lunedì 16 gennaio 2017

Mantova, la prima Adunanza in sinto lombardo nella Sala del Regno

Domenica 27 novembre scorso si è tenuto a Mantova un evento importante per le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta. Nella Sala del Regno dei Testimoni di Geova si è svolta un'adunanza in sinto lombardo. La prima adunanza in Italia in lingua sinta è stata organizzata dal ministro itinerante dei Testimoni di Geova Ivo Di Blasio con il supporto di Simone D'Agostino. L'adunanza è stata condotta dallo stesso Simone D'Agostino e da Jovica Jacupovic, appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Ha inoltre svolto una parte del discorso, sempre in lingua sinta, Simone Vella pur non essendo un'appartenente alla minoranza linguistica.

Già due anni fa avevo incontrato Simone D'Agostino che era venuto all'Istituto di Cultura Sinta per avere notizie e testi sulla sua lingua, il sinto lombardo. Simone ha svolto il suo servizio per cinque anni a Roma, presso la Filiale Italiana dei Testimoni di Geova, dove è stato incoraggiato, essendo un'appartenente alla minoranza linguistica sinta, a iniziare un lavoro di traduzione nella sua lingua. I Testimoni di Geova ritengono importante che le persone sentano la predicazione attraverso la propria lingua del cuore, tant'è che i contenuti presenti nel sito jw.org sono tradotti in più di 800 lingue.

L'adunanza ha visto la partecipazione di diverse persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom, ma anche alcune persone non sinte. Il presidente dell'adunanza, Simone D'Agostino, in apertura ha dato il benvenuto a tutte le persone intervenute, si è intonato un cantico e si è pronunciata la preghiera iniziale. Ha poi spiegato il perché di una adunanza in sinto lombardo: "i Testimoni di Geova stanno predicando la Buona Notizia del Regno di Dio come unica soluzione dei problemi dell’umanità in più di 800 lingue in tutta la terra in armonia con le parole di Gesù Cristo riportate nel vangelo di Matteo 24:14". “Pertanto", ha sottotitolato D’Agostino, “il nostro Dio Yavéh non poteva dimenticarsi di noi” -Kamava ta pinà ke u Testimoni du Yavéh ili in krol u velto i laci notizia ila predicata in 800 lingue. I mengur Déval na bistardaspe mendar, i kamiàs koa diva koa evento kai-. Poi ha spiegato, in lingua sinta, i motivi dell'adunanza e ha introdotto il discorso biblico che ha avuto come tema: Oské u kamlo Deval kamela u vies koa? -Perché mai un Dio d'amore permette le sofferenze?-.


Jovica Jacupovic ha preso la parola e ha trattato il primo aspetto dell'adunanza: U Baro Deval na dikela viest koa dur velto du benk -Dio odia il male presente nel mondo di Satana-. Jovitza ha spiegato che chi soffre in conseguenza di incidenti, reati, atti terroristici e calamità si chiede spesso il “Perché?” -Mangher mai tu mendar: “Oské u Baro Deval ke kamelmi na karela ci mendar?”-. Ha dimostrato che nella Bibbia anche i fedeli servitori di Dio si fecero questa domanda [Abacuc 1:3] -Nina kola ke pasenas u Baro Deval kardìn penghe kai domanda-. Purtroppo alcuni arrivano alla conclusione che Dio non si interessa degli uomini -But pasena ke u Baro Deval na dela ci mendar-. 

Jovica (in foto con Simone D'Agostino) ha poi letto alcune scritture dalla Bibbia che mostrano che Dio odia sofferenze e ingiustizie [Giudici 2:18; Proverbi 6:16-19] -Bibbia sukuela ke u Baro Deval na dikela ian i laida e u viest koa-; inoltre ha dimostrato come Yahvè, Dio, ‘si addolorò’ per la cattiveria esistente ai giorni di Noè, spiegando che il suo odio verso il male non è cambiato [Genesi 6:5,6] -U Baro Deval Yavéh ‘cias mal’ oské viest koa in dives du Noè, leskro odio verso koa ki viest na paradaspe-. Ha concluso questo primo aspetto affermando che possiamo essere certi che Dio non è mai la causa del male come dimostrano le scritture di Giobbe 34:10 e Giacomo 1:13 -Ni mai mengur Baro Deval ke giuela koa viest-.

Jovica poi ha introdotto il secondo aspetto dell'adunanza: Oské u Baro Deval ke kamlo dikela ke sufriraia men -perché Dio ha tollerato il male-. E ancora ha chiesto: oské u Baro Deval ke kamlo dikela ke sufriraia men mendar in du velto du Benk? -perché allora un Dio amorevole, giusto e onnipotente permette il male presente nel mondo di Satana?-. Jovica ha fatto notare che un’idea errata molto comune è che Dio controlli direttamente ogni situazione -Ia koa ke ni miga ciaci pinena ke u peval ke krol u koa ke sucedarena menghe vena du Baro Deval-.

Jovica ha dimostrato con le Scritture che Gesù dichiarò che “il governante del mondo”, il responsabile del male, è Satana il Diavolo e non Yavéh il vero Dio [Giovanni 14:30; 1 Giovanni 5:19] -Gesù pindàs ke koa ke komandarena u velto u Benk i Satana-. Jovica ha concluso sottolineando come in Giovanni 8:44 Gesù parla di Satana come “il padre della menzogna”, che ha indotto angeli e uomini malvagi a unirsi a lui nel ribellarsi a Dio -Satana “i u dat di u koa hohani” u kandàs ke u angeli e i u rom gen par leste par ta karen koa vies-.

