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sabato 5 gennaio 2019

Lonato (BS), attentato: le associazioni chiedono giustizia

La notte tra il primo e il 2 di gennaio circa all’una e mezzo la famiglia di Costantino Cari, una famiglia Sinta che alloggiava in due roulotte parcheggiate su un terreno agricolo a Lonato in provincia di Brescia, è stata vittima di un attentato. Una o due persone hanno prima sparso benzina sulle roulotte incendiandole, e quando Luca Cari, il figlio di Costantino si è svegliato e, preoccupato per i genitori che dormivano nell’altra roulotte, è uscito è stato colpito a bruciapelo da un colpo di fucile da caccia.

La famiglia racconta che Luca è in ospedale, rischia di perdere l’utilizzo del braccio e che ha visto l’attentatore. Raccontano che da tempo sono vittime di minacce da parte di un abitante della zona che gli ha esplicitamente detto: vi brucio e vi sparo. Raccontano che un altro abitante della zona dopo l’attentato ha detto che uno con una Punto nera e con il fucile da caccia il giorno prima si informava da lui dove è il campo nomadi.

Per quello che a tutti gli effetti risulta essere un crimine d’odio, le associazioni Rom e Sinte Italiane sono indignate della disattenzione dei media come se fosse normale la caccia allo “zingaro”; si augurano che le indagini portino a identificare prima possibile il o i responsabili, riservandosi di costituirsi parte civile nei suoi confronti; promuovono una campagna d solidarietà a sostegno delle famiglie colpite che non si devono sentire sole; si aspettano infine che le forze dell’ ordine e la procura della repubblica garantiscano la sicurezza di questa e di altre famiglie Sinte sul territorio.

Alleanza Romanì, Associazione Upre Roma, Associazione Sucar Drom, Associazione Sinti Italiani di Prato, Associazione Sinti italiani, Associazione New Romalen, Villaggio delle Rose, Sinti di Rimini, Accademia Europea di Arte Romanì, Associazione Stay Human, Federazione Rom e Sinti Insieme, Federazione FederArteRom, Associazione Nazionale Them Romano, Associazione Nevo Drom, Associazione Rom in Progress Isernia, cooperativa Romano Drom, Associazione Amalipe Romanò, Associazione FutuRom, Associazione Euro Drom Pavia, Associazione Rom e Romnea Europa, Associazione Rom per il Futuro, Associazione Rowni Onlus, Associazione Amici di Zefferino, Associazione Romani Kriss, Associazione A. I. Z. O. Rom e Sinti Onlus

venerdì 28 dicembre 2018

Gallarate (VA), violata la dignità delle persone

La manifestazione nell'imminenza dello sgombero
A Gallarate viene violata da mesi la dignità delle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta. Fra pochi giorni l'Amministrazione comunale ha intenzione di lasciare senza alloggio sessantanove persone, di cui trentotto minori e cinque persone anziane, dopo che sono state sgomberate dall'area che lo stesso Comune di Gallarate aveva predisposto undici anni fa. Dopo le diffide al Prefetto di Varese e al Sindaco di Gallarate, Sucar Drom e Upre Roma inviano una diffida formale al Dirigente dei Servizi sociali del comune.

Le famiglie, appartenenti alla minoranza linguistica sinta, risiedono a Gallarate dalla fine dell'Ottocento. Sono famiglie che fino alla crisi economica degli Anni Settanta del secolo scorso lavoravano nello spettacolo viaggiante, prima con il circo e dopo con le giostre. La crisi li ha portati a fermarsi nel Comune di residenza abbandonando lo spettacolo viaggiante e vivendo di commercio di materiali ferrosi e di piccola merceria.

A Gallarate hanno sempre abitato con roulotte e carovane di proprietà in via de Magri, in pieno centro cittadino, fino al 2007 quando l'Amministrazione comunale ingiunge lo sgombero dall'area per destinarla ad un'opera pubblica. Le famiglie presentano ricorso al TAR e vincono, per tale ragione il Comune allestisce un area provvisoria in via Promessi Sposi nell'estrema periferia della città, a ridosso dell'autostrada, dando la concessione per un solo anno.

