mercoledì 13 giugno 2018

Svizzera, Berna: i rom non sono una minoranza

La Confederazione Svizzera ha annunciato di aver rifiutato la richiesta delle associazioni rom elvetiche di riconoscimento dello statuto di minoranza per le persone che si dichiarano appartenenti a questo gruppo secondo la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze. Uno statuto accordato invece nel 1988 agli yénisch e ai sinti. Eppure i rom sono circa 80mila in Svizzera, molti dei quali naturalizzati.


I Rom svizzeri, secondo una nota del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), non soddisfano infatti tutti i criteri - cumulativi - sanciti dalla dichiarazione interpretativa emanata dalla Svizzera contestualmente alla ratifica (nel 1998) della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa per la protezione delle minoranze nazionali, ovvero: la nazionalità svizzera, la volontà di preservare insieme l'identità comune e la presenza di legami antiche con il nostro Paese.

Ne è convinto il Consiglio federale, secondo il quale tuttavia i rom sono parte integrante della società svizzera e vanno protetti da razzismo e discriminazione. La decisione del 1 giugno scorso è stata adottata in risposta ad una richiesta di due organizzazioni rom elvetiche.

Senatrice Segre: no alle leggi speciali contro sinti e rom

Pubblichiamo il testo integrale dell'intervento della Senatrice Liliana Segre, una tra le poche "ancora in vita" a portare sul braccio "il numero di Auschwitz", che durante il dibattito sulla fiducia al governo Conte ha lanciato un monito al Governo e in particolare modo al neo Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, contro progetti di leggi speciali che possano colpire le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom: «Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano».

Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, prendendo la parola per la prima volta in quest’Aula non possa fare a meno di rivolgere innanzitutto un ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha deciso di ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938 facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz.

Porta sul braccio il numero di Auschwitz e ha il compito non solo di ricordare, ma anche di dare, in qualche modo, la parola a coloro che ottant’anni or sono non la ebbero; a quelle migliaia di italiani, 40.000 circa, appartenenti alla piccola minoranza ebraica, che subirono l’umiliazione di essere espulsi dalle scuole, dalle professioni, dalla società, quella persecuzione che preparò la Shoah italiana del 1943-1945, che purtroppo fu un crimine anche italiano, del fascismo italiano.

martedì 5 giugno 2018

Bulgaria, sostieni #MusicForNadezhda

Nel ghetto di Silven, una città della Bulgaria orientale dove un terzo degli abitanti appartengono alla minoranza linguistica rom, il musicista Angel Tichaliev dirige una scuola di musica completamente autogestita dagli abitanti. La scuola è oggi sostenuta dal progetto SVE/Erasmus+ a cui partecipa il musicista Mario Zambrini, un caro amico di Sucar Drom.

Qualche giorno fa Mario, insieme alla musicista Paula Fernandez, ci ha scritto per chiedere un aiuto concreto per la scuola perché le risorse della scuola sono molto limitate e i bambini imparano a suonare su strumenti inutilizzabili, molto vecchi e spesso danneggiati.

Scrivono Mario e Paula
Abbiamo deciso di aiutarli perché anche noi siamo musicisti e crediamo nel potere della musica e dell’educazione come strumenti per abbattere le barriere del pregiudizio. Per questo motivo stiamo contattando scuole, aziende e organizzazioni in tutta Europa per cercare supporto, sponsorizzazioni o donazioni di strumenti inutilizzati. Qualsiasi contributo sarebbe prezioso per noi al fine di divulgare la nostra iniziativa e portarla a compimento con la donazione di strumenti alla scuola di musica del ghetto.

Potete aiutare i musicisti Angel Tichaliev, Mario Zambrini e Paula Fernandez aderendo alla campagna di crowdfunding. Potete prendere contatto inviando una e-mail e fornendo direttamente un contributo per l'acquisto di strumenti musicali. E infine potete diffondere alle ed ai vostri amici questa notizia, condividendo la loro pagina Facebook e il loro sito web.

venerdì 25 maggio 2018

Fabrizio Casavola ha lasciato un grande vuoto


Ciao Fabrizio, oggi è l'anniversario della tua scomparsa. 

Ho riletto alcuni articoli su Mahalla, ho riguardato quello che avevi pubblicato sul tuo profilo YouTube e ho scelto di postare questo video perché mi sono commosso nel sentirti spiegare cosa è Mahalla e cosa era via Idro, dove hai iniziato la tua attività giornalistica. 

In questi quattro anni sia io che tutta Sucar Drom abbiamo sentito sempre più forte il vuoto che hai lasciato nei nostri cuori e nel lavoro che hai svolto di informazione sulla realtà vissuta dalle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta. 

Grazie Fabrizio per tutto quello che ci hai donato.

giovedì 17 maggio 2018

Salvini e Di Maio vogliono perseguitare i sinti e i rom

Le indiscrezioni giornalistiche sul contenuto del noto Contratto di Governo tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle esplicitano in maniera inequivocabile la volontà di perseguitare le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom che vivono in stato di povertà, ma non solo perché anche chi non è povero rischia di essere colpito dalla furia razzista del prossimo Governo italiano.

In fotografia il testo contenuto nella bozza pubblicata il 15 maggio da Huffington Post che prevede la chiusura dei cosiddetti “campi nomadi” irregolari. Oggi la notizia è che saranno chiusi anche quelli regolari. Secondo Il Giornale: Nella prima bozza del contratto di governo tra Lega e M5S solo la chiusura dei campi "irregolari". Oggi la lega avrebbe inserito il pugno duro anche a quelli regolari.

Scrive sempre Il Giornale: Matteo Salvini ha fatto della ruspa contro i nomadi il suo paradigma politico (e di possibile governo). Chi sono i “nomadi”? Un'invenzione razzista che colpisce le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom. Una ruspa contro dei cittadini, questo è il paradigma politico del prossimo Governo italiano.

martedì 24 aprile 2018

Liberazione, partigiani sinti e rom

In tutta l'Europa le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom parteciparono alla Resistenza per la Liberazione dal fascismo e dal nazismo. In Italia, dopo l'8 settembre del 1943, sinti e rom fuggirono dai campi di concentramento dove erano rinchiusi dal settembre 1940. Molti vennero rastrellati dai fascisti e dai nazisti ed inviati nei campi di sterminio, ma alcuni riuscirono a nascondersi e a partecipare alla lotta partigiana anche a costo della propria vita. Questo pezzo di storia italiana è misconosciuta anche per il disinteresse dimostrato in questi anni dall'ANPI e dagli Istituti di Storia.

Nell'autunno del 1943 nel Nord Italia le famiglie sinte e rom scappano dai campi di concentramento e si nascondono. Ma alcuni lasciano le famiglie e si uniscono ai partigiani per combattere e sconfiggere i fascisti e i nazisti. Altri aiutano da patrioti le formazioni partigiane.

La ricerca sul ruolo svolto dalle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom è ancora lontana dall'offrire un quadro completo sull'impegno in particolare dei sinti per la sconfitta del fascismo e del nazismo. Ecco l'elenco aggiornato delle persone che parteciparono alla Liberazione

martedì 17 aprile 2018

Lanciano (CH): Rendi Tuo il Monumento alla Memoria

L'associazione Thèm Romano, guidata da Santino Spinelli, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per la realizzazione e la posa del Monumento al Samudaripen, “tutti morti” in romanès, per ricordare il tentativo di genocidio subito dalle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom in Italia e in Germania durante il fascismo e il nazismo.

Il monumento sarà realizzato in pietra della maiella dallo scultore abruzzese Antonio Santeusanio vedrà la sua inaugurazione il 5 ottobre 2018 presso il “Parco delle Memorie” nell’ambito delle celebrazioni in onore dei Martiri Ottobrini. Un monumento – che sia fatto di bit o di pietra – viene creato da una comunità per trasmettere alle generazioni successive un messaggio che ritiene vitale, sottolineandone il valore attraverso una imponenza e qualità artistica tale da emozionare chi lo veda e imprimersi indelebilmente nella sua memoria.

domenica 8 aprile 2018

47° Giornata dei rom e dei sinti

L’8 Aprile di ogni anno ricorre la Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. La data ricorda il primo congresso internazionale organizzato a Londra l’8 Aprile del 1971. Nell’occasione furono scelti la bandiera - una ruota con diciannove raggi per significare le molteplici minoranze su campo azzurro per il cielo e verde per la terra - e l’inno “Dijelem Dijelem”, composto, dal musicista Jarko Jovanović, che scrisse il testo adattandolo ad una melodia tradizionale. Nel brano sono presenti riferimenti al Porrajmos.

