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lunedì 2 gennaio 2012

Materiali ferrosi, è in vigore la nuova normativa

La Federazione Rom e Sinti Insieme da tre anni sta chiedendo al Governo italiano una procedura semplificata, in linea con le norme europee, per regolarizzare l'attività lavorativa di acquisto / trasporto / vendita di materiali ferrosi, svolta da tantissime famiglie sinte e rom. Oggi abbiamo una buona notizia da darvi:
il Governo italiano ha semplificato la possibilità di regolarizzare le nostre attività lavorative con la Circolare n.4/2011 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Su questo tema l'anno scorso l'associazione Sucar Drom ha costituito la Cooperativa Labatarpe con un team di lavoro formato da Bernardino Torsi, Carlo Berini e Yuri Del Bar che si è impegnato a seguire tutto l'evolversi della normativa (molto complessa) anche per la Federazione Rom e Sinti Insieme. Di seguito un testo esplicativo a cura della Sucar Drom con le novità appena introdotte.

La nuova normativa è entrata in vigore il 5 dicembre 2011 ed è regolata dalla Circolare n.4/2011 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, in applicazione del Regolamento europeo 1071/2009 e del Decreto 25 novembre 2011.

La nuova normativa esenta da tutta una serie di obblighi per l'iscrizione al Registro dei trasportatori per conto terzi (in Lombardia sono le Province a gestire il registro) le aziende e le cooperative con automezzi di massa complessiva inferiore a 3,5 tonnellate (camion che si guidano con la patente b).

Gli obblighi che non ci sono più, per chi ha automezzi con massa complessiva non superiore a 3,5 tonnellate, sono:
- corso ed esame per essere abilitati al trasporto per conto terzi (costo circa euro 1.500,00 + essere promossi all'esame);
- acquisto licenza per il trasporto per conto terzi (costo circa euro 4.000,00/5.000,00);
- fideiussione bancaria (per ogni Regione era diversa, in Lombardia era euro 50.000,00 per il primo automezzo ed euro 5.000,00 per ogni successivo automezzo).

E' possibile che entro sessanta giorni il Ministero Infrastrutture e Trasporti possa emettere una nuova circolare ridefinendo tutta la normativa e riportando l'esenzione ai soli mezzi inferiori a 1,5 tonnellate. Per questa ragione noi di Sucar Drom consigliamo vivamente di espletare tutte le pratiche nel più breve tempo possibile per beneficiare dell'attuale “finestra normativa”.

Comunque consigliamo di iscriversi e partecipare al corso e all'esame per autotrasportatori (costo a Mantova è di euro 1.400,00 per persona, presso la Confederazione Nazionale Artigiani) sia per la possibile modifica dei regolamenti che per un possibile ampliamento del parco mezzi della cooperativa con automezzi di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

Oggi i requisti per accedere all'iscrizione del Registro autotrasportatori per conto terzi con automezzi con massa inferiore a 3,5 tonnellate sono:
- iscrizione (come singolo o come cooperativa / azienda) alla Camera di Commercio con attività di “Trasporto merci per conto terzi su strada” (costo d'iscrizione è variabile);
- presentazione domanda di iscrizione con indicata l'onorabilità dei componenti del consiglio direttivo della Cooperativa Labatarpe da dichiarare con domanda all'Ente che gestisce il registro (in Lombardia sono le Province, costo di circa 250,00);
- il cambio della dicitura sul libretto di circolazione degli automezzi da “trasporto per conto proprio” a “trasporto per conto terzi” (costo circa euro 150/200).

Ottenuta l'iscrizione nel Registro autotrasportatori per conto terzi e di conseguenza la licenza (tempo medio 10 giorni) ecco quali sono i requisiti per l'iscrizione della Cooperativa all'Albo Gestori ambientali:
- perizia tecnica giurata sugli automezzi per trasporto rifiuti (costo di circa euro 80,00 per automezzo);
- assunzione di un responsabile tecnico di cui art. 10 c.4 del DM 406/98 con i requisti professionali specificati dall'Albo Gestori Ambientali (costo di circa euro 1.200,00 per un anno);
- presentazione domanda d'iscrizione all'Albo per la gestione di rifiuti non pericolosi (costo di circa euro 300,00), dimostrando una capacità finanziaria (beni mobili e immobili posseduti) pari a euro 25.000,00 per il primo automezzo ed euro 2.500,00 per ogni automezzo successivo (queste cifre sono indicative perchè cambiano da Regione a Regione e cambiano in rapporto alla categoria alla quale afferirà l'iscrizione).

Rimane l'incognita dell'entrata in vigore della normativa denominata SISTRI che ad oggi sembra abbia avuto un'ulteriore rinvio ad aprile 2012. Qualora il Governo italiano ritenesse di rendere obbligatoria tale normativa (tutt'ora attiva solo su base volontaria) è da prevedere il costo di un computer, di una connessione internet e di un rilevatore satellitare per ogni automezzo.

Per informazioni o chiarimenti, scrivere a carlo.berini@sucardrom.eu o yuri.delbar@sucardom.eu

giovedì 8 settembre 2011

ENEL: stop al forfait (fornitura temporanea)

L'ENEL e tutte le Aziende che distribuiscono l'energia elettrica stanno modificando i contratti di fornitura temporanea (forfait), in base alla Delibera n. 67/10 dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Da questo mese l'ENEL ha abolito il pagamento a forfait introducendo il pagamento a consumo con due tipologie di contratti senza misura della potenza per tutte le utenze, spettacoli viaggianti compresi (clik sulla foto).
La delibera n. 67/10 è di difficile comprensione ma in sintesi le novità sono due:
- il costo dell'utenza non sarà più calcolato a forfait, ma secondo il consumo con il posizionamento di contatori elettronici;
- il contratto dovrà essere stipulato almeno 27 giorni lavorativi prima per gli allacci entro i 30 KW.
Rimarrà la fatturazione anticipata che sarà una sorta di deposito cauzionale, con il meccanismo di conguaglio sulla base dei consumi effettivi rilevati al termine della fornitura. Con l'ENEL potranno essere stipulati contratti per kw: 1,5; 3; 4,5; 6; 10; 15; 20; 25; 30.
Chi utilizza queste forniture? Tutti quei soggetti che hanno bisogno di una fornitura elettrica temporanea, tra cui: gli operatori dello spettacolo viaggiante e molte famiglie sinte e rom che abitano in terreni privati con case mobili e/o roulotte.
Questo riordino dei contratti è stato praticamente improvviso, qualche notizia frammentaria nel maggio scorso ma niente di più. La delibera dell'Autorità è del 2010 ma di fatto non è mai stata fatta nessuna comunicazione, da parte dell'ENEL o da parte di altri gestori, ai clienti finali che oggi si trovano in confusione. La comunicazione sui nuovi contratti è stata data alle persone nel momento che si sono recati all'ENEL per sottoscrivere un nuovo contratto.
Di conseguenza molte persone che usufruiscono di tale servizio sono in ansia perchè ad oggi non è arrivata nessuna comunicazione e non è stata data nessuna spiegazione su quali saranno i costi effettivi. Le prime persone che hanno stipulato un contratto, con le nuove modalità, hanno corrisposto all'ENEL circa euro 350,00 per la stipula di un contratto per un mese di fornitura di kw 1,5 e circa euro 440,00 per la stipula di un contratto per un mese di fornitura di kw 4,5. Fino al mese scorso, le persone sapevano chiaramente quali erano i costi perchè pagavano in anticipo il dovuto all'atto della stipula del contratto, oggi non è più così e l'insicurezza è tanta anche in considerazione alla crisi che sta colpendo in maniera devastante.
L'associazione Sucar Drom, la Federazione Rom e Sinti Insieme, l'associazione Nevo Drom, l'associazione Sinti Italiani e altre associazioni già dalle prime notizie (questo il fax simile della lettera inviata nel mese di maggio 2011) hanno inviato richieste di chiarimenti e richieste d'incontro all'ENEL che ha risposto in maniera contraddittoria. Fino a pochi giorni fa alcuni operatori dell'ENEL hanno riferito che era impossibile mettere in pratica tale nuova modalità contrattuale. E' stata inoltrata una richiesta d'incontro anche con il Presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas che, ad oggi, non ha risposto. Per informazioni e segnalazioni: carlo.berini@sucardrom.eu, cellulare 345 6123932