L'area ha spazi non adatti alle esigenze delle famiglie che posizionano sulle piazzole le loro case mobili: é tanto stretta che se scoppiasse un incendio distruggerebbe tutte le case. Nel settembre 2008, al momento del rinnovo della concessione, sia le famiglie che l'Amministrazione comunale esprimono sulla stampa locale una valutazione positiva del primo anno ma arbitrariamente non viene rinnovata formalmente la concessione. La situazione abitativa viene lasciata proseguire in modo tacito.

giovedì 19 luglio 2018

Roma, bimba rom di 15 mesi colpita alla schiena

Martedì scorso una bambina di 15 mesi è stata colpita alla schiena da un proiettile sparato da un'arma ad aria compressa. La bambina, di nome Cirasela, rischia di rimanere paralizzata per tutta la sua vita. La comunità rom e sinta rivolge un appello al Presidente della Repubblica.

Martedì 17, a Roma, intorno alle 18 un gruppo di persone appartenenti alla minoranza
rom stava tornando dal parco giochi di via Togliatti quando contro di loro è stato esploso un colpo con una pistola ad aria compressa. Il colpo ha ferito alla schiena Cirasela, una bimba di 15 mesi, che era in braccio alla mamma e ora è all’ospedale: il proiettile ha leso la piccola colonna vertebrale della bimba che ora rischia di rimanere paralizzata. Perché?

mercoledì 4 luglio 2018

Gallarate (VA), appello alla città

A Gallarate il Sindaco leghista, Andrea Cassani, ha promosso delle azioni per cacciare le ed i gallaratesi, appartenenti alla minoranza linguistica sinta che vivono nell'area comunale di via del Lazzareto. Il Sindaco ha affermato davanti ai rappresentanti della Comunità sinta gallaratese di andare a “nomadare” e i burocrati comunali, di cui presto faremo nomi e cognomi su questo blog, hanno costruito delle ordinanze per cacciare tutte le circa venti famiglie, formate da persone nate e residenti a Gallarate. Le famiglie erano autorizzate dalla stessa Amministrazione fin dal 2007 a risiedere con le proprie abitazioni nell'area di via del Lazzareto, perché prima vivevano nel parco in centro città adiacente al cimitero. Oggi l'Amministrazione nega l'autorizzazione e vuole cacciare le famiglie a cui in Sindaco invita a “nomadare”. Pubblichiamo la lettera scritta dalle famiglie insieme a Dijana Pavlovic di Upre Roma che sta aiutando la Comunità sinta, insieme a Sucar Drom e con il supporto di tutte le associazioni sinte e rom.

Noi, abitanti del campo sinti di via Lazzareto di Gallarate, negli ultimi mesi viviamo nel terrore. I nostri antenati hanno vissuto a Gallarate, noi e nostri figli siamo ci siamo nati, nel cimitero di Gallarate ci sono i nostri morti e i nostri bambini vanno nelle scuole insieme con i bambini Gallaratesi. Siamo cittadini della nostra città ma non siamo considerati tali. Il rischio che corriamo è di rimanere letteralmente per strada senza niente e senza un posto in cui condurre una vita normale e dignitosa.

Durante il nostro incontro con il Sindaco di Gallarate ci è stato detto che non ci sono prospettive per noi visto che abbiamo uno stile di vita che non si addice ai “veri cittadini”. Il sindaco ci ha detto che “possiamo nomadare per un po', andare per esempio a Rho”. Il nostro stile di vita non solo non è nomade ma non è nemmeno in contrasto con le leggi italiane, tant’è vero che è formalmente previsto dalla Strategia Nazionale di Inclusione di Rom , Sinti e Caminanti, approvata dal Governo italiano.

martedì 26 giugno 2018

La Fondazione Romanì Italia querela Matteo Salvini

Il presidente della Fondazione Romanì Italia Nazzareno Guarnieri (in foto) accusa il Ministro dell'Interno Matteo Salvini di istigazione all’odio razziale. Un esposto-querela alla Procura della Repubblica di Pescara per istigazione all’odio razziale. A presentarlo contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, questa mattina, è stato il presidente della Fondazione Romanì Italia, Nazzareno Guarnieri, anche in qualità di persona appartenente alla comunità romanes.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dalle frasi shock dell’esponente del Governo in merito all’ipotesi di effettuare un censimento su base etnica delle persone appartenenti alla minoranza romanì in Italia. Ad indignare il rappresentante della Fondazione e, più in generale, le comunità romanes italiane, è stata in particolare la frase di Matteo Salvini: «i rom italiani, purtroppo, dobbiamo tenerceli».