L'anno scorso, in occasione del quarantaseiesimo della giornata, ripubblicammo un testo di Gustavo Zagrebelsky la via dell'interazione che si interrogava su come affrontare la sfida della convivenza tra differenti culture, ovvero come superare le politiche fallimentari della separazione (campi nomadi) e dell'integrazione (universalismo). 

Tema, la convivenza tra culture, molto dibattuto in questi mesi anche nell'associazionismo e tra i ricercatori universitari che si dividono tra l'etnicizzazione e l'universalismo. Erano da più di dieci anni che questo dibattito era sopito dopo la dissoluzione dell'Opera Nomadi nazionale e alla nascita dell'associazionismo sinto e rom, grazie al documento mantovano NOVE TESI per l'Assemblea Nazionale dell'Opera Nomadi costruito attorno ai concetti di partecipazione, interazione e mediazione.

mercoledì 21 marzo 2018

Pescara, presentato il progetto “Romanipè 2.0”

Partirà a Pescara il corso per “Esperto di sviluppo delle comunità”: agevolare lo sviluppo interculturale, sensibilizzare la società civile e abbattere gli stereotipi e i pregiudizi contro le comunità romanès, sono questi gli obiettivi del progetto “Romanipè 2.0” che ha preso il via ufficialmente in questi giorni.

Si tratta di un’iniziativa promossa dalla Fondazione Romanì Italia, in collaborazione con la cooperativa Social Hub, la testata giornalistica online Felicità Pubblica e l’agenzia di formazione Talent Training e finanziata dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar).

A presentare l’iniziativa è il presidente della Fondazione, Nazzareno Guarnieri. «Con il progetto Romanipè 2.0 avvieremo un’innovativa campagna di comunicazione socio-culturale e un corso di formazione professionale», dichiara. «Realizziamo questa iniziativa con la collaborazione di un partenariato molto qualificato sia nella formazione, sia nella comunicazione, e questa sinergia tra specifiche competenze permetterà alla nostra visione politica strategica di fare un importante passo avanti e quindi sviluppare un modello di sviluppo degli interventi per le comunità romanès, diverso dal passato e basato su processi, anziché prestazioni».

mercoledì 14 marzo 2018

Pescara, il 1° Congresso “Romane Peja – Donne Insieme”

Giulia Di Rocco, Presidente dell'Associazione Culturale Amici di Zefferino, in occasione della Giornata mondiale della donna, organizza a Pescara il 1° Congresso “Romane Peja – Donne Insieme” dedicato alle donne rom per il pomeriggio del giorno 17 marzo 2018 (dalle ore 15 alle 20) presso la sala Figlia di Iorio della Provincia di Pescara.

L’idea di realizzare questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che le donne, le romnià, sono doppiamente discriminate: una volta in quanto donne e una volta in quanto rom.

Siamo consapevoli che in Italia il peso della famiglia e dei figli ricade sulle donne e le romnià non fanno eccezione. Purtroppo, ancora oggi, esse si trovano spesso in una situazione circolare di bisogno e di impossibilità di uscire da certi schemi di vita e di lavoro.

La nostra Associazione vuole mostrare degli esempi positivi di integrazione senza assimilazione. Ci sono romnià che sono mogli, madri e lavoratrici perfettamente inserite nel mondo del lavoro e nella società pur restando se stesse.

Verranno invitate donne rom che porteranno la loro testimonianza, sarà un momento culturale durante il quale verranno mostrati gli aspetti positivi della cultura romanì, una esposizione fotografica dedicata alle donne rom nel mondo ed una esposizione di abbigliamento tipico su manichini e sfilata di moda romani

Per informazioni scrivere a diroccogiulia81@gmail.com e amicidizefferino@gmail.com o telefonare 392 3577386

venerdì 2 marzo 2018

4 Marzo, sinti e rom al voto

Domenica si vota in tutta l'Italia per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato. In Lombardia e nel Lazio si vota per rinnovare i Consigli regionali ed eleggere i nuovi presidenti. La campagna elettorale appena conclusa è stata molto violenta e alcuni partiti e uomini politici hanno alimentato il rancore e l'odio. Il candidato del centro-destra in Lombardia, Attilio Fontana, è arrivato a dichiarare la volontà di "difendere la razza bianca".

