giovedì 30 ottobre 2014

Mantova, il Sindaco ostaggio del razzismo

Il Sindaco di Mantova e la sua Giunta sono ostaggio del razzismo a Mantova. Da alcune settimane questo è il leitmotiv che tutti leggono nelle dichiarazioni del Consigliere comunale Luca De Marchi (in foto), fondamentale per i numeri della maggioranza in Consiglio comunale. Il Sindaco e la Sua Giunta avrebbero una maggioranza se negassero il diritto allo studio a dei bambini. Si dovrebbe negare a loro il diritto allo studio per la sola ragione che sono nati in famiglie che appartengono alle minoranza storica linguistica sinta. Per tutti gli altri bambini mantovani tale diritto non verrebbe negato.

Nelle continue dichiarazioni del Consigliere Luca De Marchi oltre a voler negare il diritto allo studio ai bambini sinti vi è la continua contrapposizione tra mantovani. Chi appartiene alla minoranza storico linguistica sinta non dovrebbe in alcun modo essere sostenuto se versa in situazione di povertà, mentre chi non appartiene a tale minoranza dovrebbe avere tutto il sostegno possibile. A parità di condizione all'uno nulla, all'altro tutto l'aiuto possibile.

Torino, Charlie Chaplin e un autobus riservato ai rom

E’ da qualche giorno che rifletto sull’orrenda notizia che riguarda il paese di Borgaro dove un sindaco ed un assessore hanno deciso di sdoppiare una linea del bus per dedicarne una al solo trasporto dei rom e l’altra per la “gente per bene”; secondo i due amministratori sarebbe questo l’unico modo per risolvere i casi di furto che si verificano ogni giorno sul bus.

Avrei voluto subito scrivere al sindaco offrendo un po’ di dati precisi: ricordargli che in Italia noi rom e sinti siamo 150mila e che per più della metà siamo pure di cittadinanza italiana; che non siamo caratterizzati da alcun gene ereditario che ci induce al furto; che gli ultimi che teorizzarono questi concetti furono coloro che ci rinchiusero nei campi di sterminio e che a gennaio con la mia associazione partiremo proprio dalla Toscana con il Treno della Memoria insieme a molti studenti per riflettere su ciò che fu causato dalla teorizzazione di un’umanità da categorizzare su base razziale.

Avrei voluto ricordargli che le responsabilità di un furto non sono mai comunitarie, ma della singola persona che commette il reato; avrei inoltre aggiunto che se tu metti delle persone a vivere in delle discariche riducendole alla stregua di topi, il tasso di criminalità sicuramente s’innalza, ma non ha niente a che fare con gli usi e costumi di un popolo (è stato lo stesso per gli italiani chiusi nei putridi ghetti nell’America d’inizio secolo).; avrei voluto mostrargli i dati che rivelano che tra rom e sinti in Italia il tasso di criminalità a livello nazionale non è più elevato rispetto a quello di altri gruppi. Poi ho letto l’editoriale di Massimo Gramellini e sono diventato ancora più triste: anche il giornalista de La Stampa ammoniva «Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile».

Una comunità che diventa colpevole “tutta insieme”; non più distinta in singoli individui, ma con mani e braccia comunitarie? Non esiste alcuna cultura dei rom che giustifichi il furto o l’accattonaggio minorile, ma dovete smetterla di parlare di noi ed iniziare a frequentarci per convincervene, per accorgervi che non siamo né avanzi di galera, né santi, ma soltanto persone come tutte le altre, in grado di operare scelte individuali.

Volevo scrivere al sindaco, ma mentre ci provavo a tarda notte, mi sono addormentato ed ho sognato:

martedì 28 ottobre 2014

Sucar Drom denuncerà Gramellini se non si ravvederà

Il 24 ottobre, in prima pagina, su La Stampa, il giornalista Massimo Gramellini ha scritto:

"Le leggi valgono per tutti ed è inaccettabile che la comunità rom si arroghi il diritto di violarle con sistematicità, adducendo il rispetto di tradizioni che giustificano il furto e l’accattonaggio infantile."

Pensiamo che tale affermazione sia una diffamazione e un'istigazione all'odio etnico/razziale, per questa ragione l'Associazione Sucar Drom denuncerà il giornalista professionista Massimo Gramellini all'Ordine dei Giornalisti e daremo mandato ai nostri avvocati di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Torino.

Siamo dispiaciuti nel dover prendere tale grave decisione, ma riteniamo che l'onorabilità di tantissimi Cittadini italiani, appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom, sia stata violata da una dichiarazione inaccettabile. La responsabilità penale e civile è personale e non è ascrivibile a tutte le persone appartenenti ad una specifica minoranza linguistica.

Sucar Drom auspica che il vice direttore de La Stampa, Massimo Gramellini, riconosca di aver sbagliato scrivendo quella frase e chieda scusa alla Comunità rom e sinta italiana. In tal caso non si procederà in alcun modo.  

Nando Orfei: «il circo è e sarà sempre il più grande spettacolo del mondo»

Nando Orfei, morto a Milano lo scorso 7 ottobre, sarà sempre ricordato per questa frase, accompagnata dalla sua giacca bordeaux, improbabile e forte come tutti i colori e i gusti del mondo circense. “Nandino”, prima giocoliere poi domatore, era famoso per il momento in cui la porta in ferro gli si chiudeva alle spalle, lasciandolo nella gabbia in compagnia di giganteschi felini.