giovedì 26 maggio 2011

SISTRI, rinviata l'entrata in vigore

Una intesa per rimodulare l’entrata in funzione del Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi è stato raggiunto ieri a tarda sera fra il ministero dell’Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali Confindustria e Rete Imprese. Lo comunica una nota del ministero dell’Ambiente sottolineando che l’accordo recepisce le esigenze evidenziate nelle ultime settimane dagli operatori del settore ribadendo il valore del Sistri quale importante strumento di legalità e trasparenza nel delicato campo dei rifiuti.
“Abbiamo cercato e trovato una soluzione condivisa – afferma il Ministro Stefania Prestigiacomo – nel comune intento di mettere in campo un sistema capace di coniugare trasparenza, semplificazione amministrativa, tutela della legalità. Un sistema che è stato pensato per agevolare il lavoro delle imprese non certo per complicarlo. Credo che la rimodulazione in chiave di progressività dell’entrata in vigore del Sistri sarà utile a collaudare al meglio il sistema e aiuterà le aziende a prendere confidenza con le nuove procedure elettroniche”.
Un ringraziamento al governo e al ministro Prestigiacomo è arrivato dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia per avere ascoltato gli imprenditori sui problemi creati dall'avvio del Sistri. In un incontro tenutosi nella serata di ieri, ha riferito il numero uno di Confindustria, “sono state recepite le nostre preoccupazioni”, ha concluso la Marcegaglia.
Secondo l’intesa raggiunta Il Sistri entrerà in vigore: il 1° settembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000); il 1° ottobre 2011 produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”; il 1° novembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti; il 1° dicembre 2011 per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000); il 1° gennaio 2012 per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti.
Sono inoltre previste procedure di salvaguardia in caso di rallentamenti del sistema ed una attenuazione delle sanzioni nella prima fase dell’operatività del sistema.

lunedì 24 gennaio 2011

Bolzano, scoppia la polemica se ai Sinti viene data la possibilità di lavorare

A seguito della polemica scoppiata a Bolzano sulla delibera di giunta che ha affidato alla Cooperativa Aquila la gestione di un bar, pubblichiamo il comunicato stampa firmato da Radames Gabrielli, Presidente della Cooperativa Aquila, diffuso il 10 gennaio durante la conferenza stampa a cui ha partecipato il Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli.
A Bolzano ci sono persone che stanno istigando all’odio (la mia ignoranza mi suggerisce che istigare all’odio contro il prossimo sia reato) la popolazione maggioritaria contro la popolazione minoritaria dei sinti in qualsiasi maniera.
Queste persone dichiarano che i sinti non vogliono integrarsi, non vogliono la casa e non vogliono lavorare come qualsiasi altra persona. Ma se una famiglia come la mia vuole andare a vivere in casa, subito c’è chi dice: “no case ai sinti”. E se vuole vivere nelle microaree, subito c’è chi dice: “no alle microaree per i sinti”.
E ancora se i sinti vogliono istruirsi per imparare un lavoro partecipando a dei corsi, subito c’è chi dice: “soldi spesi per i sinti gelatai”. A adesso che c’è una possibilità di lavoro, sempre cercata e percorsa, per due famiglie sinte e leggo in prima pagina sull’Alto Adige: “il Comune svende ai nomadi la gestione del bar Righi”. All’interno, a pagina 16, leggo: “Il Comune affitta il bar Righi ai nomadi a prezzo stracciato”. Nessuna nota che spieghi che la cooperativa non riceve nessun favore ma ha stipulato un contratto in linea a come fanno tutte le altre Cooperative sociali.
Tutta questa negatività mi fa pensare a molte cose, specialmente mi chiedo cosa dovrebbe fare una famiglia di sinti nati, cresciuti e residenti da sempre nella Città di Bolzano per avere un habitat e un lavoro decente. Penso che dovrebbe essere un diritto ad ogni essere umano oltre che di ogni Cittadino Italiano !
Perciò in riferimento all’articolo dell’Alto Adige di venerdì 7 gennaio 2011, l’associazione Nevo Drom e la cooperativa Aquila fanno presente quanto segue

- E’ comprensibile che i giornali debbano vendere, però titoli del genere non fanno altro che istigare il pregiudizio nei confronti di un’intera minoranza etnica. I Giornali dovrebbero avere una responsabilità di informazione approfondita e completa.
- Pubblicizzare l’apertura del bar con un articolo del genere è un danno per la cooperativa sociale perchè prima ancora di incominciare a dimostrare con i fatti la professionalità dei propri dipendenti, dovrà provvedere a combattere contro pregiudizi e sentimenti negativi. Ma non solo perché certi titoli allontaneranno i possibili clienti, a prescindere dal servizio offerto, minando di fatto tutto il progetto significativo che è costato tanta fatica.
- L’articolo generalizza e il lettore, che solitamente non conosce la realtà complessa di questa minoranza, rischia di ricevere un’informazione sbagliata e generalizzata. Questo in una terra che dovrebbe aver imparato che le tematiche riguardanti le minoranze sono di per se complesse e delicate.
- Il fatto che il canone d’affitto sia stato ridotto è un evidente segno che l’amministrazione ha preso atto che precedentemente era troppo alto. Lo stesso rappresentante della cooperativa Cs2a spiega le ragioni per le quali il bar non può essere considerato una miniera d’oro in posizione privilegiata e avvantaggiata, perciò nessun prezzo speciale “perche” sinti, ma solo perché ritenuto giusto dall’amministrazione comunale abbassare il canone.
- L’assessora Trincanato e l’assessore Randi hanno fatto bene a ricordare che è la società maggioritaria a chiedere, anche giustamente, che i sinti devono essere inseriti nel mercato del lavoro. Affidando la gestione del bar a una Cooperativa Sociale fondata da sinti uno dei tanti piccoli passi per arrivare ad un miglioramento nei confronti di giovani sinti disoccupati e per tutta la società maggioritaria.
Inoltre non si tratta di “regalo” in quanto tutta la procedura è avvenuta in pieno rispetto della legge e a maggior ragione pensando che il bar è rimasto chiuso per circa un anno.
Io come sinto spero proprio che situazioni del genere non ne succedano più e spero che la volontà di inserimento abitativo e lavorativo dei sinti sia aiutata e supportata da tutta la popolazione maggioritaria e non ostacolata

