lunedì 2 maggio 2016

Mantova, la sintofobia è la nuova frontiera del razzismo

L'intervento pubblico del vice presidente della Sucar Drom, Yuri Del Bar, dopo le polemichesull'intervento del Comune di Mantova di manutenzione straordinaria nell'Area di viale Learco Guerra a Mantova.

L'odio nei confronti di noi persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta è sempre in agguato, la sintofobia è la nuova frontiera del razzismo. E' una forma di razzismo costruita non più come in passato su una presunta inferiorità genetica ma su una presunta inferiorità culturale. Ne sono una riprova i commenti postati sulla pagina Facebook della Gazzetta di Mantova alla notizia che l'Amministrazione comunale ha stanziato 95mila euro per fare la manutenzione straordinaria degli impianti nell'Area abitata dalle famiglie povere mantovane, appartenenti alla minoranza linguistica sinta. 


Noi sinti secondo i tanti commenti siamo esseri inferiori che commettono i peggiori reati contro la collettività. Da quello che si legge siamo un'entità astratta, per alcuni “nomadi”, che non deve proprio esistere, come di fatto teorizzavano gli “scienziati della razza” in Italia e in Germania alla fine degli Anni Trenta del secolo scorso.


Il giochino razzista è sempre lo stesso: le vittime (in questo caso noi sinti) diventano nella vulgata corrente dei carnefici, invertendosi le parti. Se fossero stati stanziati 95mila ero per la manutenzione straordinaria delle case popolari nessuno avrebbe espresso discorsi d'odio, ma essendo stanziati dei soldi per le “case popolari” che hanno costruito per noi sinti, il cosiddetto “campo”, ecco che parte immediatamente la sintofobia. Qualsiasi azione dell'Amministrazione che coinvolga anche solo uno di noi, diventa nel dibattito pubblico immediatamente materia per le peggio esternazioni razziste.


Ma le forme di razzismo e discriminazione a cui siamo sottoposti continuamente non è solo la sintofobia, ci sono forme più sottili che negano il nostro esistere. Per esempio in Italia c'è un'amnesia generalizzata (Anpi e Istituti di storia in prima fila) sul contributo dato da noi sinti alla Liberazione del nostro Paese. Pochissimi in Italia conoscono la storia di Giuseppe “Tarzan” Catter, partigiano sinto, ucciso dai fascisti nell’Imperiese, il suo distaccamento ne prese il nome. Quasi nessuno conosce che i Martiri di Vicenza erano partigiani sinti, come Walter “Vampa” Catter, fucilato insieme ad altri sinti l’11 novembre 1944. Come nessuno a Mantova conosce la storia dei “Leoni di Breda Solini”, formazione partigiana costituita unicamente da sinti italiani fuggiti dal campo di concentramento di Prignano sul Secchia (MO) e che operò proprio nel mantovano.


Mentre vediamo accadere tutte questo, assistiamo all'incapacità della Magistratura nel perseguire e sanzionare queste nuove forme di razzismo e vediamo le Istituzioni depotenziare tutti gli strumenti al contrasto del razzismo.
 Yuri Del Bar, Associazione Sucar Drom

lunedì 25 aprile 2016

25 aprile, i partigiani dimenticati

Sinti e rom in tutta l'Europa occupata furono martiri e partigiani. In Italia i sinti e i rom, dopo l'8 settembre del 1943, fuggirono dai campi di concentramento dove erano reclusi dal settembre 1940. Molti vennero rastrellati dai fascisti e dai nazisti ed inviati nei campi di sterminio, ma alcuni riuscirono a nascondersi e a partecipare alla lotta partigiana anche a costo della propria vita. Questo pezzo di storia italiana è misconosciuta anche per il disinteresse dimostrato in questi anni dall'ANPI e dagli Istituti di Storia.


Nel mantovano si formò il battaglione “I Leoni di Breda Solini” formato unicamente da sinti italiani, fuggiti dal campo di concentramento di Prignano sul Secchia (MO), dove erano stati rinchiusi nel settembre 1940. Lo racconta Giacomo “Gnugo” De Bar (scomparso pochi mesi fa) nel suo libro “Strada, Patria Sinta”:
“Molti sinti facevano i partigiani. Per esempio mio cugino Lucchesi Fioravante stava con la divisione Armando, ma anche molti di noi che facevano gli spettacoli durante il giorno, di notte andavano a portare via le armi ai tedeschi. Mio padre e lo zio Rus tornarono a casa nel 1945 e anche loro di notte si univano ad altri sinti per fare le azioni contro i tedeschi nella zona del mantovano fra Breda Solini e Rivarolo del Re (oggi Rivarolo Mantovano), dove giravamo con il postone che il nonno aveva attrezzato. Erano quasi una leggenda e la gente dei paesi li aveva soprannominati «I Leoni di Breda Solini», forse anche per quella volta che avevano disarmato una pattuglia dell'avanguardia tedesca.”

venerdì 8 aprile 2016

Giornata Internazionale dei Sinti e dei Rom

In Italia le persone appartenenti alle minoranza linguistica sinta e rom non godono dei diritti di tutela che sono previsti per tutte le altre minoranze linguistiche. 

Per questa ragione per esempio le bambine e i bambini sinti e rom non godono nella scuola degli stessi diritti goduti dai bambini e dalle bambine appartenenti alla minoranza linguistica ladina o tedesca.

lunedì 4 aprile 2016

Mantova, 8 aprile: è una questione di diritti

ATTENZIONE: è cambiata la data e il luogo dell'evento causa pioggia.  L'appuntamento è stato anticipato a GIOVEDì 7 APRILE, a Mantova in piazza Martiri di Belfiore, sempre dalle 17.00 alle 20.00.
 
L'8 aprile per la Giornata Internazionale dei Sinti e dei Rom l'associazione Sucar Drom, insieme alla Comunità sinta mantovana e all'Istituto di Cultura Sinta, invitano a Mantova, in piazza Mantegna, dalle ore 17.00 alle ore 20.00.


L'ONU nel 1979 ha dichiarato l’8 aprile: Giornata Internazionale dei Rom e dei Sinti. La data ricorda il primo congresso internazionale organizzato dalle rappresentanze rom, sinte, romanichals, manouche e gitane, tenutosi a Londra l’8 Aprile del 1971. Nell’occasione furono scelti la bandiera - una ruota con diciannove raggi per significare le molteplici minoranze su campo azzurro per il cielo e verde per la terra - e l’inno “Dijelem Dijelem”, composto, dal musicista Jarko Jovanović, che scrisse il testo adattandolo ad una melodia tradizionale. Nel brano sono presenti riferimenti al Porrajmos. Londra nel 1971 fu fondata la Romani Union, l'organizzazione mondiale dei sinti e dei rom e fu nominato presidente Julij Borisovič Bryner, noto come Yul Brynner, famoso attore statunitense di origine sinta.

A Mantova venerdì prossimo sensibilizzeremo sulla questione dei diritti di minoranza negati. In Italia le persone appartenenti alle minoranza linguistica sinta e rom non godono dei diritti di tutela che sono previsti per tutte le altre minoranze linguistiche. Per questa ragione per esempio le bambine e i bambini sinti e rom non godono nella scuola degli stessi diritti goduti dai bambini e dalle bambine appartenenti alla minoranza linguistica ladina o tedesca.