Ritenendo particolarmente gravi queste affermazioni, soprattutto perché pronunciate da un rappresentante del Governo italiano e non da un semplice cittadino, Guarnieri e la Fondazione che rappresenta hanno deciso di passare all’azione affinché l’esternazione di Salvini non restasse impunita.

mercoledì 20 giugno 2018

Sucar Drom: «Pronti a impugnazioni e diffide»

«Pronti a impugnare qualsiasi provvedimento e a diffidare le autorità locali dall'attuare azioni anticostituzionali»: così risponde alla schedatura dei rom annunciata dal ministro Salvini, Carlo Berini, presidente dell'associazione Sucar Drom la cui mission è il riconoscimento dei pieni diritti di cittadinanza delle minoranze nazionali ed europee Sinte e Rom.

«Mi dispiace che il ministro Salvini - dichiara Berini - inizi a preoccuparsi delle problematiche della minoranza linguistica Sinta e Rom con la stessa modalità del suo predecessore della Lega Nord Maroni». Il precedente risale all'estate del 2008: l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni varò un pacchetto sicurezza che prevedeva l'identificazione di tutti i nomadi presenti in Italia. «Maroni - prosegue Berini - lanciò un censimento della presenza di Rom e Sinti in Italia ma non potè attivarlo perché era contrario al dettato costituzionale».

giovedì 17 maggio 2018

Salvini e Di Maio vogliono perseguitare i sinti e i rom

Le indiscrezioni giornalistiche sul contenuto del noto Contratto di Governo tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle esplicitano in maniera inequivocabile la volontà di perseguitare le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom che vivono in stato di povertà, ma non solo perché anche chi non è povero rischia di essere colpito dalla furia razzista del prossimo Governo italiano.

In fotografia il testo contenuto nella bozza pubblicata il 15 maggio da Huffington Post che prevede la chiusura dei cosiddetti “campi nomadi” irregolari. Oggi la notizia è che saranno chiusi anche quelli regolari. Secondo Il Giornale: Nella prima bozza del contratto di governo tra Lega e M5S solo la chiusura dei campi "irregolari". Oggi la lega avrebbe inserito il pugno duro anche a quelli regolari.

Scrive sempre Il Giornale: Matteo Salvini ha fatto della ruspa contro i nomadi il suo paradigma politico (e di possibile governo). Chi sono i “nomadi”? Un'invenzione razzista che colpisce le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Una ruspa contro dei cittadini, questo è il paradigma politico del prossimo Governo italiano.

lunedì 12 febbraio 2018

Brescia, terrorismo razzista contro la Comunità sinta


La scorsa notte la Comunità sinta di Brescia ha subito un gravissimo atto razzista che si iscrive nel clima di intolleranza e violenza che cresce nel Paese. Quattro auto sono state date alle fiamme in via Orzinuovi 108, dove vivono diverse famiglie appartenenti alla minoranza sinta. I Vigili del Fuoco sono intervenuti immediatamente e hanno scongiurato il propagarsi delle fiamme. Paura e angoscia tra le famiglie residenti. La Comunità sinta bresciana e le associazioni rom e sinte italiane lanciano un appello a tutte le forze democratiche ad una risposta ferma contro il razzismo.

Alle prime ore dell'alba abbiamo subito un gravissimo atto intimidatorio. Alcune persone nel buio della notte hanno cercato di dare fuoco alle nostre auto e camion, parcheggiate a ridosso delle abitazioni in via Orzinuovi. Quattro auto sono andate a fuoco, ma molti innesti incendiari non hanno per fortuna funzionato. Ringraziamo i Vigili del Fuoco che sono intervenuti immediatamente e hanno scongiurato il propagarsi delle fiamme.

In questi momenti la paura e l'angoscia sono le emozioni prevalenti. Mai fino ad oggi avevamo subito un attacco di tale violenza che si iscrive nel clima di intolleranza e violenza che cresce nel Paese. Un clima di cui noi sinti e rom conosciamo bene gli effetti.

L'atto intimidatorio ha un chiaro mandante: il razzismo. Negli ultimi anni siamo stati vittime, a livello locale e nazionale, di attacchi verbali da parte di politici e giornalisti. Alcune trasmissioni televisive nazionali hanno veicolato pregiudizi, paura e xenofobia. In queste settimane sta montando con sempre maggiore violenza il linguaggio politico che incinta all'odio e questo porta inevitabilmente alla violenza.