lunedì 15 novembre 2010

Milano, seminario sull'inserimento lavorativo di rom e sinti in Lombardia

Seminario “Approcci ed esperienze per l’integrazione e l’inserimento lavorativo dei rom e sinti”, martedì 23 novembre 2010, ore 9.00 - 13.00, Sala Convegni, Via Pola 12/14, Milano, Sede Regione Lombardia.
Il seminario intende approfondire le questioni relative ai percorsi virtuosi di integrazione di queste persone sul territorio lombardo, partendo dalla dimensione lavorativa. Tale incontro si inserisce nell’ambito del progetto Valore Lavoro. Percorsi di inserimento lavorativo per rom e sinti, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale, promosso da Regione Lombardia e coordinato dalla Fondazione Ismu. Il progetto, realizzato con enti del privato sociale con una solida esperienza e uno specifico know how sulle tematiche affrontate (Caritas, Casa della Carità, Comunità di Sant’Egidio, Opera Nomadi e Sucar Drom), ha portato alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo di circa settanta rom e sinti presenti sul territorio lombardo. Alla luce delle esperienze realizzate, obiettivo principale del seminario è di discuterne con tutti gli stakeholders le principali acquisizioni in chiave di proposte e di raccomandazioni.
Nel corso del seminario sarà distribuito il volume “Valore Lavoro: integrazione e inserimento lavorativo di rom e sinti”, a cura di Francesco Marcaletti. Inoltre, sarà presentata la documentazione fotografica che illustra in 35 immagini le persone coinvolte nelle attività progettuali durante alcuni momenti significativi della giornata lavorativa, luoghi e fasi di lavoro, apprendimenti, materiali, utensili e strumenti utilizzati.
Il seminario è un'iniziativa di aggiornamento autorizzata con esonero per docenti e dirigenti scolastici in quanto ISMU è accreditato presso il MIUR come soggetto qualificato per iniziative di formazione per il personale della scuola ai sensi del D.M. n. 177 del 10 luglio 2002 e della direttiva n. 90 del 1 dicembre 2003. ISMU ringrazia l’IIS "Paolo Frisi" di Milano per il servizio di catering e hostess.
Per informazioni e iscrizioni: Fondazione Ismu, telefono 02 6787791, e- mail ismu@ismu.org

mercoledì 29 settembre 2010

Mantova, è nata la Cooperativa Labatarpe

A Mantova si è costituita la “Labatarpe Società Cooperativa” (lavoro, nella lingua dei sinti lombardi). La Cooperativa si è iscritta alla Camera di commercio di Mantova e ha indicato come attività prevalente il trasporto merci su strada.
L’obiettivo primario che ci si è posta l'Associazione Sucar Drom è quello di offrire un nuovo impulso all’attività lavorativa di compravendita di materiale ferroso, svolta da diverse persone appartenenti alla minoranza dei sinti italiani. Ma nell’oggetto sociale della cooperativa sono state inserite altre quindici possibili forme di lavoro (gestione del verde, gestione di servizi ambientali, servizi di vigilanza, commercio del materiale ferroso, gestione impianti sportivi, servizi di pulizie...).
Attualmente i sinti mantovani che svolgono questa attività lavorativa hanno una capacità penetrazione nel mercato del materiale ferroso molto, molto bassa. In sintesi devono i loro guadagni dalla raccolta dai privati, contadini e da piccole quantità cedute da aziende. L’analisi fatta dal dirigente dell’ex Municipalizzata di Mantova è che questi lavoratori aggrediscono l’1/2% del mercato attuale del materiale ferroso in Provincia di Mantova. L’obiettivo che si pone la cooperativa è di aggredire tutto il mercato del materiale ferroso.
In questo momento la Cooperativa (regolarmente iscritta alla camera di commercio) ha la possibilità di acquistare, trasportare e vendere il materiale ferroso considerato come bene da chi lo produce. Ma ha anche la possibilità di svolgere diversi servizi sia per gli Enti locali che per le Ditte private.
Per contatti: Cooperativa Labatarpe, telefono 0376 360643, cellulare 333 3715538.

giovedì 18 febbraio 2010

Mantova, mengro labatarpe: presentazione del progetto alla stampa

Venerdì 19 febbraio alle ore 11.00 presso la sala Bonaffini del Comune di Mantova, in Via Roma 39, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto: Mengro Labatarpe (il nostro lavoro), valore lavoro – percorsi di inserimento lavorativo per Rom e Sinti.
Il progetto “mengro labatarpe” ha l’obiettivo di far emergere le potenzialità presenti nelle persone e ad indirizzarne l’espressione verso gli spazi esistenti (o ricavabili) nel mercato del lavoro. Ciò ovviamente nel rispetto delle specificità culturale, sociale ed etnica delle stesse nonché nel rispetto della volontà delle stesse persone ad essere artefici dirette del proprio sviluppo.
Il progetto ha la finalità di aiutare le famiglie nella costruzione di propri percorsi di autonomia economica anche per superare la dipendenza delle stesse dagli interventi assistenziali predisposti dagli enti pubblici e del privato sociale. In particolare per l’uscita dalle logiche segreganti del “campo nomadi”.
Nella conferenza stampa sarà rivolto un appello agli imprenditori mantovani e alle altre realtà del mondo del lavoro per coinvolgerle nella realizzazione del progetto, in particolare per offrire alle donne sinte l’opportunità di svolgere nelle aziende, negozi… uno stage lavorativo, attraverso lo strumento della borsa lavoro.
Il progetto è stato promosso grazie alla collaborazione tra diverse realtà istituzionali e del privato sociale. Il progetto è guidato dall’associazione Sucar Drom in collaborazione con: il Comune e la Provincia di Mantova, il Piano di Zona di Mantova, Consorzio SolCo Mantova, la Tea. La Fondazione ISMU collabora alla realizzazione del progetto "mengro labatarpe" nell’ambito di un programma nazionale sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il progetto vede anche la partecipazione di ASPEF Mantova.

giovedì 12 novembre 2009

Genova, un corso di sartoria per romnì e sinte

Al corso professionale di sartoria aderiscono tredici donne appartenenti alle minoranze rom e sinte. Hanno tra i 23 e i 50 anni, provengono dai “campi nomadi” di via Adamoli a Molassana, dove risiedono i Rom di origine bosniaca, e di via Nostra Signora della Guardia a Bolzaneto, dove i Sinti italiani, di origine piemontese.
Il corso è promosso dalla sezione genovese dall´Opera Nomadi in collaborazione con la Provincia. L´appuntamento è presso la sede del Cna. Le presentazioni sembrano un momento liberatorio: «Io mi chiamo Margherita», dice una. «Mezza storta, mezza dritta», aggiunge con tono scherzoso la nipote Silvia, di 26 anni. L´insegnante la riprende, scatenando l´ilarità dei presenti: «Eh no, quando si ha una forbice in mano bisogna andare sempre dritta».
Silvia racconta: «Noi siamo italiani di origine piemontese che abitiamo in un campo. Anche per noi è difficile trovare lavoro. Questo progetto ci offre l´opportunità di specializzarci in un mestiere. Ho una bambina di sei anni e solo mio marito lavora. Mia zia fa i panini per la nostra comunità nel campo di Bolzanet».
Zekija invece è una donna di 52 anni che proviene dalla Bosnia. E´ in Italia da 18 anni, e a Genova sono nati i suoi figli. «La più piccola dei miei sei figli ha 17 anni e fra poco potrà chiedere la cittadinanza italiana. Anche se ho molti dubbi sui tempi di consegna. Due anni fa ho fatto domanda per ottenere la carta di soggiorno e ad oggi non ho avuto risposta». Fino a poco tempo fa lavorava come bidella, oggi si ritrova ad imparare un nuovo mestiere per diventare economicamente indipendente.