Jovica Jacupovic ha passato la parola al secondo oratore, Simone Vella che ha esordito dicendo che negli scorsi 6.000 anni Yavéh ha permesso il male per risolvere una volta per tutte le questioni sollevate da Satana. A conferma di questo ha letto dalla Bibbia Genesi 3:1-6 -In dur 6000 bers pale u Baro Deval Yavéh mukiass ta kardìn u koa vies per ta resolvarel u koa ke pindàs u Benk-. Satana ha messo in dubbio il diritto di Yavéh di governare -U Benk pindass ke u Baro Deval ni miga lacio tu governarel-.

Vella (in foto) ha quindi chiesto: "L’indipendenza da Dio ha portato vera libertà e felicità duratura? No di certo!” -Cias bi u Baro Deval, gidas ciaci mistape? Na!-. "In realtà", ha detto, "il dominio umano ha prodotto guerre, oppressione, sofferenze e morte come si legge in Ecclesiaste (Qoelet) capitolo 8 versetto 9" -U kralengro du rom gidas guerra, vies koa, soferenze, laida e muldare-. L’oratore ha confortato i presenti sottolineando che Yavéh conosce bene le nostre sofferenze e promette di recarci sollievo, leggendo Esodo 3:7 e Corinti 1:3,4. -U Baro Deval yavéh pasela misto mengar soferenze e pinelmi ke delmi solievo-. Assicurò al profeta Abacuc che aveva stabilito un “tempo fissato” per eliminare ingiustizie e oppressione [Abacuc 2:3-5] -Pindàs pur abacuc ke pal ta ven u tsiro per talel vek u dukape e u divie-.

Simone Vella leggendo 1 Giovanni 3:8 ha messo in risalto che Gesù ha già cominciato a “distruggere le opere del Diavolo” -Gesù ilo pale ta pagarel u koa ke kardàs u benk- e che è di grande conforto sapere che presto le sofferenze finiranno -Ciaia misto ta ginàs ke trapisa mengar suferenze finaren- come scritto nei Salmi 37:9-11 e 72:12-14. La pazienza del nostro amorevole Dio significa salvezza per “i mansueti” [2 Pietro 3:9] -I pazienza da mengur kamlo deval kamela ta pinel ke salvareia kola kamle-.

Simone Vella ha infine introdotto il terzo e ultimo aspetto: mengur desiderio i tavel ia “ciaci gipe”, yek gipe bi sofferenze -aspirate alla “vera vita”, una vita senza sofferenze-. Ha fatto riflettere sulle scritture della Rivelazione (Apocalisse) 21:4 e 22:1,2 e dicendo che se abbiamo implorato Dio con sincerità chiedendogli “perché", è ora di ascoltarlo facendo nostro il suo messaggio di conforto e speranza -Se manghén u baro deval e bucén lestar oské, ta sunénlo rakarpe ke delmi zor i speranza ta gias in gian-. Ha sottolineato che ogni danno che subiamo in questo sistema di cose sarà cancellato, leggendo Isaia 65:17 -Krol u koa vies ke vena u koa velto kai u Baro Deval leli vek-. Fino a quel momento, ha ricordato, che dobbiamo riporre la nostra speranza in Yavéh e imitare la pazienza dei fedeli, sia del passato che dei nostri giorni -Kana pilaia mengar speranza in dur Deval Yavéh e karaia ar kardin i fedeli puri du Deval di a volta e di a kana-.

Ha concluso quindi il suo intervento dicendo di continuare a sostenere la sovranità di Yavéh, e facendolo, presto riceveremo “la vera vita”, una vita libera da ogni malvagità come si legge in 1 Timoteo 6:19 -giaia in gian, tari kares pren u kralengro du Baro Deval, u Baro Deval delmi ia “ciaci gipe”, ia gipe bie koa divie-. Simone Vella ha quindi passato la parola al presidente dell’adunanza, Simone D’Agostino.

D’Agostino ha ripreso i punti principali del discorso spiegando che il nostro Dio, Yavéh odia sofferenze e ingiustizie e sottolineando che possiamo essere certi che Dio non è mai la causa del male. Ha spiegato inoltre che ogni danno che subiamo in questo sistema di cose, il nostro Dio, Yavéh, lo eliminerà! -O Baro Déval na dikela ian i laida e u vies koa, ni mai mengur Baro Déval ke giuela koa viest; e krol u koa vies ke vena u koa velto kai, u Baro Déval Yavéh, leli vek!-

Infine Simone D'Agostino ha chiuso l'adunanza con un cantico e una preghiera finale, in un clima di gioia e apprezzamento per i presenti che per la prima volta assistevano ad una riunione dei Testimoni di Geova.


L'Adunanza è stata possibile grazie all'impegno di Simone D'Agostino che nei mesi passati ha interpellato non solo noi dell'Istituto di Cultura Sinta, ma anche altri studiosi come il prof. Giulio Soravia e religiosi appartenenti ad altre fedi che si erano impegnati nella traduzione di preghiere e Salmi. Simone nel suo lavoro di ricerca è stato aiutato da Manolita Foglieni e dalla figlia Esmeralda Pozzi (in foto con le persone, appartenenti alla minoranza linguisitica e rom, presenti all'Adunanza) che frequentano da anni la Sala del Regno e che sono in continuo contatto con noi su diversi progetti. Un importante contributo lo ha dato un ministro itinerante dei Testimoni di Geova Ivo Di Blasio che ha l'incarico di aiutare le comunità di Mantova e dintorni incoraggiandoli nel perseverare nella fede.

di Carlo Berini con la collaborazione di Simone D'Agostino

Nessun commento: