giovedì 24 aprile 2014

Liberazione, sinti e rom partigiani

Nell’Aprile del 1945 c’erano i tedeschi in ritirata. Molti sinti facevano i partigiani. Per esempio mio cugino Lucchesi Fioravante stava con la divisione Armando, ma anche molti di noi che facevano gli spettacoli durante il giorno, di notte andavano a portare via le armi ai tedeschi. Mio padre e lo zio Rus tornarono a casa nel 1945 e anche loro di notte si univano ad altri sinti per fare le azioni contro i tedeschi nella zona del mantovano fra Breda Solini e Rivarolo del Re (oggi Rivarolo Mantovano), dove giravano con il postone che il nonno aveva attrezzato. Erano quasi una leggenda e la gente del luogo li aveva soprannominati i «Leoni di Breda Solini»...


Questo è il racconto di Giacomo “Gnugo” De Bar, sinto emiliano, che bambino è stato rinchiuso con la sua famiglia nel campo di concentramento di Prignano sulla Secchia, in Provincia di Modena, nel settembre del 1940. Dopo l'8 settembre 1943, con l'armistizio, la sua famiglia riusci a fuggire dal campo di concentramento, insieme a tutte le altre famiglie sinte. E' infatti dall'autunno del 1943 che in particolare sinti italiani, maggioritari nel Nord Italia, si danno alla macchia e si uniscono alle brigate partigiane.

Molte famiglie sinte e rom scappate dai campi di concentramento, nel Nord Italia vengono rastrellate e inviate verso il campo di concentramento di Bolzano per poi essere deportati in Germania e in Polonia. Alcune riescono a sfuggire ai rastrellamenti dei Carabinieri e delle Forze tedesche nascondendosi nelle campagne grazie all'aiuto delle famiglie contadine, come per esempio la famiglia di Candida “Bianca” Ornato, sinta mantovana.

martedì 22 aprile 2014

Elezioni europee, MiriEuropa

MiriEuropa è un progetto promosso dalle associazioni Upre Roma, Nevo Drom e Sucar Drom per favorire la partecipazione delle persone appartenenti alle minoranze sinte e rom alla vita pubblica in Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Il progetto è sostenuto dall'Open Society Foundations.

Le persone appartenenti alle minoranze rom e sinte vivono condizioni di emarginazione sociale, economica, culturale in tutta l'Unione europea. L’Italia è uno dei Paesi che non hanno ancora riconosciuto a sinti e rom lo status giuridico di minoranze storico linguistiche e sono tutt'ora considerati anche dalle Istituzioni Cittadini di serie B.

L’Italia è tra i Paesi europei che più risentono della crisi economica e delle sue ricadute politiche che fanno dei rom e dei sinti, come pure degli immigrati ma con accezioni diverse, uno dei capri espiatori preferiti dai movimenti xenofobi o addirittura separatisti. Per questa ragione il progetto individua nelle regioni del Nord Italia l’area di intervento privilegiata del progetto, perché queste sono le regioni dove più forte sono il sentimento di intolleranza e la spinta a difendere egoismi locali che si rivolgono con particolare ostilità nei confronti delle comunità rom e sinte.

giovedì 10 aprile 2014

Milano, rom e sinti di fronte alle elezioni europee


Elezioni Ue, appello delle donne rom a sostegno della candidatura di Dijana Pavlovic

Siamo donne di un popolo che costituisce la più grande minoranza europea: 12 milioni di donne, uomini, bambini. Non abbiamo mai fatto guerre, non abbiamo mai avuto pretese territoriali. Abitiamo tutte le nazioni, siamo di tutte le religioni e parliamo tutte le lingue d’Europa.

Siamo donne appartenenti a un popolo che da sette secoli vive sul territorio italiano, ma ciononostante non è riconosciuto come minoranza storico-culturale e da sempre porta lo stigma della diversità, del pregiudizio.

Siamo donne i cui i figli vivono ancora oggi segregati, discriminati in ogni segmento di questo stato, dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla casa, a cui non si riconosce il diritto alla propria identità, condizione di una piena cittadinanza.

Siamo donne che da anni si impegnano nella vita quotidiana, nella società, con la mediazione culturale, con l’attivismo per migliorare le condizioni delle nostre comunità, per dare un futuro ai nostri figli in una società che ci accetti come una ricchezza non come un rifiuto.

lunedì 7 aprile 2014

8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico


8 aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e sinta in Italia

L’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le associazioni Roma onlus, Romni onlus, FutuRom, Amalipé Romanò, Forum Campania Rom, Cittadinanza e minoranze, Antica sartoria rom, Theatre Rom, Museo del viaggio “Fabrizio De André” Isernia, Rom per il futuro, Gruppo di azione Rom Piemonte (Romano pala tetehara, Romano Ilo, Romano Buci, Rom e gagi insieme) Associazione Lumine lanciano la campagna nazionale per la raccolta di firme su una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento giuridico della minoranza linguistico-culturale rom e sinta italiana.

venerdì 4 aprile 2014

27 gennaio, una riflessione sul riconoscimento del Porrajmos

Trascorso il 27 gennaio, è possibile proporre qualche considerazione sui programmi che le varie cittadine italiane hanno dedicato alla memoria delle vittime della persecuzione e dello sterminio nazi-fascista. Mentre in Germania, il 27 gennaio accomuna la riflessione e la commemorazione di molteplici categorie d’internati, tra queste la Shoah a fianco del Porrajmos come persecuzioni di stampo razziale (dall’ottobre del 2012 il memoriale dedicato alle vittime della Shoah e quello dedicato alle vittime del Porrajmos sono vicini tra loro, di fronte al Reichstag), in Italia, commemorazioni sempre più dense di retorica, pongono la narrazione del Porrajmos nell’anticamera della memoria.

Se fino agli anni Duemila non se ne parlava perché non si conosceva, non s’incentivava e non si diffondeva la conoscenza, nell’ultimo decennio il Porrajmos fa la sua prolungata ed educata anticamera secondo due modalità coincidenti: nel primo caso le iniziative promosse non ne parlano non considerandolo neppure parte del tema della memoria, nel secondo caso istituzioni pubbliche organizzano eventi specifici, ma “a parte” rispetto al resto delle manifestazioni, eventi frequentati (poco, ma non è un problema del solo Porrajmos) da specialisti,attivisti, rom e sinti, qualche rappresentante di qualche ente che porta il proprio saluto e subito dopo se ne va.

martedì 25 marzo 2014

Renzi e il Piano nazionale contro il razzismo


Mantova, il razzismo e le discriminazioni viaggiano su facebook e twitter: Sos di Articolo 3

I dati raccolti nel 2013 dallo Sportello Antidiscriminazioni di Articolo 3 portano a tenere alta la guardia, perché la supremazia diretta o indiretta verso le fasce della società più deboli o indifese è sempre in agguato. Trenta i casi di discriminazione presi in esame lo scorso anno, tra cui 13 a Mantova, 11 in Italia, 4 in Lombardia e 2 sul web. Il problema di solito viene risolto con la mediazione. Soltanto in un caso, in cui è coinvolto un politico mantovano, ritenuto responsabile di discriminazione verso Rom e Sinti, si è arrivati alle vie legali.