Quasi tutte stentano a trovare un impiego e sebbene abbiano altre, Genova è la loro casa: i loro figli e i loro nipoti sono i nuovi genovesi. Salmira, per esempio, ha 23 anni ed è arrivata dalla Bosnia quando era appena una neonata. «Per la precisione avevo poche settimane. Dico sempre che sono bosniaca, ma in realtà tutta la mia vita l´ho vissuta qui».
Serena Camedda dell´Opera Nomadi spiega: «Chi frequenta il corso è perché intende proporsi al mondo del lavoro con una base di conoscenza reale della sartoria. La speranza è quello di riuscire ad aprire una cooperativa dove le donne possano svolgere questo lavoro. Sarebbe un ulteriore passaggio all´autonomia».
Quello che è certo è che alla fine del corso, previsto per la prossima settimana, le "nuove" sarte otterranno un attestato di frequenza. «In questi cinque mesi ho imparato a fare la gonna - racconta con un filo di orgoglio Semsa, 42 anni -. Pulivo le scale dei palazzi, l´idea di fare la sarta non mi dispiace. Anzi non vedo l´ora che le italiane indossino le mie gonne. La gente onesta esiste, ed è anche fra di noi». di Domenica Canchano

giovedì 3 settembre 2009

Corsico (MI), la Sagra delle polemiche: giostrai pronti a occupare la Vigevanese

Si dicono "pronti a occupare la Vigevanese" i giostrai che da qualche giorno sono di nuovo in rotta con l'Amministrazione comunale di Corsico. In municipio è in corso l'incontro tra i 41 piccoli 'imprenditori del divertimento' e il vicesindaco della cittadina del sudovest milanese, Giovanni Giovannini.
Motivo del contendere, il passo indietro deciso sabato mattina durante una riunione straordinaria degli amministratori, che avrebbero 'rimangiato' alcune promesse fatte ai giostrai: dall'elenco delle attrazioni 'consentite' in città, in occasione della Sagra 2009 iniziata proprio quest'oggi, ne sarebbero state tolte alcune. "Senza una giusta causa", attaccano i giostrai.
In un primo momento la nuova localizzazione al parco Giorgella delle giostre, parte integrante da sempre della Sagra di Corsico, in seguito alla necessità di abbandonare l'ex area Stella occupata dai cantieri per il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara, aveva indotto i tecnici del Comune a non dare parere favorevole all'installazione dell'intero parco divertimenti. Erano state escluse le sei utilizzate dai più grandi, privilegiando le attrazioni per i più piccoli. Nuovi sopralluoghi e alcune modifiche di localizzazione hanno permesso di individuare la soluzione migliore.
Secondo i giostrai, il nuovo dietrofront si scontrerebbe addirittura con la perizia di un geologo appositamente incaricato dalle 41 famiglie, secondo il quale il terreno del parco Giorgella sarebbe "assolutamente adeguato a ospitare tutte le attrazioni". Del resto, i giostrai hanno investito già molti soldi: non solo per le giostre, ma anche per i volantini pubblicitari. Il Giorgella potrà ospitare, nell'ambito del parco divertimenti allestito in occasione della Sagra 2009, 35 attrazioni, e non più 41 come si pensava in un primo momento.

"Abbiamo fatto tutto il possibile, confrontandoci anche con la Prefettura di Milano - replica il sindaco Sergio Graffeo - per garantire continuità a quella che è una vera e propria tradizione per la Sagra della nostra città. Però le ultime valutazione tecniche che ci sono pervenute lasciano aperti alcuni dubbi e non danno garanzie di assoluta sicurezza per coloro che utilizzeranno le giostre". Il Comune starebbe attendendo il parere della Commissione provinciale di vigilanza, alla quale è stata inviata tutta la documentazione tecnica.
Nelle conclusioni delle perizie del Comune viene in particolare evidenziato: "In ragione della presenza di terreni incoerenti (sabbie e ghiaie in matrice sabbioso limosa) [vi è] la possibilità che, in concomitanza di precipitazioni di elevata intensità e durata, si potranno verificare diminuzioni dei valori di portata da parte dei terreni (saturazione)". Questo ha portato l'Ente a chiedere alla Commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli, che si riunirà domani, di valutare l'eventuale esclusione di sei attrazioni: giostra seggiolini, tappeto volante, navicella explorer, scivolo toboga e due autoscontri. Un'esclusione chiesta "tenendo altresì conto - si legge nella lettera inviata dal sindaco anche ai Vigili del fuoco - che le valutazioni della Giunta comunale riguardano, inoltre, aspetti di impatto dell'esercizio dell'attività sulla zona circostante il parco Giorgella - che si presenta fortemente urbanizzata - e profili di ordine pubblico che potrebbero generarsi all'interno del parco".
Quindi, un parco dei divertimenti in particolare per i bambini, con trentacinque diverse attrazioni, dal 4 al 14 settembre. "Bisogna lavorare fin da subito per individuare soluzioni - conclude il sindaco, Sergio Graffeo - che soddisfino le diverse esigenze. Forse l'idea di organizzarlo soprattutto per i più piccoli potrebbe essere quella giusta". di Maria Ficara, partecipa al dibattito...

Colf e badanti, ecco alcune informazioni per la regolarizzazione

E’ partito il maxicondono per colf e badanti. Da alcuni giorni infatti ogni famiglia può regolarizzare una colf e due badanti extracomunitarie, comunitarie o italiane, a patto che dimostri di averle alle proprie dipendenze almeno dal 30 marzo 2009. La denuncia del rapporto di lavoro sommerso potrà essere fatta dal primo al 30 settembre. Secondo le stime del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, "in tutto arriveranno almeno 500mila domande che potrebbero lievitare a 750mila".
Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, i datori di lavoro possono scaricare il software necessario a compilare i moduli della regolarizzazione, in modo da essere pronti a partecipare alla sanatoria. Bisognerà poi comunque registrarsi sul sito del Viminale. Il ministero dell'Interno ha anche messo in rete un manuale dell'utente per facilitare la procedura.
I moduli per la presentazione delle domande dovranno essere compilati utilizzando il software scaricato e fornendo i dati del datore di lavoro e del lavoratore da regolarizzare, oltre agli estremi del versamento da 500 euro da effettuare attraverso apposito modulo F24. ùDal primo al 30 settembre sarà possibile dunque inviare la propria domanda on line. Nessuna fretta né corsa alle quote questa volta. La regolarizzazione non è a numero chiuso: chi ha i requisiti vi rientrerà, indipendentemente dalla data di invio della domanda.
A procedura conclusa, dal sito del Viminale sarà scaricabile una ricevuta della la domanda inviata. Dal primo ottobre 2009 lo Sportello Unico per l'immigrazione riceverà i moduli. Acquisito il parere della questura, il datore di lavoro e il lavoratore straniero saranno convocati per la stipula del contratto di soggiorno. Solo allora, la badante o la colf extracomunitaria potrà richiedere il permesso di soggiorno. di Vladimiro Polchi

mercoledì 19 agosto 2009

Bolzano, è finanziato il progetto Sintengre Avarpen (il lavoro dei Sinti)