La violenza di cui siamo stai vittime è stata organizzata e pianificata da un gruppo di persone. Non un lupo solitario, ma il sodalizio criminale di più persone. Un salto di qualità nella strategia dell'odio che impone alle Istituzioni l'assunzione di severe misure non più derogabili.

Ringraziamo l’assessore del Comune di Brescia, Marco Fenaroli, per la solidarietà e le garanzie di tutela portate alla comunità colpita. Chiediamo al Signor Prefetto di Brescia l'immediata convocazione del Comitato per l'ordine e la sicurezza per la presa di misure a protezione delle nostre famiglie e per arrestare i colpevoli.

Insieme a tutte le associazioni sinte e rom italiane facciamo appello a tutte le forze democratiche di Brescia e del Paese affinché vi sia una risposta ferma contro il razzismo e la violenza.

La Comunità sinta bresciana con
Sinti italiani di Brescia, Comunità sinta mantovana, Associazione Sucar Drom, Istituto di cultura sinta, associazione Nevo Drom, Sinti nel mondo, Sinti italiani di Vicenza, Sinti italiani di Prato, Associazione UPRE ROMA, Associazione Them Romanò, Associazione Roma onlus, Accademia d’arte romanì, Associazione FuturArteRom, Associazione Django Reinhardt, Associazione Romano Glaso, Cooperativa Romano Drom, Museo del viaggio Fabrizio de Andrè, Associazione Stay Human, Associazione Liberi, Associazione Amici di Zeffirino, Associazione New Romalen, Federazione Rom e Sinti insieme, Federazione FederArte Rom

mercoledì 7 giugno 2017

Mantova, le azioni di intimidazione contro i sinti e i rom

Era l'alba di un giovedì di fine primavera di dieci anni fa quando 120 uomini dei Carabinieri, coadiuvati dai cani e da un elicottero, circondano tutte le abitazioni nei Comuni di Mantova e Marmirolo abitate dalle famiglie sinte e senza mandato di perquiszione irrompono nelle case di trecento -300- persone armi in pugno. La motivazione? Consegnare otto -8- avvisi di garanzia. Oggi a distanza di dieci anni e dopo che la Magistratura non ha indagato sull'azione, pubblichiamo alcune testimonianze delle vittime

lunedì 27 marzo 2017

Rimini, razzismo contro i sinti

L'Amministrazione comunale di Rimini da circa un anno sta progettando il superamento del cosiddetto “campo nomadi” di via Islanda, abitato da undici famiglie sinte. Il progetto è quello di realizzare delle micro-aree come prescritto dalla Legge regionale 16 luglio 2015, n. 11. Quello di via Islanda è un parcheggio dove sono state autorizzate a sostare con le case mobili le famiglie povere, appartenenti alla minoranza linguistica sinta. In sintesi a Rimini, da circa trent'anni, famiglie italiane povere che aspettano una sistemazione abitativa dignitosa.

Il progetto di superamento del “campo nomadi” di via Islanda non piace ad alcuni Comitati dei Quartieri dove potrebbero essere realizzate le micro-aree. Da alcuni mesi è scoppiata la polemica, ma nelle ultime settimane la polemica, in particolare sui quotidiani e su Facebook, si è trasformata in molti casi in incitamento all'odio e in un caso in un discorso sulla superiorità della razza.

lunedì 6 marzo 2017

Sinti e rom: basta antiziganismo!


Ventotto organizzazioni in Italia denunciano il clima sempre più violento nei confronti delle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Le organizzazioni chiedono al Governo italiano di impegnarsi seriamente nel contrasto all'antiziganismo, all'Ordine dei Giornalisti di fermare la propaganda antizigana che pervade i media e alle Istituzioni europee di intervenire sul Governo italiano perché si impegni a combattere l’antiziganismo.

Le persone appartenenti alla minoranza linguistica rom e sinta subiscono quotidianamente violenze di ogni tipo, verbali e fisiche, che molto raramente vengono denunciate.

A Napoli nel 2013 una donna infastidita da una mamma con bimbo di un anno e otto mesi che erano soliti a sostare davanti al suo palazzo e vendere i fazzoletti, buttò dal balcone su di loro dell’acido muriatico sfigurando il bambino.

