Visualizzazione post con etichetta antirazzismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antirazzismo. Mostra tutti i post

venerdì 1 marzo 2019

Roma, ketane contro il razzismo


Ieri sera è terminato lo sciopero della fame delle e degli attivisti del movimento Kethane - Rom e Sinti per l’Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul crescendo di violenza razzista che colpisce le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Un'azione voluta con determinazione da Dijana Pavlovic, Fiorello Miguel Lebbiati, Musli Alievski e Vanessa Ahdzovic, supportati da Toni Deragna e Consuelo Abdel Hafiz. Marco Brazzoduro, figura storica dell'attivismo romano, ha accudito le attiviste e gli attivisti durante lo sciopero della fame con amore fraterno.

Il fattore scatenante dello sciopero della fame è stata l'ennesima aggressione razzista accaduta in Italia: il tentativo di ammazzare un bambino appartenente alla minoranza nella metropolitana di Roma. La violenza sui bambini è ritenuta inammissibile in qualsiasi consorzio civile, ma se il bambino è rom pochi si indignano. Secondo il Pew Research Center, l’Italia è il primo paese europeo quanto a sentimenti antizigani e gli attacchi violenti negli ultimi sei mesi sono sempre più frequenti.

L'azione non violenta del movimento Kethane - Rom e Sinti per l’Italia ha percorso tutta l'Italia. Tutte le comunità rom e sinte italiane hanno inviato messaggi video di incoraggiamento alle ed agli attivisti che stavano scioperando e testimoniando il loro impegno contro il razzismo.

Per chi volesse informazioni sul movimento può chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al 339 76 08 728 o scrivere a info@kethane.it

lunedì 25 febbraio 2019

Against racist "pedagogy" and do-it-yourself "justice" Roma and Sinti hunger strike

From February 26th, from 3pm, in front of Montecitorio, a delegation from the Kethane-Roma movement andSinti for Italy begins a hunger strike against racist violence.

On Thursday 21 February in the Roman subway, a 29-year-old man grabbed a knife and wounded an 11-year-old boy in the back of his head. The child is Roma and the Italian aggressor. The man kept shouting: "I want to kill you all" and accused the boy of having robbed him of 70 euros. The child did not have 70 euros in his pocket, but this did not change much. Whether they steal, ask for charity or do nothing, the "Gypsies" are to be re-educated. Just like the 18-month-old girl, who in Rome while in her mother's arms, was hit in the back with a shotgun, or like the sinner in Brescia who was shot while escaping from her camper to which a criminal had given fire and so on.

domenica 24 febbraio 2019

Sciopero della fame, rom e sinti contro la “pedagogia” razzista e la “giustizia” fai da te

Dal 26 Febbraio, dalle ore 15, davanti a Montecitorio una delegazione della rete Kethane - rom e sinti per l’Italia inizia uno sciopero della fame contro la violenza razzista. Aderisci inviando un WhatsApp a 3397608728.

Giovedì 21 febbraio nella metropolitana romana, un uomo di 29 anni ha afferrato un taglierino e ha ferito alla nuca un bambino di 11 anni. Il bambino è rom e l’aggressore italiano. L’uomo continuava ad urlare: “Voglio ammazzarvi tutti “ e ha accusato il ragazzino di averlo derubato di 70 euro. Il bambino non aveva in tasca i 70 euro, ma questo non cambia di molto. Che rubino, chiedano la carità o non facciano niente, gli “zingari” sono da rieducare. Proprio come la bambina di 18 mesi, che a Roma mentre era in braccio alla madre, è stata colpita alla schiena con un fucile a piombini, oppure come il sinto che nel Bresciano venne preso a fucilate mentre scappava dal suo campar al quale un criminale aveva dato fuoco e così via.

