martedì 19 maggio 2015

Bologna, un atto politico dei sinti

La manifestazione di Bologna è stata un grande successo creato dai due più importanti leader sinti in Italia, Davide Casadio dell'associazione Sinti Italiani e Radames Gabrielli dell'associazione Nevo Drom. Una manifestazione voluta per affermare in Italia che i sinti esistono e che sono pronti a scendere in piazza con la società civile per dire basta al razzismo e alla xenofobia contro i sinti e i rom.

Inevitabilmente ci sono stati degli attacchi strumentali da parte delle forze politiche xenofobe, quali la Lega Nord, Fratelli d'Italia e Forza Nuova. Era prevedibile che chi alimenta il razzismo in Italia sia rimasto in un angolo della Bologna solidale, starnazzando e insultando centinaia e centinaia di persone che chiedevano rispetto.

Quello che però alcuni non hanno ancora capito è che la ledership sinta ha compiuto un atto politico e come qualsiasi atto politico ha avuto ed avrà forti opposizioni perchè punta a creare uno spazio che inevitabilmente sarà tolto ad altre persone che dovranno per questo limitare il proprio agire.

mercoledì 13 maggio 2015

Lettera di Dijana Pavlovic a Matteo Salvini

Egregio signor Salvini,
la “ruspa” è un simbolo totalizzante: dietro di sé lascia solo un terreno spianato senza più alcuna traccia della vita che vi cresceva. La feccia della società” è un concetto in base al quale dal 1933 al 1945 sono stati sterminati milioni di vecchi, di bambini, di donne e uomini, di ebrei, di rom e sinti, di omosessuali, di portatori di handicap e di idee contrarie al regime nei campi di sterminio di nazisti e fascisti.

Con questi simboli e con questi concetti, oggi, voi che siete anche rappresentanti del popolo italiano nel Parlamento italiano e in quello europeo e leader politici che vogliono governare il Paese, affrontate il problema delle comunità rom e sinte regolari e non regolari e con questi simboli e questi concetti pensate di risolverlo. In realtà sapete di avvelenare la società per un pugno di voti indicando a un disagio diffuso e reale un facile capro espiatorio, un intero popolo messo ai margini fisici e sociali. Questo veleno io lo percepisco tutti i giorni nei messaggi dei suoi seguaci che come minimo mi vogliono stuprare, possibilmente per strada, altrimenti più drasticamente dicono che “la zingara bisogna ammazzarla”.

giovedì 30 aprile 2015

U barò marapé chatar u sinti


Rom e Sinti, questi sconosciuti

Se personaggi come Matteo Salvini o Giorgia Meloni riescono a cavalcare il più bieco populismo è perché alla nostra democrazia mancano requisiti fondamentali come "conoscenza e cultura" per permettere all'opinione pubblica di schierarsi responsabilmente e scegliere con cognizione di causa. Ecco perché, riprendendo un nostro recente articolo che ha fatto molto discutere, abbiamo intervistato Carlo Berini, cofondatore dell'Istituto di Cultura Sinta e responsabile di progetti di mediazione culturale. E siamo partiti da una domanda: chi sono i Sinti?

Ogni volta che Salvini spara – verbalmente e metaforicamente – su immigrati e rom, si pensa di aver toccato il fondo. Gli intellettuali preoccupati di passare per snob ci ricordano che però Salvini sa parlare al cuore (o alla pancia) del paese, e quindi non bisogna archiviare le sue parole come semplice razzismo. Come se invece rivolgersi alla testa delle persone e dire loro la verità fosse una cosa del tutto impensabile.

La verità è che gli intellettuali preoccupati di passare per buonisti (poco alla moda) considerano quelle persone, quelle a cui si rivolge Salvini, ignoranti e del tutto irrecuperabili e quindi un discorso tra pari, dove si dialoga realmente, non è assolutamente possibile: per parlare con loro, bisogna parlare come loro, sottinteso “come barbari”. Ed è questa la vera posizione snob.

martedì 7 aprile 2015

Se mi riconosci, mi rispetti



Bruxelles, Commissione: “Assicurarci che politiche anti discriminazione diano frutti”

Hanno maggiori difficoltà nell’accesso a “posti di lavoro, educazione, alloggi e cure mediche”, i loro bambini “non possono beneficiare della stessa qualità di formazione degli altri bambini”: ancora oggi i rom rimangono vittime di “esclusione, disuguaglianza e discriminazione” che “devono essere affrontati frontalmente”.