Due anni fa Roberto Costelli, un ex parà, si è avvicinato a due camper parcheggiati nei quali dormivano due famiglie con complessivamente dieci bambini, ha sparato su entrambi i camper uccidendo una persona. Ha poi dichiarato "Non sono un razzista, li ho uccisi perché sporcavano". Per non parlare dei pogrom di campi da Torino a Napoli consumati da un’isteria collettiva: a Torino dopo la falsa denuncia di stupro di una ragazzina, a Napoli dopo il falso rapimento di una bambina.

lunedì 14 novembre 2016

Razzismo, la solidarietà a Paolo Cagna Ninchi

In queste ore moltissime persone esprimono la loro solidarietà a Paolo Cagna Ninchi, Presidente di Upre Roma, dopo il crimine d'odio subito a Milano in viale Ungheria la sera del 4 novembre scorso. Paolo Cagna Nichi, marito di Dijana Pavlovic, è stato aggredito da uno sconosciuto che lo ha insultato perché sua moglie “è la zingara che va in televisione”, riportando una lesione al timpano dell’orecchio sinistro con conseguente intervento chirurgico e lungo decorso di guarigione.

Un crimine d’odio da condannare senza esitazione secondo Francesco Spano, direttore dell’Unar, dopo aver saputo dell’aggressione. “Questo episodio – afferma – dimostra come l’antigitanismo ed il clima di intolleranza e paura nei confronti di chi è diverso possano degenerare in violenza”. Spano, nell’esprimere solidarietà e vicinanza a Paolo Cagna Ninchi e alla sua famiglia, invita tutti ad una “maggiore responsabilità nel linguaggio ed a contribuire alla costruzione di una società aperta e inclusiva nei confronti delle comunità rom e sinti”.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel comunicato dell'8 novembre afferma: “Condanno con fermezza la violenza subita dal presidente dell’Associazione Upre Roma”. Nel comunicato il Presidente Emiliano “esprime piena solidarietà e totale vicinanza alla referente italiana del Consiglio d’Europa sulle politiche di integrazione dei rom, Dijana Pavlovic, e a suo marito Paolo Cagna Ninchi fatto oggetto, quest’ultimo, di una aggressione a sfondo razziale”.

lunedì 7 novembre 2016

Milano, aggredito perché la moglie è una “zingara” che va in televisione

Il 4 novembre scorso a Milano è stato perpetrato un crimine d'odio contro Paolo Cagna Ninchi, Presidente dell'associazione Upre Roma. La Comunità sinta mantovana, Sucar Drom e l'Istituto di Cultura Sinta abbracciano Paolo e Dijana, chiedono alle Autorità di trovare il colpevole dell'aggressione razzista e di proteggere la famiglia Cagna Ninchi. Di seguito il comunicato stampa di Upre Roma

La sera del 4 novembre a Milano il presidente dell’associazione UPRE ROMA (impegnata in attività e progetti contro la discriminazione e per l’inclusione della comunità rom) Paolo Cagna Ninchi è stato aggredito sotto casa da una persona a lui sconosciuta che lo insultava perché sua moglie “è la zingara che va in televisione”. Si tratta di Dijana Pavlovic, nota attivista Rom che da tempo è minacciata e molestata sia sui social network, sia nel quartiere nel quale vive.

Il presidente di UPRE ROMA ha riportato una lesione al timpano dell’orecchio sinistro con conseguente intervento chirurgico e lungo decorso di guarigione.

Si tratta di un crimine d’odio come tanti altri che i rom e i non rom che “li difendono” (che nella classifica della mentalità razzista sono peggio dei rom stessi) subiscono. Una famiglia normale con un bambino di 7 anni che abita in una periferia di Milano è costretta da tempo a vivere nella paura di scendere sotto casa per portare fuori il cane o a fare la spesa nel supermercato per il solo fatto che è classificata come una famiglia zingara.

giovedì 15 ottobre 2015

Hate speech, se cerco “i rom sono” su Google

Abbiamo provato ad utilizzare il motore di ricerca più utilizzato al Mondo, digitando “i rom sono”. I risultati li potete vedere nella foto di questo post e sono l'esempio più evidente di quanto i discorsi d'odio (hate speech) sono entrati nel patrimonio comune del nostro Paese. Al contrario se digitiamo “gli italiani sono” nessun risultato è afferente a discorsi d'odio.