Un crescendo di violenza che trova sostegno e giustificazione in una politica che ha assunto la ruspa come simbolo, lo sgombero come pratica e che incoraggia la giustizia fai da te. Via libera quindi all’odio, ora non bastano più le parole, sui social, sui media, nei bar, sui bus o nei supermercati, ora si passa alla violenza “educativa”, perché sei il nemico, la causa di tutti i mali, “zingaro” o “negro” , bambino o adulto che tu sia. Se poi l’esempio viene dall’alto - il maestro che mette alla gogna il bambino nero a Foligno, il ministro dell’interno che porta la solidarietà e chiede la grazia per il criminale in galera per tentato di omicidio di un ladro di benzina inerme - cadono i tabù e quando questo avviene ci troviamo di fronte a un precipizio del quale nessuno conosce la profondità.

giovedì 9 novembre 2017

Alleanza Romanì, la responsabilità è personale e non etnica

Esprimiamo la piena solidarietà di tutta la Comunità rom italiana alle due giovani ragazze e alle loro famiglie, che hanno subito a Roma un'orrenda violenza da parte di individui dagli istinti bestiali. Una violenza, un crimine inaccettabile che nella cultura romanì è fermamente condannato poiché considerato un'aberrazione che rende gli individui che se ne macchiano inaccettabili alla comunità.

Non possiamo d'altro canto sottacere lo sciacallaggio mediatico-politico da parte di alcuni organi di informazione che etnicizzando il crimine vogliono deliberatamente condannare un popolo intero inerme e incolpevole, senza possibilità di appello. La Comunità romanì italiana non intende subire strumentalizzazioni ricordando che la responsabilità dei crimini è individuale e non di un popolo intero (la colpa collettiva è un principio istituito dai nazisti per ebrei e rom). Chi, media e politica, vuole evidenziare che il problema dell'Italia sono i rom, cerca un capro espiatorio ideale su cui riversare il malcontento generale e raccogliere un consenso elettorale sulla paura e la caccia alle streghe.

mercoledì 17 maggio 2017

Rimini, lanciato un monito ai razzisti

Ad Auschwitz Birkenau nello Zigeunerlager vennero divorati migliaia e migliaia di #sinti e #rom, ma il 16 maggio 1944 le circa quattromila persone internate in quel momento nel lager si ribellarono al divoramento e respinsero le SS che volevano condurle nelle camere a gas. Da alcuni anni le associazioni sinte organizzano per il 16 maggio una manifestazione per ricordare l'unica rivolta ad Auschwitz.

lunedì 3 novembre 2014

Appello

Nessun posto nelle istituzioni per chi rimpiange lo sterminio dei rom e dei sinti nei campi nazisti

 
Una consigliera comunale di Motta Visconti, Massimilla Conti, ha postato sulla sua pagina Facebook queste parole: “…se tra i cani ci sono razze che vengono considerate più predisposte ad aggredire perché non ammettiamo che i rom sono più portati a commettere reati?” E poi: “Le telecamere servono per punire sti bastardi! Comunque niente gattabuia, ci vorrebbero i forni…metto a disposizione la mia taverna. Se vedete del fumo strano che esce dal tetto non vi preoccupate!”

Noi Rom e Sinti chiamiamo il nostro sterminio Porrajmos. Significa divoramento, annientamento totale, significa oltre 500.000 uomini donne e bambini morti nei campi di sterminio nazisti. Questa è una parte della nostra storia che ci perseguita ancora, la memoria è viva e dolorosa. Non c’è un solo rom o sinto in Europa che dentro di se non porta e non mantiene ancora viva la memoria di qualche membro della sua famiglia, qualche antenato, parente, nonno, nonna, zia o zio morti in qualche campo di concentramento. Questa è la parte della nostra storia che condiziona in modo significativo la nostra vita quotidiana, le nostre paure e il nostro status sociale.

giovedì 30 ottobre 2014

Torino, Charlie Chaplin e un autobus riservato ai rom

E’ da qualche giorno che rifletto sull’orrenda notizia che riguarda il paese di Borgaro dove un sindaco ed un assessore hanno deciso di sdoppiare una linea del bus per dedicarne una al solo trasporto dei rom e l’altra per la “gente per bene”; secondo i due amministratori sarebbe questo l’unico modo per risolvere i casi di furto che si verificano ogni giorno sul bus.

