giovedì 17 luglio 2014

Razzismo, Mario Borghezio rinviato a giudizio

Borghezio rinviato a giudizio per gli insulti razzisti in occasione della giornata internazionale del popolo rom e sinto. La soddisfazione delle associazioni rom e sinte che lo hanno denunciato.

Nell’udienza preliminare di venerdì 11 luglio Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord, è stato rinviato a giudizio per gli insulti rivolti alle comunità rom e sinte in una trasmissione della “Zanzara” in occasione della giornata internazionale del popolo rom e sinto, l’8 aprile 2013.

L’eurodeputato si era già visto rifiutare l’immunità dal Parlamento europeo che tra l’altro rimarcava che tali giudizi se espressi in una seduta del Parlamento avrebbero comportato le sanzioni previste dal regolamento parlamentare.

Respinta così la richiesta di non procedure in giudizio, la prima udienza del processo contro Mario Borghezio avrà luogo l’11 novembre presso il tribunale di Milano.

Le tre associazioni rom e sinte, UPREROMA, NEVO DROM e SUCAR DROM, difese e rappresentate dall’avvocato Gilberto Pagani, che si sono costituite parte civile nella causa, esprimono la loro soddisfazione per l’apertura del processo verso un parlamentare che non è nuovo a manifestazioni di odio razziale.

giovedì 10 luglio 2014

Mantova, offese razziste ai Sinti, arrivano le prime scuse e la Comunità potrebbe non procedere con le denunce

Frasi razziste e xenofobe contro i Sinti pubblicate su Facebook, forse la denuncia da parte della comunità nei confronti degli autori non ci sarà. Sucar Drom attende il ravvedimento da parte degli autori di quei commenti orribili.

"Proprio oggi – ci spiega Carlo Berini dell'istituto di cultura Sinta, Sucar Drom – l'avvocato di uno degli otto autori di quelle frasi, che per noi sono istigazione all'odio razziale, ci ha telefonato dicendoci che il suo cliente è pentito e vuole incontrarci per chiedere scusa alla comunità sinta. Sabato ci incontreremo. Per questo, se arriveranno le scuse di tutti e otto gli autori, non procederemo per vie legali".

Prendeteli a manganellate, bruciateli e fateci del sapone: questo il tenore dei commenti apparsi sulla pagina Facebook di un quotidiano locale a corredo di una notizia che riportava la cronaca della marcia dei Sinti fin dentro l'aula del consiglio comunale per protestare contro gli espropri dei terreni del Trincerone, occupati da alcui esponenti della comunità.

Dopo aver letto quelle parole cariche d'odio e di violenza, Carlo Berini aveva iniziato a preparare un esposto contro gli autori, che su Facebook non avevano nascosto la loro identità: "Ma noi non vogliamo un'azione legale a tutti i costi – spiega – e se arrivassero le scuse da parte degli autori a noi potrebbe bastare. Sarebbe un segnale forte di ravvedimento. Un modo per far capire che certe parole hanno provocato un dolore enorme a un popolo che nei campi di concentramento c'è stato per davvero, subendo violenze e discriminazioni di ogni tipo, compresa la cremazione nei forni dei nazisti".

Ovvio che se, entro un paio di giorni, quelle scuse non dovessero arrivare allora la Comunità sinta di Mantova procederà per vie legali e denuncerà gli autori per istigazione all'odio razziale. Berini, dopo aver letto quelle frasi, le aveva salvate e postate sulla pagina Facebook di Sucar Drom: "Ho salvato anche gli ip dei computer da cui quelle offese sono partite", precisa. di Emanuele Salvato

Mantova, la storia degli "abusi"

Le famiglie sinte oggi accusate di abusivismo hanno acquistato questi terreni, la loro casa, anche trent'anni fa. L'hanno fatto in buona fede e nel rispetto delle leggi urbanistiche allora vigenti. Tant'è che già trent'anni fa il Comune di Mantova aveva tentato una causa per abusivismo perdendola in Tribunale.