Il circo è stato la sua vita e la sua famiglia. Racconta al La Città Nuova la figlia Ambra, acrobata e cavallerizza: «Quante notti abbiamo passato a massaggiare cavalli con le coliche! Capitava che anche gli elefanti stessero male di pancia, magari avevano mangiato troppo fieno; allora io e papà prendevamo i mastelloni da 80 litri, quelli che solitamente usavamo per il bucato, e preparavamo tè caldo con whisky e miele per i pachidermi».

Nei ricordi di Ambra, il domatore di belve è un “gigante buono”: «Sai di cosa abbiamo parlato poco prima della sua morte? Di quando facevamo insieme il presepe all’ingresso del circo. Era l’evento dell’anno: una volta vincemmo anche un premio per un presepe che era grande 20 metri per 10. In tutte le città toccate dal nostro carrozzone, compravamo qualcosa di caratteristico da tenere da parte fino a Natale».

giovedì 16 ottobre 2014

Roma, il Piano nazionale contro il razzismo va avanti

On. Biondelli: “segnale di risposta delle istituzioni e della società civile, alla recrudescenza del fenomeno razzista che stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma anche in Europa”

L'on. Franca Biondelli (in foto), Sottosegretario al Ministero del lavoro e delle politiche sociali con delega all'integrazione, assieme all'on. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio per le pari opportunità, incontrano oggi alle 16, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutte le associazioni che fanno parte del Gruppo Nazionale di Lavoro per la definizione del Piano Nazionale d’azione contro il razzismo per riprendere il percorso avviato con l'UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari opportunità, dall'ex Ministro Cecile Kyenge.

"Ho ritenuto importante riprendere il percorso di approvazione del Piano assieme all'UNAR, con l'obiettivo di giungere a una sua approvazione al più presto, per dare un segnale di risposta ferma e decisa, delle istituzioni e della società civile, alla recrudescenza del fenomeno razzista alla quale stiamo assistendo non solo nel nostro Paese ma anche in Europa" - ha affermato Franca Biondelli “Chiediamo, pur nelle note difficoltà attuali dovute alla scarsità di risorse finanziarie, la collaborazione non solo delle associazioni di settore, ma anche delle istituzioni a vario titolo coinvolte, al fine di pervenire a una strategia che possa essere di supporto alle politiche nazionali e locali in materia di prevenzione e contrasto del razzismo, della xenofobia e dell’intolleranza".

Dopo il lungo lavoro istruttorio svolto si è arrivati a definire otto assi di intervento declinati in obiettivo strategici e misure di azioni positive, che vanno dalla scuola al lavoro, dalla salute ai media, dallo sport all'alloggio. Per la definizione delle priorità si è tenuto conto non solo dei dati statistici sui casi di discriminazione rilevati dal contact center dell’Unar, ma anche dei principali settori individuati dall’Unione europea per il contrasto alle discriminazioni e delle raccomandazioni degli organismi internazionali che operano in materia di diritti umani.

mercoledì 17 settembre 2014

Mantova, il giudizio di Sucar Drom sull'iniziativa del Sindaco

L'associazione Sucar Drom plaude l'iniziativa del Sindaco e della Giunta nella volontà espressa pubblicamente di ricercare soluzioni serie e concrete per il graduale smantellamento dell'area di viale Learco Guerra. E' necessario passare dalla politica degli annunci a realizzare concretamente azioni che sappiano supportare le famiglie ad uscire dalle logiche assistenziali e ghettizzanti proprie del cosiddetto “campo nomadi”.

Altresì attendiamo con fiducia l'esito del confronto giudiziario sui terreni abitati attualmente dalle famiglie sinte perchè riteniamo che siano legittimate a continuare ad abitare sulle loro proprietà.

L'associazione rimane invece stupita delle dichiarazioni del Sindaco sul regolamento. Riteniamo un errore pensare ad una nuova modifica del regolamento dell'area che sta funzionando. Rimarchiamo che ad oggi nell'area nessuna delle famiglie presenti è abusiva, ma è altresì vero che alcune famiglie non residenti ad oggi non sono in regola con i pagamenti e che se la situazione si dovesse protrarre dovranno inevitabilmente a lasciare l'area.

martedì 16 settembre 2014

Mantova, dichiarazione razzista sbattuta in prima pagina

Pubblicata questa mattina in prima pagina dalla Gazzetta di Mantova una dichiarazione vergognosa del Consigliere comunale di Mantova Luca De Marchi. L'associazione SucarDrom stigmatizza sia le dichiarazioni razziste del Consigliere De Marchi che la scelta del quotidiano di dare rilevanza a tali abomini.

Egregio Direttore, leggiamo sul Suo quotidiano l'ennesima istigazione alla discriminazione etnica/razziale del Consigliere comunale Luca De Marchi. Il suo obiettivo politico è cacciare dalla loro Città un'ottantina di Cittadini italiani poveri perchè appartenenti alle minoranze linguistiche sinte e rom. Solo in questo modo la Lega Nord voterebbe la fiducia all'attuale Sindaco della nostra Città. Leggiamo l'ultima sparata del Consigliere De Marchi non in un trafiletto, ma in prima pagina con nessun commento stigmatizzante una dichiarazione che noi riteniamo un reato, appunto un'istigazione alla discriminazione etnica/razziale. Le chiediamo se Lei mai avesse pubblicato una dichiarazione simile nei confronti di altre minoranze, come per esempio gli ebrei. Noi pensiamo che giustamente non avrebbe mai pubblicato una tale dichiarazione. Quella espressa dal Consigliere De Marchi non è un'opinione che ognuno può liberamente esprimere. Cacciare da una Città una parte di Cittadini perchè appartenenti ad una minoranza non è un'opinione Direttore, è un abominio.