Avrei voluto subito scrivere al sindaco offrendo un po’ di dati precisi: ricordargli che in Italia noi rom e sinti siamo 150mila e che per più della metà siamo pure di cittadinanza italiana; che non siamo caratterizzati da alcun gene ereditario che ci induce al furto; che gli ultimi che teorizzarono questi concetti furono coloro che ci rinchiusero nei campi di sterminio e che a gennaio con la mia associazione partiremo proprio dalla Toscana con il Treno della Memoria insieme a molti studenti per riflettere su ciò che fu causato dalla teorizzazione di un’umanità da categorizzare su base razziale.

Avrei voluto ricordargli che le responsabilità di un furto non sono mai comunitarie, ma della singola persona che commette il reato; avrei inoltre aggiunto che se tu metti delle persone a vivere in delle discariche riducendole alla stregua di topi, il tasso di criminalità sicuramente s’innalza, ma non ha niente a che fare con gli usi e costumi di un popolo (è stato lo stesso per gli italiani chiusi nei putridi ghetti nell’America d’inizio secolo).; avrei voluto mostrargli i dati che rivelano che tra rom e sinti in Italia il tasso di criminalità a livello nazionale non è più elevato rispetto a quello di altri gruppi. Poi ho letto l’editoriale di Massimo Gramellini e sono diventato ancora più triste: anche il giornalista de La Stampa ammoniva «Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile».

Una comunità che diventa colpevole “tutta insieme”; non più distinta in singoli individui, ma con mani e braccia comunitarie? Non esiste alcuna cultura dei rom che giustifichi il furto o l’accattonaggio minorile, ma dovete smetterla di parlare di noi ed iniziare a frequentarci per convincervene, per accorgervi che non siamo né avanzi di galera, né santi, ma soltanto persone come tutte le altre, in grado di operare scelte individuali.

Volevo scrivere al sindaco, ma mentre ci provavo a tarda notte, mi sono addormentato ed ho sognato:

giovedì 16 ottobre 2014

Roma, il Piano nazionale contro il razzismo va avanti

On. Biondelli: “segnale di risposta delle istituzioni e della società civile, alla recrudescenza del fenomeno razzista che stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma anche in Europa”

L'on. Franca Biondelli (in foto), Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega all'integrazione, assieme all'on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, incontrano oggi alle 16, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutte le associazioni che fanno parte del Gruppo Nazionale di Lavoro per la definizione del Piano Nazionale d’azione contro il razzismo per riprendere il percorso avviato con l'UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari opportunità, dall'ex Ministro Cecile Kyenge.

"Ho ritenuto importante riprendere il percorso di approvazione del Piano assieme all'UNAR, con l'obiettivo di giungere a una sua approvazione al più presto, per dare un segnale di risposta ferma e decisa, delle istituzioni e della società civile, alla recrudescenza del fenomeno razzista alla quale stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma anche in Europa" - ha affermato Franca Biondelli “Chiediamo, pur nelle note difficoltà attuali dovute alla scarsità di risorse finanziarie, la collaborazione non solo delle associazioni di settore, ma anche delle istituzioni a vario titolo coinvolte, al fine di pervenire a una strategia che possa essere di supporto alle politiche nazionali e locali in materia di prevenzione e contrasto del razzismo, della xenofobia e dell’intolleranza".

Dopo il lungo lavoro istruttorio svolto si è arrivati a definire otto assi di intervento declinati in obiettivo strategici e misure di azioni positive, che vanno dalla scuola al lavoro, dalla salute ai media, dallo sport all'alloggio. Per la definizione delle priorità si è tenuto conto non solo dei dati statistici sui casi di discriminazione rilevati dal contact center dell’Unar, ma anche dei principali settori individuati dall’Unione europea per il contrasto alle discriminazioni e delle raccomandazioni degli organismi internazionali che operano in materia di diritti umani.

giovedì 10 luglio 2014

Mantova, offese razziste ai Sinti, arrivano le prime scuse e la Comunità potrebbe non procedere con le denunce

Frasi razziste e xenofobe contro i Sinti pubblicate su Facebook, forse la denuncia da parte della comunità nei confronti degli autori non ci sarà. Sucar Drom attende il ravvedimento da parte degli autori di quei commenti orribili.

"Proprio oggi – ci spiega Carlo Berini dell'istituto di cultura Sinta, Sucar Drom – l'avvocato di uno degli otto autori di quelle frasi, che per noi sono istigazione all'odio razziale, ci ha telefonato dicendoci che il suo cliente è pentito e vuole incontrarci per chiedere scusa alla comunità sinta. Sabato ci incontreremo. Per questo, se arriveranno le scuse di tutti e otto gli autori, non procederemo per vie legali".

Prendeteli a manganellate, bruciateli e fateci del sapone: questo il tenore dei commenti apparsi sulla pagina Facebook di un quotidiano locale a corredo di una notizia che riportava la cronaca della marcia dei Sinti fin dentro l'aula del consiglio comunale per protestare contro gli espropri dei terreni del Trincerone, occupati da alcui esponenti della comunità.

Dopo aver letto quelle parole cariche d'odio e di violenza, Carlo Berini aveva iniziato a preparare un esposto contro gli autori, che su Facebook non avevano nascosto la loro identità: "Ma noi non vogliamo un'azione legale a tutti i costi – spiega – e se arrivassero le scuse da parte degli autori a noi potrebbe bastare. Sarebbe un segnale forte di ravvedimento. Un modo per far capire che certe parole hanno provocato un dolore enorme a un popolo che nei campi di concentramento c'è stato per davvero, subendo violenze e discriminazioni di ogni tipo, compresa la cremazione nei forni dei nazisti".

Ovvio che se, entro un paio di giorni, quelle scuse non dovessero arrivare allora la Comunità sinta di Mantova procederà per vie legali e denuncerà gli autori per istigazione all'odio razziale. Berini, dopo aver letto quelle frasi, le aveva salvate e postate sulla pagina Facebook di Sucar Drom: "Ho salvato anche gli ip dei computer da cui quelle offese sono partite", precisa. di Emanuele Salvato

venerdì 14 marzo 2014

Giornata contro il razzismo, colora la tua casa e la tua città di arancione

Il 21 marzo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro il Razzismo, indetta dalle Nazioni Unite in ricordo del massacro di Sharpeville del 1960, la giornata più sanguinosa dell’apartheid in Sudafrica: durante una pacifica manifestazione di protesta contro l’introduzione dell’Urban Areas Act, ovvero il provvedimento che imponeva ai cittadini neri di esibire uno speciale permesso nelle aree riservate ai bianchi, la polizia sudafricana aprì il fuoco sulla folla dei dimostranti, uccidendo 69 persone. Il comportamento della polizia venne denunciato da una speciale commissione d’inchiesta come eccessivo impiego della forza contro una folla disarmata e l'operato del Governo sudafricano venne ufficialmente condannato dalle Nazioni Unite. Per celebrare la Giornata Mondiale contro il Razzismo, I’UNAR organizzerà dal 17 al 23 marzo la X edizione della "Settimana di azione contro il razzismo".

L’iniziativa prevede il lancio di una campagna di sensibilizzazione, di informazione e di approfondimento all’insegna dello slogan “Se chiudi con il razzismo ti si apre un mondo“, con I’obiettivo di diffondere ed accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell’opinione pubblica e, in particolare, fra i giovani. Durante la Settimana sono previste iniziative nel mondo della scuola, delle università, dello sport, e della cultura con l’obiettivo di coinvolgere l’intera opinione pubblica e di sostenere e promuovere la ricchezza derivante da una società multietnica e multiculturale.