Duecentoventiduemila euro per supportare delle famiglie sinte a diventare imprenditori. Più specificatamente, dovrebbero aprire un chiosco nel parco del quartiere Firmian. Il progetto, finanziato dal Fondo sociale europeo, è di quelli destinati a far discutere. Tanto che c'è già chi fa il confronto con i fondi messi a disposizione dal Comune per il Piano anticrisi: 200 mila euro.
Ma l'assessore alle politiche sociali Patrizia Trincanato (in foto) difende l'iniziativa: «Questa è una grossa sfida, perché si cerca di rendere autonomi ai Sinti, insegnando loro a diventare imprenditori. È una delle priorità dell'Europa. Le critiche non mi preoccupano più di tanto. L'importante è raggiungere l'obiettivo e per questo come Comune abbiamo partecipato al bando del Fondo sociale «Competitività regionale e occupazionale 2007-2013». La proposta è stata apprezzata tanto che è stata finanziata con 220 mila euro». La delibera, approvata dalla giunta provinciale, ha il seguente titolo: Sintengre Avarpen-il lavoro dei Sinti; progetto di avviamento imprenditoriale per una comunità Sinti di Bolzano. La somma, messa a disposizione appunto dal Fondo sociale europeo, è destinata ad una trentina di persone tra adulti e bambini che attualmente vivono in roulotte nel quartiere Firmian.
Capofila del progetto l'associazione Nevo Drom; partner: Comune e Confcoop con l'appoggio dell'ufficio anziani e distretti sociali della Provincia. Durata: 18 mesi.
Ma concretamente come verranno spesi i fondi?
«Non verranno dati ai Sinti - assicura l'assessore Trincanato - ma serviranno per pagare i consulenti e anche i nostri dipendenti che contribuiranno alla realizzazione dell'iniziativa. L'obiettivo principale è quello di mettere in piedi una cooperativa sociale che dovrà essere gestita dai Sinti con lo scopo di aprire un chiosco per la vendita di gelati nel parco del quartiere Firmian».
Dopo il chiosco, arriverà l'offerta di un pacchetto di servizi. «Sì, perché - spiega ancora l'assessore - bisogna differenziare il loro campo d'azione: oltre ai gelati, al termine del progetto, dovranno essere in grado di offrire anche un pacchetto di servizi che spazi dal catering alla musica in occasione di feste».

Ma attualmente qualcuno di loro lavora già oppure no?
«Alcuni lavorano presso cooperative sociali. Il progetto del Fondo sociale europeo punta però a far compiere ai Sinti il salto di qualità. L'obiettivo è l'indipendenza rispetto all'attuale situazione di assistenzialismo. Noi come Comune crediamo che ciò sia possibile. Il programma è già partito? No, ma partirà presto».
Per queste famiglie sinte si annunciano, a breve, cambiamenti radicali: assieme al lavoro imprenditoriale dovrebbe arrivare una nuova sistemazione. Dal quartiere Firmian le famiglie se ne deve andare entro settembre: sull'area attualmente occupata dalle roulotte deve sorgere il complesso scolastico. Le famiglie potrebbero essere trasferiti alla Vives o nella zona del maneggio a Bolzano sud: il Comune dovrebbe decidere la prossima settimana. da Alto Adige

Bankitalia: immigrati in aumento ma non tolgono lavoro agli italiani

La crescita della presenza straniera in Italia ''non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani''. E' quanto rileva uno studio di Bankitalia dedicato alle economie regionali che evidenzia in particolare l'esistenza di ''complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne''. Per queste ultime, la crescente presenza straniera attenuerebbe i vincoli legati alla presenza di figli e all'assistenza dei familiari più anziani, permettendo di aumentare l'offerta di lavoro, si legge nello studio dell'istituto centrale.
A partire dagli anni Novanta, l'Italia è divenuta meta di considerevoli flussi migratori dall'estero. La quota di popolazione immigrata, sottolinea lo studio, è passata dallo 0,6 per cento nel 1991 a quasi il 6 nel 2008. Nell'ultimo quinquennio il numero di stranieri residenti è più che raddoppiato, portandosi a 3,4 milioni di persone. Sull'aumento hanno influito la regolarizzazione avviata nel 2002 che ha portato all'emersione di circa 650 mila persone che già lavoravano in Italia e gli ingressi di cittadini europei divenuti comunitari recentemente.
Le nuove generazioni di stranieri registrano significativi tassi di abbandono scolastico e un livello di competenze inferiore a quello, già modesto nel contesto internazionale, degli italiani, prosegue Bankitalia che sottolinea come le difficoltà scolastiche degli stranieri sono più accentuate nel Mezzogiorno.

L'afflusso degli immigrati non ha interessato in maniera uniforme tutte le aree del Paese: l'incidenza della popolazione straniera è oggi molto più elevata nel Centro Nord (quasi l'8 per cento) rispetto al Mezzogiorno (2,1 per cento). In Lombardia, Veneto, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, dove si concentra il 45 per cento della popolazione italiana e si produce poco meno del 60 per cento del valore aggiunto nazionale, risiedono quasi il 70 per cento degli stranieri.
Nel 2008, ricorda Bankitalia citando i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat, i lavoratori stranieri residenti in Italia rappresentavano il 7,5 per cento dell'occupazione complessiva; al Centro Nord l'incidenza era superiore al 9 per cento, a fronte del 3 nel Mezzogiorno. Il tasso di occupazione degli stranieri in età lavorativa era pari al 67 per cento, 9 punti percentuali in più rispetto agli italiani.
Il divario è in parte riconducibile a caratteristiche individuali, quali la minore età media degli stranieri e la necessità di avere un lavoro per ottenere il permesso di soggiorno, in parte alla loro concentrazione nelle aree più sviluppate del Paese, dove è più forte la domanda di lavoro. Il tasso di occupazione degli stranieri residenti nel Mezzogiorno era pari al 59 per cento, circa 9 punti percentuali in meno rispetto a quello del Centro Nord. E' ragionevole ipotizzare che i più bassi tassi di occupazione nel meridione risentano della maggiore diffusione del lavoro sommerso e dei fenomeni di irregolarità, si legge nello studio.
Sempre secondo elaborazioni della Banca d'Italia, i redditi da lavoro dipendente nel settore privato degli stranieri sono inferiori di circa l'11 per cento a quelli degli italiani. Il differenziale salariale, oltre al minore livello di istruzione degli stranieri, è attribuibile anche a una maggiore concentrazione in settori di attività e mansioni meno qualificate e in imprese meno produttive. Le retribuzioni degli stranieri nel Mezzogiorno sono più basse di quelle al Centro Nord.
Il livello di istruzione dei lavoratori stranieri è in media inferiore a quello degli italiani. Nel 2008, gli occupati con cittadinanza estera di età compresa tra i 25 e i 65 anni in possesso al più di un titolo di studio corrispondente alla scuola media inferiore erano il 44 per cento, quasi 7 punti percentuali in più rispetto al corrispondente valore per gli italiani; quelli in possesso di una laurea erano circa il 13 per cento a fronte del 18 per gli italiani.
Il grado di istruzione degli stranieri è inferiore nelle regioni meridionali, dove la quota di lavoratori immigrati in possesso di una laurea è dell'8 per cento (5 punti in meno del Centro Nord) e la quota di stranieri con al massimo l'obbligo scolastico è pari a circa il 65 per cento (13 punti in più che nel Centro Nord). da Adnkronos

lunedì 10 agosto 2009

Reggio Calabria, riprendono le attività della Cooperativa "Rom 1995"

L’Azione Cattolica Italiana della Diocesi di Reggio Calabria esprime viva soddisfazione per la ripresa dei servizi erogati dalla Cooperativa sociale “ROM 1995” nel settore della raccolta dei rifiuti ingombranti.
La Cooperativa “ROM 1995” rappresenta, certamente, una importante realtà cittadina ed un esempio in materia di integrazione sociale, rispetto delle diversità e cura dell’ambiente.
L’esperienza è nata nel 1997, con il progetto “Lacio Gave” (in lingua romanes “La Buona città”), con l’obiettivo di allontanare i Rom da una realtà di emarginazione e devianza indirizzandoli ai settori dei servizi vicini alle loro attitudini ed alla loro cultura, raggiungendo, in questi anni, risultati di efficienza ed eccellenza, contribuendo in maniera significativa alla riqualificazione della città.
Per questi motivi è importante che tale realtà non vada dispersa ma che venga sostenuta e tutelata dalle Istituzioni locali, soprattutto in prospettiva del nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti pubblicato il 23 luglio scorso.
Su tale aspetto si ritiene che dovranno essere presi in seria considerazione l’esperienza acquisita sul territorio, lo stretto legame instaurato con la città e l’alto valore socio-educativo raggiunto nel corso degli anni dalla cooperativa “ROM 1995”.

venerdì 7 agosto 2009

Odissea padana. Un posto per operaio provenienza terzo mondo... Astenersi perditempo, rom, sinti, comunisti, napoletani

Annunci cerco offro lavoro (ai sensi della Legge 15 luglio 2009, n. 94 - Disposizioni in materia di sicurezza pubblica):
Rif. 189. Cercasi operaio edile, manovale qualificato, per importante struttura affiliata organizzazione di potere. Requisiti minimi: provenienza terzo mondo, laurea ingegneria non riconosciuta in Italia o geometra con master in topografia.
Competenze richieste: muratore rifinito, automunito, disponibilità immediata stesso giorno del colloquio, sistemazione abitativa a proprio carico, minima esperienza come piastrellista, carpentiere, ferraiolo, falegname. Celibe o eunuco, senza prospettive matrimonio o ricongiungimenti famigliari, sana origine sociale. Disponibilità a viaggiare in carrozze metropolitane separate.
Inquadramento manovale livello europeo 000 categoria Z, «lavoratori extracomunitari ex-clandestini terzomondisti salvati dalla fame», applicazione Ccnl Bossi-Fini-Maroni, con assunzione in tempi da definire.
Permesso di soggiorno a punti intatto, senza fluttuazioni recenti. No rimesse a parenti o amici in patria. Disponibilità a dileguarsi in caso di controlli degli ispettori del lavoro. Disponibilità a scomparire in caso di infortunio. Disponibilità a dissolversi in caso di morte sul cantiere. No famigliari in grado di reclamare la salma.

In recepimento della direttiva europea sui respingimenti, il presente annuncio è tradotto in varie lingue: italiano e dialetto milanese, bresciano, bergamasco, veneto, piemontese, genovese e ticinese.
Astenersi perditempo, rom o sinti, comunisti mangiabambini e napoletani.
Rif. 286. Per lavoro in cantiere appalto pubblico gara truccata, costruzione con materiali scadenti semi-semiautostrada troncata in mezzo ai campi, garanzia onorevole amico, selezioniamo urgentemente muratore, cittadinanza paesi G8, che accetti incarico edilizio sotto caporalato di stato o in appalto per imprenditore camerata ben inserito nei palazzi di potere.
Cerchiamo una persona senza moglie da ricongiungere o figli a carico, disponibile a spendere tutto il guadagno nel circuito consumistico nostrano, seguendo le indicazioni dei consigli per gli acquisti televisivi delle reti televisive non comuniste.
Assunzione in posizione manovale, contratto da definire entro i primi diciotto mesi di lavoro, corso di sicurezza a carico del neoassunto, indispensabile Pc (personal computer! - ndr) portatile. Stipendio differito di tre mesi, benefit, buoni pasto ristorante cinese, rimborso spese telefonate verso il cellulare del capocantiere (max 12 euro annui, in busta paga).
Richiesto attestato di partecipazione al corso sulla sicurezza nei cantieri svizzeri o svedesi.
No carichi pendenti, no immunità parlamentare di paesi extraeuropei comunisti o islamici.
Il candidato ideale è serio, apolitico, disponibile a trasferte e reperibilità notturna. Feriali e festivi di calendario non sono previsti dal contratto a tempo determinato, rinnovabile fino ad un massimo di cento volte.
Costituisce titolo preferenziale il volontariato nei movimenti di destra del proprio paese o nella legione straniera, la partecipazione a ronde cittadine non autorizzate e a feste celtiche secessioniste.
Richiesta autorizzazione al trattamento dei dati personali e alle intercettazioni telefoniche.
Richiesto attestato di conoscenza della lingua, della tradizione e della storia della regione in cui ha sede la società e inizia il quarto di autostrada.
Opportunità carriera caporalato e specializzazione subappalti, abusivismo edilizio e condoni fiscali.
No perditempo, consumatori pessimisti, poveri comunisti o abbronzati. Sì euroscettici.
Costituisce altresì titolo preferenziale militanza nella Lega Nord, esperienza ronde padane, sana e robusta costituzione (fisica! - ndr), morsi alle forze dell'ordine arti inferiori (autocertificazione), abilitazione uso spray speziato al peperoncino autoctono bresciano ddopp (decretato di origine padano-padana) e d'importazione (calabrese). Astenersi appartenenti ad aree meridionali dei paesi del G8.
Ai sensi della Legge 9/12/77 n. 903, Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro, il presente annuncio è tradotto in dialetto insubre. di Mihai Mircea Butcovan

venerdì 24 luglio 2009

Roma, la piazza del riuso e della solidarietà attiva

Siete tutti invitati all’inaugurazione de “la piazza del riuso e della solidarietà attiva” sabato 25 luglio 2009, dalle ore 9.00, in via della Vasca Navale 6 (p.le ex cinodromo).
“La Piazza del Riuso e della Solidarietà Attiva” vuole essere uno spazio dedicato all’incontro con la cultura, la tradizione e l’economia Rom, ancora largamente sconosciute ai cittadini italiani.
La presenza di artisti, musicisti e danzatori gitani vi accompagnerà nella visita del Mercatino dell’Usato, dove potrete trovare idee curiose e a buon mercato per la vostra casa e i vostri regali.
Gli oggetti presenti negli stands del mercatino sono stati in gran parte salvati dal triste destino di finire in discarica grazie al duro lavoro degli operatori dell’usato rom, che rovistando i cassonetti svolgono un’attività economica onesta anche se informale.
L’idea di una “Piazza del Riuso e della Solidarietà Attiva” nasce dall’esigenza di coniugare piu’ aspetti: quello culturale, quello sociale e quello della sostenibilità ambientale.
Lo stand dedicato al tema del Riutilizzo a cura dell’Occhio del Riciclone potrà aiutare tutti i cittadini a conoscere meglio tutte le potenzialità del settore dell’usato rom, che potrebbe avere un grande sviluppo se potesse rifornirsi di merci direttamente dalle isole ecologiche in sostituzione all’opzione anti-igienica del cassonetto.
“La Piazza del Riuso e della Solidarietà Attiva” sara’ inaugurata questo sabato dal Presidente del Municipio Roma XI Andrea Catarci, e a partire da Settembre diventera’ un appuntamento fisso tutti i sabati e le domeniche.
Per informazioni: Occhio del Riciclone, cellulare 347 1217942, e-mail riusare@yahoo.it

giovedì 16 luglio 2009

Il rigore non è per tutti: la casta degli uomini d'oro

Finora avevamo creduto nella celebrata etica protestante, implacabile e severa regolatrice dello spirito del capitalismo. Ora quella convinzione vacilla e anzi crolla. Può il capitalismo essere regolato da una morale, oppure è soltanto una corsa all’oro (o al fallimento) senza regole e sanzioni? È quello che ci chiediamo di fronte alla strabiliante notizia secondo cui l’uomo che è considerato il responsabile del disastro della General Motors, il brillante e sciagurato Rick Wagoner, riceverà una pensioncina di 8,5 milioni di dollari nei prossimi cinque anni. Basti questo dettaglio: dopo essere stato rimosso da Obama e degradato sul campo con uno stipendio simbolico di un dollaro l’anno, Wagoner ora rientra come se niente fosse nel piano pensionistico della società da lui fatta fallire, un piano per soli altissimi papaveri del suo rango: gente che anche quando cade, cade in piedi. Intendiamoci: dal punto di vista amministrativo, legale e contrattuale, il trattamento non fa una piega. Ma dal punto di vista morale?
Leggevamo poi le rivelazioni del Financial Times secondo cui nel settembre 2008, quando la Lehman Brothers fu lasciata fallire e a Wall Street regnava il panico, i dirigenti di Goldman Sachs svendettero a piene mani le azioni della banca per cui lavoravano facendo quattrini a palate con titoli che formano i bonus con cui vengono retribuiti, pari a 691 milioni di dollari. Mentre si svolgeva questo allegro festino, il governo Usa e la Fed mettevano mano al portafoglio pubblico pompando 10 miliardi di dollari dei contribuenti americani. Nel febbraio 2009 altri titoli per 280 milioni di dollari sono stati ceduti dai manager al mercato. Poi di colpo sono tornate le vacche grasse e, dopo i profitti record annunciati per il secondo trimestre 2009, la Goldman Sachs ha annunciato l’accantonamento di 6,65 miliardi di dollari per pagare i bonus ai propri uomini d’oro che sono quasi trentamila, che metteranno in tasca profitti di 226.156 dollari ciascuno, quasi il doppio rispetto ai 129.200 dollari dello stesso periodo 2008. Questa notizia ha provocato un’ondata di proteste furiose sia negli Stati Uniti sia a Londra perché la Goldman Sachs ha fatto profitti, è vero, ma soltanto dopo aver ricevuto una serie di crediti pubblici agevolati per 28 miliardi di dollari, grazie ai quali la crisi è stata affrontata e superata.

Anche in questo caso, come il quello di Wagoner della General Motors, prevale il principio secondo cui gli uomini d’oro restano d’oro anche dopo aver portato le loro barche aziendali al naufragio o dopo essere stati salvati dal naufragio con il concorso dei denari del contribuente il quale, specialmente negli Stati Uniti, è furibondo.
Da Calvino a Lutero, passando per l’Italia. Il viceamministratore delegato della Unicredit, Sergio Ermotti, ha ieri dichiarato alla berlinese Handsblatt che «siccome nel settore dell’investment banking il primo semestre è andato bene, suppongo che quest’anno torneremo a pagare i bonus». Anche qui prevale a quanto sembra l’idea che chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e scordiamoci del passato, come diceva la vecchia canzone napoletana.
Noi non siamo dei moralisti, ma crediamo che nella gestione del denaro, di tutto il denaro sia pubblico che privato debba esistere e resistere se non un’etica austera, almeno il criterio della decenza. È naturale che le grandi imprese premino i grandi manager che portano grandi risultati. Ma se le grandi imprese premiano modesti manager che hanno portato a casa gravi insuccessi, e poi questi stessi manager tornano a essere premiati mentre la crisi da loro provocata si ripercuote sui cittadini che vedono tagliati compensi e posti di lavoro, allora qualcosa non va. Giustamente in questi anni sono state denunciate le caste che percepiscono emolumenti, vantaggi e privilegi e in genere i riflettori sono stati puntati sulla classe politica. Ma a noi sembra che la sproporzione mostrata da questi eventi e questi trattamenti metta in luce altre caste e altri gravi motivi di preoccupazione in una società che ama rifarsi a principi liberali e liberisti, tipici delle società occidentali, come accade sempre quando viene violata o ignorata o beffata la relazione fra il buon produrre e il ben fare con il ben compensare e premiare. Oggi si ha l’impressione che esista una casta degli uomini d’oro che, anche quando sono puniti platealmente con uno stipendio simbolico di un dollaro l’anno, restano sempre e comunque a galla incamerando bonus, premi, pensioni dorate e riabilitazioni postume mentre la gente comune tira la cinghia. di Paolo Guzzanti (in foto)

martedì 30 giugno 2009

Roma, l´assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso: "Ma ora troviamo dei luoghi per i banchetti dove i rom possano vendere le loro merci"

«Bisogna trovare delle formule per andare incontro all´esigenza dei rom di fare dei mercatini dove vendere la loro merce, come è avvenuto con il mercato artigianale del IV municipio, un´esperienza accolta bene anche dai cittadini. L´amministrazione è disponibile a studiare agevolazioni che servono a legittimare un comportamento sano, orientato alla legalità».
Per l´assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso, bisogna incrementare i mercati rionali autorizzati per i rom. Lo ha ribadito in occasione dell´ultimo incontro avuto con gli esponenti della comunità, e anche oggi, dopo l´aggressione ai vigili, dice che l´impegno al dialogo resta «ma solo con chi dà la sua disponibilità a vivere in case, a mandare i figli a scuola e a seguire corsi di formazione». Ferma è la condanna invece per quanto subito dai vigili a Porta Portese 2. «Cercherò di capire chi sono stati gli autori, ma questi comportamenti rischiano produrre atteggiamenti di chiusura», avverte.
La vendita di merce trovata nei cassonetti è una risorsa economica per molte famiglie della comunità rom. Che si può fare per non privarle di questa forma di reddito?
«Sono disponibile a discuterne con chi intende muoversi nell´ambito della legalità. I mercati rionali autorizzati sono sicuramente una strada da perseguire: le esperienze già fatte in questo senso devono essere ripetute. Anche se va precisato che la situazione di degrado che si verifica a Porta Portese 2 dopo la chiusura del mercato non riguarda solo i rom, e non solo quell´area, ma tutte quelle dove c´è il commercio abusivo. D´altra parte ai rom che intendono integrarsi saranno offerte anche delle alternative».
Quali?
«All´interno dei nuovi campi nomadi potranno seguire dei corsi di formazione. Ci sarà un presidio socio-educativo formativo, una sorta di incubatoio, per sostenere i residenti a seguire il percorso di inserimento più adatto. Saranno orientati soprattutto verso settori come l´edilizia ma anche l´artigianato da vendere nei mercati può diventare una risorsa». di Paola Coppola

lunedì 29 giugno 2009

L'Ilo mette sotto accusa l'Italia: "Migranti, violate le convenzioni"

Dopo il governo panamense, prima di quello etiope. L'audizione del governo italiano alla 98° conferenza internazionale del lavoro si è tenuta ieri pomeriggio, terza in programma tra le audizioni di altri 24 paesi, di cui nessuno europeo. Il governo è stato chiamato dall'Organizzazione internazionale del lavoro, Ilo, a rispondere delle pesanti accuse di discriminazione verso i lavoratori migranti e perciò di violazione della convenzione 143, ratificata dall'Italia nel 1981, che invece ne promuove la parità di opportunità e di trattamento. Il comitato di esperti dell'agenzia Onu ha chiesto chiarimenti anche sul decreto sicurezza e sull'accordo con la Libia, misure che destano perplessità nella comunità internazionale.
La risposta del governo. Durante il dibattito, il direttore del dipartimento immigrazione al ministero del Welfare, Giuseppe Silveri, non ha risposto in merito alla convenzione 143 e ha detto subito di trovare "ingiuste" le osservazioni del comitato di esperti Ilo. Ha elencato invece i progetti finanziati per l'integrazione delle minoranze Rom e Sinti, ha parlato delle ispezioni per contrastare il lavoro nero e dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, Unar, governativo che ha aperto una pagina web per le denunce di discriminazione. Sul decreto sicurezza e sul reato di clandestinità, Silveri ha ripetuto, tentando di rassicurare, che "ancora non si tratta di una legge, il testo è in discussione, è stato più volte modificato e potrebbe esserlo di nuovo". "Perciò - ha concluso - non si possono fare commenti". E oggi si è appreso che il ministro Maurizio Sacconi non parteciperà alla conferenza la prossima settimana, come previsto. Sembra che lo stesso Sacconi - che tra l'altro è stato direttore dell'Ufficio italiano dell'Ilo dal 1995 al 2001 - abbia protestato formalmente con l'Organizzazione per la convocazione.