Molte volte abbiamo sentito in televisione o letto sui giornali "prima gli italiani". Questa affermazione è un'istigazione al razzismo. Porterà a discriminazioni e molestie per chi è immigrato, ma colpirà anche tutte le italiane e gli italiani con un colore della pelle più scuro o se riconosciuti come appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom.

Nessun sinto o rom è stato candidato. Nessun partito politico ha nel programma il riconoscimento dello status di minoranza per noi sinti e rom. Nessun leader politico ha parlato del riconoscimento del Porrajmos e nessuno ha parlato di valorizzare le nostre espressioni artistiche e culturali.

Abbiamo sentito e letto tante promesse, ma la realtà dopo le elezioni sarà completamente diversa. Noi sinti e rom continueremo ad essere discriminati ed è possibile che questo avvenga con maggiore violenza.

Per tali ragioni chiediamo a tutte e tutti di valutare con estrema attenzione i programmi ed i discorsi dei politici. Confrontatevi in queste ore con le associazioni e con i leader sinti e rom presenti nella vostra città, provincia o regione.

Votate pensando al bene vostro, dei vostri figli e di tutti i sinti e rom d'Italia, in particolare per quelli più in difficoltà. Non lasciamo soli i tini sinti e rom.


giovedì 22 febbraio 2018

Brescia, DOSTA! DOVAL RAZZISMO!!

La Comunità sinta e rom bresciana invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione DOSTA! DOVAL RAZZISMO!! a Brescia sabato 24 febbraio dalle ore 14.30 in Piazza Loggia per reagire ai gravissimi attentati successi in via Orzinuovi 108 alle prime ore del 12 febbraio con l’incendio di quattro automobili ed il tentato incendio di alcuni furgoni, e il giorno prima, 11 febbraio in via Gatti con il lancio di bombe carta dentro e fuori dalle casette prefabbricate abitate da persone sfrattate per morosità incolpevole.

La manifestazione è organizzata in collaborazione con l'Associazione Sinti italiani di Brescia, l'Associazione Sucar Drom, la Comunità sinta mantovana, l'Istituto di Cultura Sinta, l'Associazione Nevo Drom, l'Associazione Sinti nel mondo, l'Associazione New Romalen, l'Associazione Sinti italiani di Prato, l'Associazione UPRE ROMA, l'Associazione Thém Romanò, l'Associazione Romà Onlus, l'Associazione Sinti italiani di Rimini, l'Associazione Rom in Progress, l'Associazione FutuRom, l'Associazione Stay Human, l'Associazione Rowni Onlus, la Cooperativa Romano Drom, l'Accademia d'Arte Romanì, l'Associaizone I Rom per il Futuro, l'Associazione Sinti italiani di Vicenza, il Museo del Viaggio Fabrizio De André, l'Associazione Liberi, l'Associazione Amici di Zeffirino, la Federazione FederArte Rom, l'Alleanza Romanì e la Federazione Rom e Sinti Insieme.

Dopo la paura e l'angoscia delle prime ore, oggi è il momento della reazione ai due atti di violenza. I due attentati ha un chiaro mandante: il razzismo. Negli ultimi anni siamo stati vittime, a livello locale e nazionale, di attacchi verbali da parte di politici e giornalisti. Alcune trasmissioni televisive nazionali hanno veicolato pregiudizi, paura e xenofobia. In queste settimane sta montando con sempre maggiore violenza il linguaggio politico che incinta all'odio e questo porta inevitabilmente alla violenza.

La Comunità sinta e rom bresciana ha chiesto un incontro per sabato pomeriggiocon il Sindaco e con il Prefetto.

Aderiscono alla manifestazione Associazione Diritti per Tutti, CSA Magazzino 47, Centro sociale "28 maggio", Donne e uomini contro le guerre, Potere al Popolo!, Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, Eurostop

lunedì 12 febbraio 2018

Brescia, terrorismo razzista contro la Comunità sinta


La scorsa notte la Comunità sinta di Brescia ha subito un gravissimo atto razzista che si iscrive nel clima di intolleranza e violenza che cresce nel Paese. Quattro auto sono state date alle fiamme in via Orzinuovi 108, dove vivono diverse famiglie appartenenti alla minoranza sinta. I Vigili del Fuoco sono intervenuti immediatamente e hanno scongiurato il propagarsi delle fiamme. Paura e angoscia tra le famiglie residenti. La Comunità sinta bresciana e le associazioni rom e sinte italiane lanciano un appello a tutte le forze democratiche ad una risposta ferma contro il razzismo.