A tal proposito, in occasione del decennale, I’UNAR chiede a tutti i Comuni, alle scuole, ai cittadini, un semplice gesto da compiere durante il 21 marzo, la Giornata Mondiale contro il razzismo, che testimoni l’adesione alla campagna, ovvero colorare di arancione (colore dell’UNAR e, da quest’anno, della campagna) la propria città. Chi lo vorrà potrà indossare un capo di abbigliamento o appendere un lenzuolo alla finestra di colore arancione. I Comuni, ad esempio, potranno utilizzare lampadine arancioni per i lampioni delle piazze principali della città, illuminare così i monumenti più importanti, esporre una bandiera sul Palazzo comunale o portare avanti qualsiasi altra iniziativa, sempre all’insegna del colore arancione.

lunedì 9 settembre 2013

Mantova, il Ministro Kyenge insieme a Lilian Thuran

Il Ministro Kyenge a Mantova insieme a Lilian Thuran per inaugurare la nuova sede di Articolo 3 Osservatorio sulle discriminazioni. Il mondo che vogliamo non è la politica del couscous, il cambiamento c’è già ma non tutti hanno capito. La riforma della cittadinanza? Chiesta da sinistra e destra. 

Al riparo da telecamere e taccuini, mentre tutti gli altri agguantano sedie e stringono mani, il gigante dal piede d’oro sorride alla scorta, si avvicina alla piccola donna impettita nel tailleur blu, l’abbraccia e le parla sottovoce, come fosse un segreto tra vecchi amici: «Guardi che c’è tanta gente dalla sua parte, ed è la maggioranza. Italiani e stranieri. Tutti. Tante persone sono con lei. Deve essere forte e andare avanti».

È la prima volta che s’incontrano, Lilian Thuran, ex difensore bianconero e ambasciatore Unicef, e il ministro Cecile Kyenge, ieri a Mantova invitata da Articolo 3 all’incontro su “Cittadinanza umana e italianità: la comunità culturale e il dibattito sullo ius soli”. Un uomo i cui muscoli non soffocano i neuroni e una donna che ha dovuto gonfiare il petto e fortificare le spalle appena nominata ministro per l’integrazione.

venerdì 26 luglio 2013

Italia, al via il Piano Nazionale Antirazzismo

L'UNAR organizza martedì 30 luglio il Primo Meeting del Gruppo Nazionale di Lavoro per l’elaborazione del Piano Nazionale Antirazzismo. Ne fanno parte le associazioni, tra cui la Sucar Drom e la Federazione Rom e Sinti Insieme, che hanno aderito alla manifestazione d'interesse lanciata alcuni mesi fa. L'obiettivo è l'approvazione del 1° Piano nazionale contro il razzismo in Italia.

Il Ministro Cécile Kashetu Kyenge ritiene che “al Paese deve giungere un segnale forte ed univoco che sul razzismo non sono ammesse indulgenze o tentennamenti”. E aggiunge: “è fondamentale che il cammino verso l’approvazione del Piano Nazionale sia percorso, fin dall'inizio, insieme e che sia espressione del ricco e articolato patrimonio di competenze ed esperienze prodotte distituzioni, associazioni e società civile”.

lunedì 22 luglio 2013

Cervello e razzismo

Quanti hanno coraggio di definirsi razzisti? Eppure, anche se non ci riteniamo tali, ricerche recenti basate sul neuroimaging hanno mostrato che di fronte a fotografie di persone appartenenti a gruppi etnici diversi nel cervello di individui bianchi si attiva fortemente l'amigdala, una struttura cerebrale notoriamente collegata all'emozione della paura.

Queste e altre conoscenze sono il risultato delle ricerche di Elisabeth Phelps (in foto), una neuroscienziata della New York University, che il 19 luglio alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste ha tenuto una conferenza aperta al pubblico dal titolo ''Neuroscience of Racism''. Ai lavori era presente Cecile Kyenge, il ministro all'Integrazione.

venerdì 19 luglio 2013

Razzismo in rete

“Stiamo studiando nuovi strumenti legislativi per prevenire e reprimere l'istigazione all'odio razziale anche su internet e i social network” questo il tweet del ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge il 18 luglio che ha scatenato immediatamente le proteste di chi paventa la limitazione di libertà di pensiero.

Era già successo alcune settimane fa con la presidente della Camera Laura Boldrini e aveva fatto discutere la sua proposta di sanzionare gli insulti alle donne e agli attacchi di tipo sessista. Ieri ha rilanciato la proposta il Ministro Kyenge che suo malgrado è diventata il bersaglio preferito di tutti gli attacchi razzisti e sessisti in Italia.