Le accuse all'Italia. A marzo l'Ilo aveva pubblicato il rapporto annuale degli esperti e dal documento emergeva chiaramente che in Italia gli immigrati, sia regolari sia irregolari, sono vittime di discriminazione non solo in forma diretta, con trattamenti differenziati nel lavoro, ma anche indiretta, per il clima di evidente razzismo diffuso nel paese, specialmente nei confronti di romeni, Rom e Sinti. Accuse che nei mesi scorsi si sono sommate alle preoccupazioni del Consiglio d'Europa e per la crescente xenofobia e alla contrarietà ai respingimenti verso la Libia espressa dall'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati.
La denuncia del sindacato. Sulla base di quel rapporto sono stati poi Cgil, Cisl e Uil a portare in discussione il caso italiano alla conferenza "tripartita" dell'Ilo costituita da rappresentanti dei governi, delle imprese e dei sindacati. "In generale, le discriminazioni dei migranti regolari - ha spiegato nel suo intervento Leopoldo Tartaglia, a nome delle tre confederazioni - vanno dall'accesso ai posti pubblici, negati a chi non ha cittadinanza italiana, al trattamento economico (il 40% in meno rispetto agli italiani), fino al mancato utilizzo dei titoli di studio conseguiti all'estero, perché non riconosciuti".
Discriminati sul lavoro. In particolare, la convenzione 143 dice che quando un migrante viene trovato a lavorare in condizione di irregolarità "deve avere parità di trattamento nel rispetto dei diritti che emergono da un lavoro svolto, rispetto al compenso, ai contributi e ad altri benefici". Invece, secondo i sindacati, nella pratica a un "clandestino" non è garantito il diritto alla remunerazione, tanto meno ai contributi previdenziali, visto che la denuncia si traduce spesso in un'espulsione. Non solo. Il trattato internazionale stabilisce che i migranti regolarmente occupati e residenti "non possono essere considerati irregolari per il solo fatto di avere perso il lavoro, cosa che non può implicare il ritiro del permesso di soggiorno", come invece prevede la Bossi-Fini dopo sei mesi di disoccupazione.
L'accordo con la Libia. Durante l'audizione il presidente del gruppo internazionale dei sindacati, Luc Cortebeck, ha definito le risposte del governo italiano "insufficienti" e ha ripetuto alcune delle richieste di chiarimento già rivolte dal comitato di esperti. Tra queste, anche quella sull'accordo con la Libia, dato che la convenzione 143 prevede misure di protezione per le vittime di abusi e traffico di esseri umani. Entro settembre il ministero del Lavoro italiano dovrà fornire all'Ilo "informazioni sugli sviluppi legislativi che riguardano la protezione dei migranti vittime di abusi e di sfruttamento, così come l'istituzione di una commissione che individui azioni di contrasto alla violenza e allo sfruttamento dei migranti". Difficile dire come l'Italia potrà spiegare la politica dei respingimenti sommari previsti dall'accordo. di Vittorio Longhi

Napoli, «I napoletani? La sera gettano roba nei cassonetti e la mattina la ricomprano»

Se a Napoli la raccolta differenziata è, per certi versi, ancora un miraggio, c'è chi con una forma un po' «primitiva» di riciclaggio si è inventato un piccolo business, fondato sulla vendita e sul riutilizzo della “monnezza”.
In piazza Garibaldi, a quattro passi dalla stazione ferroviaria, ha fatto la sua comparsa da un circa un mese un mercatino, che definire «delle pulci», suonerebbe ironico. Tutto quanto viene esposto su lenzuoli grigiastri e laceri, stesi per terra, è stato ripescato dai cassonetti dell'immondizia. Ci si trova, accatastata in disordinatissimi cumuli, qualsiasi cosa. Oggetti comuni come scarpe, pantaloni, telefonini, borse ed altri più strani: tazze sbeccate, antenne per i televisori, batterie per automobili, pentole senza manici e bambole cui manca un braccio. Ogni tanto arriva qualcuno con una busta piena. La svuota sul lenzuolo, senza ordinarla, e la “monnezza” si trasforma in merce.
Da un parte, c'è chi getta nell'immondizia ciò che ha consumato o che non serve più, perchè sostituito da nuovi acquisti. Dall'altra, una massa di persone è pronta a ricomprare le cose che alcuni hanno considerato rifiuti. A rivenderli c'è una schiera di commercianti multietnici. Siedono uno a fianco all'altro: rom, marocchini, senegalesi, est europei. «Vendiamo roba che al negozio costa il 90% in più», dice Ahmed, marocchino che vive da cinque anni a Napoli. Lui la vede come un contributo alla lotta alla povertà: «Aiutiamo chi non ha nulla». Sono soprattutto i rom a rovistare tra i cassonetti alla ricerca di merce rivendibile: di notte fanno il giro delle pattumiere, appoggiando la roba in passeggini rotti, riadattati a carrelli. I clienti sono per la maggior parte italiani, comprano qui anche generi alimentari. Chi vende non fa affari d'oro, «ma riusciamo a racimolare i soldi necessari per sopravvivere». di Giorgio Mottola

martedì 23 giugno 2009

Lazio, una legge regionale a favore dello spettacolo viaggiante

"Finalmente una legge che riconosce e valorizza lo spettacolo viaggiante e le attività degli artisti di strada che operano nella nostra Regione". Lo affermano in una nota Peppe Mariani (Lista Civica per il Lazio) presidente della commissione Lavoro, Pari opportunità, Politiche giovanili e Politiche Sociali alla regione Lazio, e il consigliere Augusto Battaglia (Pd) in riferimento alla proposta di legge su spettacoli viaggianti e artisti di strada che hanno presentato oggi in Regione.
"Artisti di strada ed esercenti dello spettacolo viaggiante infatti - proseguono nella nota - rappresentano da moltissimi anni nel nostro Paese un vero e proprio patrimonio culturale spesso sottovalutato ed abbandonato a se stesso dalle Istituzioni locali. Nonostante infatti esista da più di quarant'anni una legge nazionale su questa tematica, gli artisti di strada, i giostrai e gli animatori dei parchi divertimento itineranti sono stati spesso costretti per svolgere le proprie attività ad elemosinate licenze, concessioni di spazi ed un pieno riconoscimento della loro funzione sociale e ricreativa".
"Negli ultimi tempi inoltre si sta correndo il rischio che questo insieme di attività che hanno costituito per molti anni, per bambini e non, un'importante via d'accesso al divertimento e alla socializzazione nelle nostre città, subiscano una progressiva ma inesorabile sparizione. In particolare - sottolineano Mariani e Battaglia - sono le comunità Rom e Sinti, tradizionalmente protagonisti e diffusori di questo genere di attività, a pagarne le conseguenze".