Alle prime ore dell'alba abbiamo subito un gravissimo atto intimidatorio. Alcune persone nel buio della notte hanno cercato di dare fuoco alle nostre auto e camion, parcheggiate a ridosso delle abitazioni in via Orzinuovi. Quattro auto sono andate a fuoco, ma molti innesti incendiari non hanno per fortuna funzionato. Ringraziamo i Vigili del Fuoco che sono intervenuti immediatamente e hanno scongiurato il propagarsi delle fiamme.

In questi momenti la paura e l'angoscia sono le emozioni prevalenti. Mai fino ad oggi avevamo subito un attacco di tale violenza che si iscrive nel clima di intolleranza e violenza che cresce nel Paese. Un clima di cui noi sinti e rom conosciamo bene gli effetti.

L'atto intimidatorio ha un chiaro mandante: il razzismo. Negli ultimi anni siamo stati vittime, a livello locale e nazionale, di attacchi verbali da parte di politici e giornalisti. Alcune trasmissioni televisive nazionali hanno veicolato pregiudizi, paura e xenofobia. In queste settimane sta montando con sempre maggiore violenza il linguaggio politico che incinta all'odio e questo porta inevitabilmente alla violenza.

La violenza di cui siamo stai vittime è stata organizzata e pianificata da un gruppo di persone. Non un lupo solitario, ma il sodalizio criminale di più persone. Un salto di qualità nella strategia dell'odio che impone alle Istituzioni l'assunzione di severe misure non più derogabili.

Ringraziamo l’assessore del Comune di Brescia, Marco Fenaroli, per la solidarietà e le garanzie di tutela portate alla comunità colpita. Chiediamo al Signor Prefetto di Brescia l'immediata convocazione del Comitato per l'ordine e la sicurezza per la presa di misure a protezione delle nostre famiglie e per arrestare i colpevoli.

Insieme a tutte le associazioni sinte e rom italiane facciamo appello a tutte le forze democratiche di Brescia e del Paese affinché vi sia una risposta ferma contro il razzismo e la violenza.

La Comunità sinta bresciana con
Sinti italiani di Brescia, Comunità sinta mantovana, Associazione Sucar Drom, Istituto di cultura sinta, associazione Nevo Drom, Sinti nel mondo, Sinti italiani di Vicenza, Sinti italiani di Prato, Associazione UPRE ROMA, Associazione Them Romanò, Associazione Roma onlus, Accademia d’arte romanì, Associazione FuturArteRom, Associazione Django Reinhardt, Associazione Romano Glaso, Cooperativa Romano Drom, Museo del viaggio Fabrizio de Andrè, Associazione Stay Human, Associazione Liberi, Associazione Amici di Zeffirino, Associazione New Romalen, Federazione Rom e Sinti insieme, Federazione FederArte Rom

sabato 10 febbraio 2018

Roma, la presentazione dell’Istituto Europeo di Arte e Cultura Rom - ERIAC

Mercoledì 14 Febbraio, dalle ore 10 alle 18, presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri, in via Santa Maria in Via, 37, avrà luogo la presentazione in Italia dell’Istituto Europeo di Arte e Cultura Rom (ERIAC). Inaugurato l’8 giugno 2017 a Berlino, fondato dal Consiglio d’Europa, dall’Open Society Foundations e da Alliance for European Roma Institute for Arts and Culture, costituisce il primo Istituto europeo di cultura rom.

L’iniziativa è promossa da ERIAC, dal Consiglio d’Europa, dal Programma Internazionale Culturale del Ministero degli affari esteri della Repubblica Federale Tedesca, da Open society Foundartions, da Alliance for ERIAC in collaborazione con l’Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziale (UNAR) e l’associazione Upre Roma.