È il proposito della Commissione europea in vista della Giornata mondiale dei rom e dei sinti, domani 8 aprile. “L’Unione europea è fondata sui principi di uguaglianza di fronte alla legge e non discriminazione”, fanno notare il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans e i commissari agli Affari sociali, Marianne Thyssen, alla Giustizia, Vera Jourova e alle Politiche regionali, Corina Cretu. Questi valori devono dunque valere anche per “la più grande minoranza dell’Europa, con circa 6 milioni di persone che vivono nell’Ue”.

“I cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro – ammettono i commissari – ma le istituzioni europee e gli Stati membri sono impegnati a combattere la discriminazione e migliorare l’integrazione”, assicurano. Dal 2011, continuano i membri dell’esecutivo comunitario, “l’Ue ha messo con successo l’integrazione dei Rom e die Sinti in cima alla sua agenda politica in tutta Europa” come dimostra il fatto che “tutti gli Stati membri hanno strategie di integrazione dei rom e dei sinti, che danno priorità ad aree come l’educazione, l’occupazione, la salute, l’housing e la lotta contro la discriminazione”.

La Commissione Ue, ricordano i commissari, “sta anche supportando gli Stati membri nel loro lavoro per implementare le politiche pubbliche e i servizi per l’inclusione dei Rom e dei Sinti: ad esempio “il nuovo quadro economico 2014-2020 rende più semplice l’uso dei fondi Ue per l’integrazione socio-economica della popolazione rom e sinta”.

Ma questo non basta: “Ora – sottolineano Timmermans e compagni – dobbiamo assicurarci che questi piani siano messi in pratica e producano risultati sul terreno”. A questo scopo, assicurano i commissari, “agiremo mano nella mano con gli Stati membri per migliorare le vite dei cittadini rom e sinti” e “lavoreremo duro per assicurare che i loro diritti fondamentali siano rispettati e che si avanzi nella loro integrazione in Europa”.

Radio Cora ri-trasmette U Velto Radio

RADIO CORA presenta ONDE DIFFERENTI. Perché la diffidenza si combatte con la conoscenza. Da martedì 7 aprile, sulle frequenze di Radio Cora, ogni giorno dalle 14 alle 15 potrete ascoltare un’ora di trasmissioni direttamente da U Velto Radio.

U Velto Radio, Il Mondo Radio, è la scommessa dell’Istituto di Cultura Sinta per portare alla ribalta la musica sinta, rom, manouche, kalè e romanichals. Una scommessa iniziata cinque anni fa e condivisa con il Consiglio direttivo di Sucar Drom che ha messo a disposizione le risorse e tutto il suo patrimonio musicale. U Velto Radio è ofrre ad ogni persona collegata in rete la possibilità di ascoltare un pezzo importante delle culture sinte, rom, manouche, kalè e romanichals.

L’obiettivo è quello di creare un ponte tra culture diverse, mescolando stili, sensibilità, linguaggi, pubblici. Perché oggi la democrazia si costruisce attraverso lo scambio ed il riconoscimento reciproco, lottando in tutti i modi contro gli stereotipi, i luoghi comuni e le artificiose barriere della diffidenza che ci tengono ‘distinti’ e lontani gli uni dagli altri. L’esatto contrario di quella uguaglianza sostanziale e di quella solidarietà sociale economica e culturale che la nostra Costituzione professa come uno dei suoi cardini fondamentali.

Solo dall’interconnessione e dal riconoscimento reciproco può nascere una società solidamente ancorata ai valori di giustizia sociale e di inclusione. La musica ovviamente rappresenta da questo punto di vista un’occasione fondamentale, in quanto linguaggio universale basato sul rispetto reciproco e sulla comunicazione interpersonale. E del resto, fin dai primi documenti attestanti la presenza di sinti, rom, manouche, kalè e romanichals si sottolinea sempre le loro qualità di musicisti.

L’obiettivo è quello di offrire uno spaccato, del contributo offerto dai sinti e rom alla cultura occidentale.