Le previsioni della funzione Completamento automatico (le query) vengono generate automaticamente, senza l'intervento umano, da un algoritmo. L'algoritmo è basato su una serie di fattori oggettivi, ad esempio la frequenza con cui altri utenti hanno cercato una parola.

giovedì 2 aprile 2015

Roma, il Tempo falsifica la realtà e prepara una stagione di violenza contro i rom

Questa mattina il quotidiano Il Tempo in prima pagina, con un fondo del suo Direttore Gian Marco Chiocci, ha lanciato una manifestazione contro i rom a Roma. Il fondo di Gian Marco Chiocci è una chiara istigazione all'odio contro le persone appartenenti alle minoranze sinte e rom.

Scrive il Direttore de Il Tempo: “Stufi dell’impunità e dei milioni garantiti ai rom”, “tagliare i finanziamenti agli zingari e dirottarli ai concittadini senza casa, senza lavoro, senza speranza”, “Lo zingaro invece non paga mai e, tranne lodevoli eccezioni, nemmeno lavora, non si integra, sverna tra auto di lusso e figli spediti a medicare o rubare invece che a scuola”. Ma il fondo inizia con un sibillino “Non sappiamo se serva un lanciafiamme”.

Il Direttore Gian Marco Chiocci falsifica la realtà e prepara una stagione di violenza e pogrom contro le comunità sinte e rom di Roma. MafiaCapitale avrebbe dovuto aprire gli occhi, al contrario deve aver fatto molto male a certi interessi capitolini che adesso trovano in Gian Marco Chiocci il loro campione per ritornare in sella. Non si capirebbe altrimenti questa presa di posizione contro chi è stato vittima, appunto i rom, di un sistema criminale costruito dalla Giunta Alemanno.

martedì 10 marzo 2015

La Lega Nord a Piazza Pulita: Rom “siete la feccia della società”

Solidarietà a Dijana Pavlovic, alla comunità rom e sinta, denuncia per i prodromi di un risorgente nazismo e azione legale contro l’eurodeputato Gianluca Buonanno

Nel corso della trasmissione “Piazza Pulita” di lunedì 2 marzo, l’eurodeputato della Lega Nord Gianluca Buonanno insultava Dijana Pavlovic, vicepresidente dell’associazione UPRE ROMA e della Federazione Rom e Sinti insieme, qualificando il popolo rom come un popolo di ladri e concludendo la sua performance ripetendo più volte: Rom “siete la feccia della società”.

Forse mai, in questi anni di discriminazione e pregiudizio crescenti nei confronti di Rom e Sinti, un rappresentante del popolo italiano, addirittura un eurodeputato, era arrivato a tanto in una trasmissione pubblica. La politica della Lega Nord, fomentando prima il pregiudizio e strumentalizzando poi la paura, ripercorre una strada che ha portato nel secolo scorso alle più atroci vicende dell’umanità, lo sterminio di popoli su base razziale, una strada di cui le parole di Buonanno e gli atteggiamenti della Lega sono un prodromo evidente.

Contro questo imbarbarimento della cultura politica del nostro Paese, contro l’offesa alla dignità di una persona e di un intero popolo, contro l’istigazione all’odio razziale l’associazione UPRE ROMA chiede che la solidarietà a Dijana Pavlovic e alle comunità rom e sinte si traduca in azioni di contrasto politico mentre per parte propria ha dato mandato all’avvocato Gilberto Pagani di procedere per le vie legali in ogni sede contro l’eurodeputato Gianluca Buonanno. Di Upre Roma

martedì 28 ottobre 2014

Sucar Drom denuncerà Gramellini se non si ravvederà

Il 24 ottobre, in prima pagina, su La Stampa, il giornalista Massimo Gramellini ha scritto:

"Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile."

Pensiamo che tale affermazione sia una diffamazione e un'istigazione all'odio etnico/razziale, per questa ragione l'Associazione Sucar Drom denuncerà il giornalista professionista Massimo Gramellini all'Ordine dei Giornalisti e daremo mandato ai nostri avvocati di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Torino.

Siamo dispiaciuti nel dover prendere tale grave decisione, ma riteniamo che l'onorabilità di tantissimi Cittadini italiani, appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom, sia stata violata da una dichiarazione inaccettabile. La responsabilità penale e civile è personale e non è ascrivibile a tutte le persone appartenenti ad una specifica minoranza linguistica.

