martedì 27 gennaio 2015

Porrajmos


Il Porrajmos in Italia indica la persecuzione subita dalle minoranze linguistiche sinte e rom durante il fascismo. Gli studi su questa pagina di storia italiana risalgono appena all’ultimo decennio ed il progetto Memors è la prima ricerca organica su questa tematica.

A partire dagli Anni Venti, la politica fascista si è progressivamente radicalizzata delineando quattro periodi di riferimento:
- 1922-1938: i respingimenti e l’allontanamento forzato di rom e sinti stranieri (o presunti tali) dal territorio italiano;
- 1938-1940: gli ordini di pulizia etnica ai danni di tutti i sinti e rom presenti nelle regioni di confine ed il loro confino in Sardegna;
- 1940-1943: l’ordine di arresto di tutti i rom e sinti (di cittadinanza straniera o italiana) e la creazione di specifici campi di concentramento fascisti a loro riservati sul territorio italiano;
- 1943-1945: l’arresto di sinti e rom (di cittadinanza straniera o italiana) da parte della Repubblica Sociale Italiana e la deportazione verso i campi di concentramento nazisti.

L’intero percorso verso la persecuzione di rom e sinti in Italia è stato supportato dagli studi di docenti universitari, tra i quali Guido Landra, che elaborarono e diffusero i concetti relativi alla pericolosità razziale di queste minoranze linguistiche.

lunedì 26 gennaio 2015

Porrajmos, Il Giorno della Memoria 2015 a Mantova

Il Giorno della Memoria 2015 vedrà le Comunità sinte e rom mantovane, insieme all'Istituto di Cultura Sinta e all'Associazione Sucar Drom, protagoniste in due appuntamenti a Mantova, a partire dal 27 gennaio con la commemorazione ufficiale del Porrajmos. Per conoscere tutte le iniziative in Provincia di Mantova è attivo da quest'anno il sito implementato dalla Provincia di Mantova.

PORRAJMOS
Commemorazione della persecuzione razziale dei sinti e dei rom in Italia
27 gennaio 2015, ore 10.00
Binario 1, Stazione Ferroviaria di Mantova, Piazza Don Leoni
Le Comunità sinte e rom mantovane invitano le Istituzioni e la cittadinanza tutta a partecipare alla commemorazione del Porrajmos (divoramento) che portò all'internamento e allo sterminio la metà della popolazione europea, appartenente alle minoranze linguistiche sinte e rom. Durante la commemorazione sarà sonato l'inno internazionale sinto e rom, il Djelem Djelem.

BUTTATI GIÙ, ZINGARO
La storia di Johann Trollmann e Tull Harder, di Roger Repplinger
6 febbraio 2015, ore 18.00
Libreria Galleria d'arte Einaudi, Corso Vittorio Emanuele n. , Mantova
Le storie parallele di due campioni nazionali dello sport in Germania. Johann “Rukeli” Trollmann campione nazionale dei mediomassimi e Otto “Tull” Harder centroavanti della nazionale tedesca. Il primo, appartenente alla minoranza linguistica sinta, verrà privato del titolo di campione di boxe; mentre il secondo diverrà uno dei Comandanti SS del Lager. In quel Lager perderanno la vita 55.000 persone, tra cui Johann “Rukeli” Trollmann, il “pugile danzante” che aveva sfidato il Terzo Reich salendo sul ring con i capelli tinti di biondo e con la pelle scura cosparsa di farina.


lunedì 22 dicembre 2014

Appello per una legge che riconosca a rom e sinti lo status di minoranza

La proposta di legge di iniziativa popolare “NORME PER LA TUTELA E LE PARI OPPORTUNITA’ DELLAMINORANZA STORICO-LINGUISTICA DEI ROM E DEI SINTI “ presentata da 14 cittadini italiani in rappresentanza di 47 associazioni rom e sinte il 15 maggio 2014 presso la Corte di Cassazione vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di etnia, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze storico-linguistiche con apposite norme; contrastare discriminazione e pregiudizio nei confronti della minoranza rom e sinta che sono causa della scarsa integrazione nella società e soprattutto della marginalizzazione sociale ed economica anche per il loro mancato riconoscimento istituzionale come minoranza.

Leggi l'appello e aderisci

Auguri Buone Feste


giovedì 18 dicembre 2014

Roma, mafia capitale e le responsabilità morali

Il quadro criminale mafioso delineato a Roma dalla Procura della Repubblica sulla gestione della cosiddetta “emergenza rom” ha sorpreso tutti, scuotendo fin dalle fondamenta l'Amministrazione capitolina. Quello che emerge dall'inchiesta e dalle notizie che continuano ad arrivare è un sistema che si auto-alimentava creando prima una presunta emergenza soffiando sul fuoco del malcontento generalizzato e indicando nei rom il capro espiatorio per poi proporre soluzioni di segregazione a cui tutte le Istituzioni hanno aderito, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'Interno, alla Giunta Alemanno prima e la Giunta Marino dopo. Non mi stupirei se nelle prossime settimane la Procura inizi ad indagare anche sui rapporti tra i vari personaggi di Mafia Capitale e il giornalismo romano che ha bersagliato con campagne stampa indecenti le persone appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom.

La Magistratura verificherà e punirà chi ha commesso dei reati, ma è indubbio che vi sono dei responsabili morali che hanno permesso che tutto ciò potesse accadere a Roma. Ma la cosiddetta “emergenza rom” non c'è stata solo a Roma, perchè i decreti voluti dall'allora Ministro degli Interni Roberto Maroni hanno coinvolto anche Milano, Torino, Napoli e Venezia. A Roma oggi iniziamo a capire come sono stati spesi i soldi, ma a Milano e nelle altre Città? Nessuno ad oggi ha dato delle spiegazioni. E sarà difficile avere spiegazioni da chi ha di fatto permesso lo scempio che è stato scoperchiato dalla Procura di Roma.

Milano, i criminali e la Consulta Rom e Sinti

Nell’arresto della banda di rom che spaccavano i self-service dei benzinai è stato dato particolare risalto al fatto che uno di loro, Romeo Hudorovic, facesse parte della Consulta Rom e Sinti di Milano. La Consulta è un comitato cittadino non formale a partecipazione libera e volontaria. Romeo Hudorovic ha partecipato ad alcuni incontri organizzati dalla Consulta con le comunità milanesi e rappresentava una parte del campo di via Negrotto.

Apprendere del suo arresto è stata una sorpresa dolorosa per chi si impegna a costruire progetti di inclusione sociale per e insieme alle comunità che vivono condizioni di marginalità e rifiuto sociale. Premesso che l’arresto di chi viola la legge ci sembra una cosa normale e necessaria; premesso che gli atti fuori dalla legge hanno oltre tutto una ripercussione negativa su tutta la comunità rom per la strumentalizzazione che se ne fa anche dalla politica e dai mezzi d’informazione (tutti i rom rubano, l’hanno nel dna e da qui il passaggio alla nostalgia per i forni nazisti per molti il passo è breve); crediamo che si debba utilizzare situazioni come questa per fare alcune considerazioni che vadano al di là della ovvia condanna e della necessaria presa di distanza.