Interverranno, oltre agli esponenti dell’associazionismo rom e sinto, Timea Junghaus, direttrice di ERIAC, Luisella Pavan - Woolfe, rappresentante del Consiglio d’Europa in Italia, gli onorevoli Giovanna Martelli ed Emanuele Fiano, rappresentanti delle comunità locali dal presidente della regione Puglia, Michele Emiliano, al vicesindaco di Prato, Simone Faggi, Giovanna Boda, capo dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, giornalisti con la partecipazione del presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti, docenti universitari e l’artista Moni Ovadia.

sabato 20 gennaio 2018

Rom e sinti al Viaggio della Memoria

Il Miur organizza ogni anno, in collaborazione con l’Ucei e con la Fondazione museo della Shoah un viaggio istituzionale in Polonia e nel campo di Auschwitz-Birkenau. Al viaggio partecipano un centinaio di studenti delle scuole secondarie, il ministro dell’istruzione e altri membri del governo italiano. Quest'anno per la prima volta sono stati invitati una trentina di leader sinti e rom, partiranno domani mattina per Cracovia.

Un anno fa mi interrogavo sul valore de Il Giorno della Memoria  per le Comunità sinte e rom ed oggi una piccola risposta viene data dal Governo italiano che ha invitato le ed i leader della minoranza linguistica a partecipare al Viaggio della Memoria. Per la Sucar Drom partiranno Fabio Suffré e Narciso "Roberto" Torsi, mentre per l'Istituto di Cultura Sinta partiranno Bernardino "Moliù" Torsi e Francesco "Remi" Argentini. In tutti questi anni, diciassette da quando è stata varata la Legge 211/2000, mai il Governo italiano si era speso in modo tale per far partecipare i rappresentanti della Comunità sinte e rom italiane alle iniziative per il 27 gennaio.

lunedì 15 gennaio 2018

I rom bulgari in Italia

Vi proponiamo il video in cui l’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, professore emerito di antropologia all'Università La Sapienza di Roma, parla della ricerca sui rom bulgari dal titolo Una migrazione silenziosa, di Maria Rosaria Chirico, pubblicata dalla Fondazione Migrantes.


L'opera, " ponte tra silenzio e comunicazione" , è frutto di un dialogo intenso ed appassionato con donne e uomini di cultura romanì, protagonisti di una migrazione silenziosa i quali affrontano con coraggio e creatività le sfide della vita.

Punto focale dell'indagine non è il fenomeno, quanto le persone con particolare attenzione alle loro storie ed al loro vissuto, alle emozioni e alla loro voglia di farcela a tutti i costi. Un vero e proprio reportage nell'universo romanì nel quale si affrontano temi quali la cittadinanza, lo sfruttamento lavorativo, l'amicizia, la solidarietà, la religiosità, legati tutti dalla speranza.

sabato 9 dicembre 2017

Fondazione Romanì, la parola «povertà» non basta a spiegare ogni problema

Nel dibattito che si sta svolgendo sull'approccio che le politiche pubbliche dovrebbero attuare nei confronti delle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom che vivono in stato di povertà, in maggioranza nei cosiddetti “campi nomadi” entra la Fondazione Romanì Italia, guidata da Nazzareno Guarnieri, con una replica al post di Carlo Stasolla firmata insieme al prof. Giovanni Agresti.

L’articolo di Carlo Stasolla pubblicato su Il Fatto quotidiano del 5 dicembre 2017 «Rom, una parola non basta a definire 22 comunità diverse» ha due meriti fondamentali: 1) mette in guardia contro chi sfrutta la questione rom per trarre vantaggi economici; 2) informa un pubblico verosimilmente vasto e non specializzato circa l’indubbia complessità del mondo rom e – aspetto spesso ignorato dai più – il suo antico insediamento in Italia (XIV secolo).

La disinformazione prepara il terreno al pregiudizio e alle scorciatoie del pensiero, come quando – aggiungiamo noi – viene posta dall’opinione pubblica la (frequente e molto discutibile) equivalenza tra “rom” e “romeni” o tra “rom” e “nomadi”. Sappiamo quanto le generalizzazioni siano, in qualsiasi contesto, delle mortificazioni, spesso esiziali, della realtà, e come, nello specifico contesto della comunità romanì, contribuiscano a compromettere il già difficile dialogo sociale.

Detto questo, frammentando la minoranza romanì in «107 condizioni socio-culturali differenti» ed enfatizzando la diversità di «dialetti, religioni, tradizioni», Stasolla finisce per cadere nell’eccesso opposto, aprendo da un canto la via ad altre forme di pregiudizio in merito alla possibilità stessa di ammettere l’esistenza, in Italia, di una comunità romanì dotata di una cultura e di una lingua sufficientemente unitarie; e, dall’altro, depotenziando legittime rivendicazioni di ordine culturale, già molto osteggiate dalla nostra classe dirigente.