Sucar Drom auspica che il vice direttore de La Stampa, Massimo Gramellini, riconosca di aver sbagliato scrivendo quella frase e chieda scusa alla Comunità rom e sinta italiana. In tal caso non si procederà in alcun modo.  

martedì 16 settembre 2014

Mantova, dichiarazione razzista sbattuta in prima pagina

Pubblicata questa mattina in prima pagina dalla Gazzetta di Mantova una dichiarazione vergognosa del Consigliere comunale di Mantova Luca De Marchi. L'associazione SucarDrom stigmatizza sia le dichiarazioni razziste del Consigliere De Marchi che la scelta del quotidiano di dare rilevanza a tali abomini.

Egregio Direttore, leggiamo sul Suo quotidiano l'ennesima istigazione alla discriminazione etnica/razziale del Consigliere comunale Luca De Marchi. Il suo obiettivo politico è cacciare dalla loro Città un'ottantina di Cittadini italiani poveri perchè appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom. Solo in questo modo la Lega Nord voterebbe la fiducia all'attuale Sindaco della nostra Città. Leggiamo l'ultima sparata del Consigliere De Marchi non in un trafiletto, ma in prima pagina con nessun commento stigmatizzante una dichiarazione che noi riteniamo un reato, appunto un'istigazione alla discriminazione etnica/razziale. Le chiediamo se Lei mai avesse pubblicato una dichiarazione simile nei confronti di altre minoranze, come per esempio gli ebrei. Noi pensiamo che giustamente non avrebbe mai pubblicato una tale dichiarazione. Quella espressa dal Consigliere De Marchi non è un'opinione che ognuno può liberamente esprimere. Cacciare da una Città una parte di Cittadini perchè appartenenti ad una minoranza non è un'opinione Direttore, è un abominio.

giovedì 17 luglio 2014

Razzismo, Mario Borghezio rinviato a giudizio

Borghezio rinviato a giudizio per gli insulti razzisti in occasione della giornata internazionale del popolo rom e sinto. La soddisfazione delle associazioni rom e sinte che lo hanno denunciato.

Nell’udienza preliminare di venerdì 11 luglio Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, è stato rinviato a giudizio per gli insulti rivolti alle comunità rom e sinte in una trasmissione della “Zanzara” in occasione della giornata internazionale del popolo rom e sinto, l’8 aprile 2013.

L’eurodeputato si era già visto rifiutare l’immunità dal Parlamento europeo che tra l’altro rimarcava che tali giudizi se espressi in una seduta del Parlamento avrebbero comportato le sanzioni previste dal regolamento parlamentare.

Respinta così la richiesta di non procedure in giudizio, la prima udienza del processo contro Mario Borghezio avrà luogo l’11 novembre presso il tribunale di Milano.

Le tre associazioni rom e sinte, UPREROMA, NEVO DROM e SUCAR DROM, difese e rappresentate dall’avvocato Gilberto Pagani, che si sono costituite parte civile nella causa, esprimono la loro soddisfazione per l’apertura del processo verso un parlamentare che non è nuovo a manifestazioni di odio razziale.

lunedì 10 marzo 2014

Milano, un altro raid razzista? Non ci manca, ci manca un po’ di giustizia


Da troppo tempo i Rom sono abituati a subire discriminazioni, pregiudizi, persecuzioni perché ci possa ancora sorprendere l’episodio di Baggio di ieri, con un gruppo di “giustizieri” che dà fuoco ad auto e camper di alcune famiglie rom, per una manovra incauta ma senza conseguenze.

Non ci sorprende neppure che una delle tante periferie abbandonate a se stesse, dove le disgrazie degli uni si sfogano sulle disgrazie degli altri, produca fenomeni di intolleranza, di conflitto tra disperazioni e occupazioni abusive nelle quali soccombe sempre il più debole.

Non ci sorprende neppure la versione giornalistica per la quale i rom sono “abitanti abusivi” mentre gli italiani sono solo “abitanti”.

Non ci sorprenderà più avanti, come in tante altre occasioni, che una giustizia con l’occhio guercio se la prenda con i danneggiati perché rom (tra gli abusivi da sfrattare chi saranno i primi e forse gli unici, se non i rom?).

L’unica cosa che ci potrebbe sorprendere sarebbe che, come si dice, “giustizia venga fatta” e cioè che i responsabili del raid razzista siano identificati e puniti, che gli inquilini abusivi vengano sfrattati senza distinzioni etniche ma piuttosto economiche (che ci fanno ancora ricchi e padroni di casa nelle case popolari?). Tutto questo è un’illusione? Però è bello sognare che per una volta possa avvenire. Come nelle favole. di Consulta Rom e Sinti di Milano