Sessantanove anni fa, il 16 maggio
1944, il nuovo Comandante, Josef Kramer, di Auschwitz II da l'ordine
di liquidare il Familienzigeunerlager, il “campo per famiglie
zingare”. Il 16 maggio 1944 erano più di 4.500 i sinti e rom
ancora vivi a Birkenau e succede qualcosa di inaspettato: una
ribellione.
Avvertiti qualche ora prima i sinti e rom organizzano una
rivolta che coglie di sorpresa le SS. Uomini, donne e bambini
“armati” con bastoni e sassi si gettano sulle SS che arretrano
sconcertate dalla prima ed unica rivolta in un campo di sterminio.
Sorprese e confuse le SS sono costrette ad arrendersi.
Nei mesi successivi le persone più
forti vengono inviate in altri campi di sterminio, in particolare a
Buchenwald. Nel mese di luglio 1944 rimangono 2.897 persone nel
Familienzigeunerlager di Birkenau formato da 32 baracche, due blocchi
cucina e quattro blocchi bagni. La notte del 2 agosto 1944 le SS
entrano in forze nel Familienzigeunerlager e portano allo sterminio i
sinti e rom sopravvissuti.
Ad Auschwitz-Birkenau vengono internati
circa 23.0000, non solo tedeschi, ma anche provenienti dai Paesi
occupati, anche se quelli “registrati” nel Lager sono 20.982
(10.094 uomini e 10.888 donne e bambini fino a 14 anni). Il 27
gennaio 1945, quando l'Armata Rossa libera il campo, rispondo
all'appello: 4 uomini e 10 bambini sopravvissuti agli esperimenti di
Josef Mengele.