Il problema dell'incitamento all'odio e alla violenza razzista su internet e in particolare sui social network è evidente e non c'è bisogno di studi particolari. Basta farsi un profilo Facebbok o Twitter e fare una ricerca nei post o nei tweet pubblici con queste parole “rom”, “immigrati”, “Kyenge”, i risultati fanno inorridire qualsiasi persona di buon senso.

Il problema della riservatezza e della non censura è altrettanto evidente perchè abolendo l'anonimato in rete si andrebbe, come scrive il Corriere della Sera, a minare: “uno dei dei principi fondamentali della rete. E cioè, la libertà. Come dire che per punire un gruppo di scalmanati si va a colpire la libertà di tutti.”

Come uscirne?

venerdì 31 maggio 2013

Bologna, gli Azzurri contro il razzismo

La FIGC ha deciso di dedicare la prossima gara della Nazionale di calcio, Italia-San Marino, in programma questa sera allo stadio Dall’Ara di Bologna al tema del contrasto al razzismo chiedendo all’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità, di collaborare alla realizzazione delle attività di sensibilizzazione e di promozione della parità di trattamento rivolte ai più giovani e alle famiglie previste durante l’intera giornata e all’inizio della partita.

Dopo l’iniziativa congiunta portata avanti lo scorso marzo durante l’ultima Settimana di azione contro il razzismo - allorché l’UNAR accompagnò un gruppo di ragazzi stranieri e rifugiati al ritiro della Nazionale a Coverciano - sarà la prima occasione di collaborazione fra UNAR e FIGC, in vista di un accordo che porterà l’UNAR ad entrare stabilmente nel Programma Vivo Azzurro, la campagna di sensibilizzazione al tifo “giusto” e di responsabilità sociale della FIGC, che accompagna con le sue iniziative tutte le partite della Nazionale di Prandelli. In questa occasione l’Unar e la Figc distribuiranno sugli spalti 30.000 fotografie di 3 calciatori simbolo della Nazionale di calcio. Il retro delle fotografie sarà completamente colorato di rosso e riporterà lo slogan “Mai più razzismo”.

martedì 14 maggio 2013

Mahalla, razzismo e antirazzismo... ma poi mi sono perso!

Leggevo un articolo di Valeriu Nicolae (interessante come sempre, purtroppo non ho tempo per tradurlo). Tra la situazione rumena e quella italiana ci sono naturalmente grosse differenze, ma anche similitudini, che vale la pena di approfondire.
 
Il pezzo inizia così: "Ritengo che l'effetto più perverso del razzismo non sia la disumanizzazione né la violenza (entrambe sono difatti punite dalle leggi di molti paesi), ma l'abbandono collettivo, a volte parziale e altre completo, delle nostre auto-percepite (superiori alla media) moralità ed etica in favore del pregiudizio..."
 
Pezzo interessante, dicevo, e da qua vorrei partire per ulteriori ragionamenti. Quello che noi "gagé antirazzisti" abbiamo sempre denunciato è il razzismo che percepiamo nel nostro intorno, il motivo della denuncia può essere morale, solidale, politico... fa parte comunque dei nostri codici.

giovedì 2 maggio 2013

Razzismo, Josefa Idem: solidarietà alla collega Kyenge

“In qualità di neo Ministra per le pari opportunità, ma soprattutto come donna, desidero confermare la mia forte solidarietà alla collega Cecile Kyenge per i vili epiteti razzisti che le sono stati rivolti sulla rete in alcuni siti web” cosi la Ministra Idem (in foto) commenta l’episodio di razzismo che ha riguardato la collega di Governo.

“Ho già dato mandato all’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazione del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, che ha prontamente avviato una istruttoria sulla fattispecie che costituisce un reato ai sensi della legge Macino per la istigazione all'odio razziale ed ha chiesto subito alla Polizia postale la rimozione dal Web delle espressioni razziste che nulla hanno a che vedere con la libera espressione del pensiero”.