazione si è messa in posa per una foto di gruppo intorno ad una ruspa giocattolo. Una foto che conserveremo per far conoscere ai posteri che in Lombardia nel 2015 esisteva il razzismo.


Martedì 7 luglio la Lega nord ha avviato formalmente in Consiglio regionale del Veneto l’iter per l’abrogazione della legge che tutela Rom e Sinti, (la 54/1989). “La realtà dei fatti - spiega il capogruppo leghista presentatore dell’istanza -, inutile nasconderselo, è che i loro costumi rappresentano fonte di disagio sociale”.


La lega Nord sta abrogando nelle due regioni in cui governa leggi non finanziate da quindici anni, ma che pur con limiti avevano supplito alla mancanza di una norma nazionale per la tutela delle persone appartenenti alla minoranza rom e sinta. Negli obbiettivi queste leggi avevano: la promozione della partecipazione dei rom e dei sinti alla predisposizione degli interventi; lo studio e la conoscenza della cultura; la tutela della lingua; l'accesso ai servizi sociali e sanitari; favorire rapporti con le comunità locali ed a migliorare le interrelazioni con le istituzioni pubbliche per una più ampia tutela sociale nel rispetto della identità culturale dei sinti e rom.



Evidentemente è questa impostazione che ha spinto i leghisti lombardo-veneti a determinare un vuoto legislativo con effetti negativi per le politiche locali e creando una situazione legislativa assurda: da una parte si abroga da un’altra parte come in Emilia-Romagna si approvano nuove leggi.

Una ragione di più per sostenere l’approvazione di una legge nazionale che dia una soluzione organica e per evitare che i vuoti creati vengano riempiti con qualcosa che coincida con un’impostazione fondata sull’immagine di un mezzo, la ruspa, capace solo di distruggere non solo i campi ma il futuro di persone appartenenti alla più antica e numerosa minoranza italiana e anche il buon senso collettivo.

Nel 2008 l’ondata emotiva provocata dall’omicidio Reggiani a Roma (che pure non fu opera di un rom) fu utilizzata dal ministro Maroni per decretare l'“emergenza nomadi” con i commissari speciali in 5 regioni, il censimento etnico, i regolamenti speciali, emergenza dichiarata due anni fa illegittima dal Consiglio di Stato.


Nel 2015 la infinita campagna d’odio di cui la Lega s’è fatta protagonista, sostenuta da un’informazione molte volte connivente (fino al punto di arrivare a costruire falsi mostri) ha scavato nella coscienza collettiva un solco di paura che alimenta un esplicito razzismo i cui primi pericolosi frutti si colgono negli attacchi ai campi rom (a Torino, a Roma, a Genova) e il cui rischio maggiore è che la ruspa di Salvini stia vincendo nella società e nella politica. 


Rom e sinti diventano oggi, insieme con i migranti, la misura e nello stesso tempo l’antidoto al razzismo emergente e la ragione per la politica di recuperare le ragioni fondamentali della convivenza civile fondata su reciproco riconoscimento e rispetto.


Le 43 associazioni che hanno proposto la legge di iniziativa popolare per il riconoscimento giuridico della minoranza dei rom e dei sinti non chiedono solo di applicare gli articoli 3 e 6 della costituzione italiana con una legge nazionale che colmi il vuoto legislativo e contrasti l’emarginazione sociale e civile delle comunità rom e sinte con percorsi di inclusione fondati su pari opportunità, stessi diritti, stessi doveri, stessa dignità. Ma con questa proposta offrono l’occasione per avviare una riflessione seria sui rischi a cui è esposta la nostra società se non è in grado di riconoscere e tutelare le minoranze che la com-pongono e per contrastare nella società e nella politica le campagne d’odio e di discriminazione e il crescente razzismo che oscura il futuro del nostro Paese.

Nevo Drom, Upre Roma, Sinti Italiani Vicenza, Sucar Drom, Consulta Rom e Sinti di Milano, Museo del Viaggio “Fabrizio de André”, Sinti Italiani Busto Arsizio, Thèm Romanò Reggio Emilia, Romano pala tetehara, Romano Ilo, Romano Buci, Rom e gagi insieme, Sinti Italiani Brescia, Sinti Italiani Milano Lambrate, Sucar Mero, Sinti Italiani Pavia, Sinti nel Mondo, Sinti Italiani Bologna, Sinti Italiani Prato, Romano Drom, Sinti Italiani Reggio Emilia, Romà, Sinti Italiani Verona, Nevo Drom Trento, Sinti Italiani Piacenza, Cooperativa Sociale Aquila, Sinti Italiani Piemonte, Cooperativa Sociale Aquila, Amici di Via Django, Cooperativa Labatarpe, Sinti Italiani Romano di Lombardia, Istituto di Cultura Sinta; Roma onlus, Romni onlus, FutuRom, Amalipé Romanò, Forum Campania Rom, Cittadinanza e minoranze, Antica sartoria rom, Theatre Rom, Museo del Viaggio “Fabrizio de André” Isernia, Rom per il futuro, Associazione Lumine.

1 commento:

rubri ha detto...

Chiedo scusa se insisto. Lo dico ancora una volta e poi non lo dico più: il razzismo non esiste. Si può parlare di discriminazione, ma no di discriminazione razziale. Lasciate all'uso degli antichi questa parola inutile.