In tutti questi anni le famiglie hanno pagato le tasse, IMU compresa, come qualsiasi altro cittadino. Perchè allora oggi siamo in questa situazione? Perchè qualcuno ha voluto cambiare la legge e rendere illegale tutto quello che fino a ieri era perfettamente legale. Una legge contro queste famiglie che hanno voluto uscire dalle logiche assistenziali del cosiddetto "campo nomadi" con le loro gambe.

In quattro anni di Amministrazione Sodano nessuna famiglia è riuscita ad uscire dal cosiddetto “campo nomadi” per la semplice ragione che non si è voluto. Eppure 19 famiglie sarebbero pronte ad uscire anche domani per entrare in terreni di loro proprietà. Nessun onere per l'Amministrazione ma dignità per le famiglie sinte.

In ultimo è da rilevare che sempre in località Trincerone sono evidenti tutta una serie di altri abusi, ma in quei casi l'Amministrazione comunale non ha proceduto per via amministrativa con gli espropri. Due pesi e due misure che fanno pensare ad un intento persecutorio.

giovedì 5 giugno 2014

Papa Francesco, sinti e rom sono esclusi e disprezzati

Papa Francesco interviene sulla realtà vissuta dalle persone appartenenti alle minoranze sinte e rom, ricevendo in Sala Clementina i partecipanti all’incontro “La Chiesa e gli Zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie”, promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Sucar Drom plaude le parole pronunciate dal Pontefice e si augura che siano una sferzata sufficiente a superare esclusione, discriminazione e segregazione.

Una realtà complessa, spesso ai margini della società che, in assenza di un aiuto per l’integrazione, è spesso vittima della schiavitù. E’ quella del popolo zingaro, chiamato - secondo il Papa - a contribuire al bene comune nell’osservanza dei doveri e nella promozione dei diritti di ciascuno”. Il Pontefice ha pronunciato queste parole ricevendo in Sala Clementina i partecipanti all’incontro “La Chiesa e gli Zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie”, promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Ascolta il servizio di Paolo Ondarza.

Razzismo, Mario Borghezio vada processo

L'europarlamentare Mario Borghezio aveva insultato i rom durante il suo intervento l'8aprile 2013 alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”. La Commissione affari giuridici dell’Europarlamento ha negato l'immunità parlamentare. Sucar Drom, Upre Roma e Nevo Drom plaudono la decisione e chiedono l'immediato rinvio a giudizio.

Mario Borghezio aveva espresso giudizi quali “non tutti i rom sono ladri ma molti ladri sono rom (…) una bella percentuale”, per poi attaccare la presidente Boldrini che aveva ricevuto otto ragazzi rom alla Camera dei Deputati, definendoli come “facce da c…”. La gravità delle dichiarazioni aveva determinato un esposto di Sucar Drom, Upre Roma e Nevo Drom presso il Tribunale di Milano. Ma l'esposto si era fermato per l’appello fatto da Borghenzio all’immunità garantita ai parlamentari europei.

Il Parlamento europeo, attraverso la Commissione affari giuridici, ha giustamente bocciato la richiesta di Borghezio, “considerando che le dichiarazioni che sarebbero state fatte vanno al di là del tono che generalmente si riscontra nel dibattito politico e che sono, inoltre, di natura profondamente inadeguata alla dignità del Parlamento e in contrasto con l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” quello che vieta le discriminazioni.

La Commissione ha anche affermato nel dispositivo “Se fatte in una seduta del Parlamento Europeo affermazioni come quelle formulate da Borghezio avrebbero potuto comportare sanzioni ai sensi dell’art.153 del regolamento”, perciò “non è opportuno che l’immunità parlamentare le copra”.


Le associazioni Nevo Drom, Upre Roma e Sucar Drom plaudono per la giusta decisione presa dalla Commissione affari giuridici dell'Europarlamento e invitano la Procura della Repubblica di Milano a procedere senza indugi al rinvio a giudizio per sanzionare l'Europarlamentare per le gravi e discriminatorie affermazioni fatte.