sabato 5 gennaio 2019

Lonato (BS), attentato: le associazioni chiedono giustizia

La notte tra il primo e il 2 di gennaio circa all’una e mezzo la famiglia di Costantino Cari, una famiglia Sinta che alloggiava in due roulotte parcheggiate su un terreno agricolo a Lonato in provincia di Brescia, è stata vittima di un attentato. Una o due persone hanno prima sparso benzina sulle roulotte incendiandole, e quando Luca Cari, il figlio di Costantino si è svegliato e, preoccupato per i genitori che dormivano nell’altra roulotte, è uscito è stato colpito a bruciapelo da un colpo di fucile da caccia.

La famiglia racconta che Luca è in ospedale, rischia di perdere l’utilizzo del braccio e che ha visto l’attentatore. Raccontano che da tempo sono vittime di minacce da parte di un abitante della zona che gli ha esplicitamente detto: vi brucio e vi sparo. Raccontano che un altro abitante della zona dopo l’attentato ha detto che uno con una Punto nera e con il fucile da caccia il giorno prima si informava da lui dove è il campo nomadi.

Per quello che a tutti gli effetti risulta essere un crimine d’odio, le associazioni Rom e Sinte Italiane sono indignate della disattenzione dei media come se fosse normale la caccia allo “zingaro”; si augurano che le indagini portino a identificare prima possibile il o i responsabili, riservandosi di costituirsi parte civile nei suoi confronti; promuovono una campagna d solidarietà a sostegno delle famiglie colpite che non si devono sentire sole; si aspettano infine che le forze dell’ ordine e la procura della repubblica garantiscano la sicurezza di questa e di altre famiglie Sinte sul territorio.

Alleanza Romanì, Associazione Upre Roma, Associazione Sucar Drom, Associazione Sinti Italiani di Prato, Associazione Sinti italiani, Associazione New Romalen, Villaggio delle Rose, Sinti di Rimini, Accademia Europea di Arte Romanì, Associazione Stay Human, Federazione Rom e Sinti Insieme, Federazione FederArteRom, Associazione Nazionale Them Romano, Associazione Nevo Drom, Associazione Rom in Progress Isernia, cooperativa Romano Drom, Associazione Amalipe Romanò, Associazione FutuRom, Associazione Euro Drom Pavia, Associazione Rom e Romnea Europa, Associazione Rom per il Futuro, Associazione Rowni Onlus, Associazione Amici di Zefferino, Associazione Romani Kriss, Associazione A. I. Z. O. Rom e Sinti Onlus

giovedì 3 gennaio 2019

Gallarate (VA), la città incivile lascia in strada intere famiglie

Siamo ad un mese dallo “sgombero” dell’area comunale attrezzata di via Lazzaretto e dall’allontanamento dalle proprie dimore delle numerose famiglie di cultura sinta che vi risiedevano. Siamo in presenza di un’azione volta a discriminare e negare l’esistenza di una minoranza linguistica, di un’azione volta a rifiutare l’inclusione sociale di questa comunità.

L’amministrazione appellandosi in modo strumentale ad un “legalismo” astratto, crede di potere risolvere i “problemi della città” negandoli o spostandoli altrove. Abdicando così al proprio ruolo, non rispettando né la Costituzione, né le leggi italiane ed europee. L’oneroso costo dello sgombero è ormai stato di svelato, e siamo solo all’inizio. Al di là della cifra esatta, tanti soldi potevano essere utilizzati diversamente, per aiutare i concittadini in difficoltà, per le sempre urgenti manutenzioni delle scuole, per progetti culturali, per la promozione della nostra città e in parte forse anche per il superamento in positivo delle condizioni di regolarizzazione ed integrazione riferite al campo.

Ci sono anche i costi sociali: l’incremento della marginalità, la difficoltà creata alla frequenza dei minori alle scuole (che è un obbligo ma pure un diritto), l’ulteriore aumento del numero dei cittadini che non hanno una casa in una città dove l’emergenza abitativa è altissima e le risorse che il comune può mettere a disposizione ridottissime rispetto alle reali necessità. Di fronte a 69 cittadini gallaratesi, l’amministrazione tutta non può fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani dopo avere creato il problema. Oggi l’amministrazione deve dimostrare di avere coraggio, di essere capace di affrontare i problemi e di cercare una soluzione. Di dare risposta a chi tra breve non avrà più dove andare in conseguenza delle scelte attuate dal Comune.

venerdì 28 dicembre 2018

Gallarate (VA), violata la dignità delle persone

La manifestazione nell'imminenza dello sgombero
A Gallarate viene violata da mesi la dignità delle persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta. Fra pochi giorni l'Amministrazione comunale ha intenzione di lasciare senza alloggio sessantanove persone, di cui trentotto minori e cinque persone anziane, dopo che sono state sgomberate dall'area che lo stesso Comune di Gallarate aveva predisposto undici anni fa. Dopo le diffide al Prefetto di Varese e al Sindaco di Gallarate, Sucar Drom e Upre Roma inviano una diffida formale al Dirigente dei Servizi sociali del comune.

Le famiglie, appartenenti alla minoranza linguistica sinta, risiedono a Gallarate dalla fine dell'Ottocento. Sono famiglie che fino alla crisi economica degli Anni Settanta del secolo scorso lavoravano nello spettacolo viaggiante, prima con il circo e dopo con le giostre. La crisi li ha portati a fermarsi nel Comune di residenza abbandonando lo spettacolo viaggiante e vivendo di commercio di materiali ferrosi e di piccola merceria.

A Gallarate hanno sempre abitato con roulotte e carovane di proprietà in via de Magri, in pieno centro cittadino, fino al 2007 quando l'Amministrazione comunale ingiunge lo sgombero dall'area per destinarla ad un'opera pubblica. Le famiglie presentano ricorso al TAR e vincono, per tale ragione il Comune allestisce un area provvisoria in via Promessi Sposi nell'estrema periferia della città, a ridosso dell'autostrada, dando la concessione per un solo anno.

L'area ha spazi non adatti alle esigenze delle famiglie che posizionano sulle piazzole le loro case mobili: é tanto stretta che se scoppiasse un incendio distruggerebbe tutte le case. Nel settembre 2008, al momento del rinnovo della concessione, sia le famiglie che l'Amministrazione comunale esprimono sulla stampa locale una valutazione positiva del primo anno ma arbitrariamente non viene rinnovata formalmente la concessione. La situazione abitativa viene lasciata proseguire in modo tacito.

lunedì 24 dicembre 2018

Buone feste e felice anno nuovo


Gallarate (VA), le nostre famiglie uguali e diverse

Io e V.F. abbiamo molto in comune: più di ottant’anni, da sempre cittadini gallaratesi con ricordi infantili che risalgono alla Gallarate dei giorni della liberazione, una mezza dozzina di figli a testa e molti nipoti. Siamo, inadeguatamente ai tempi, d’indole patriarcale e fino a un mese fa le nostre famiglie ci vivevano attorno: l’unico mio figlio non residente a Gallarate abita con la famiglia a Jerago e l’unico mio figlio che non lavora in città fa il veterinario a Cavaria.

Per me è così anche oggi, ma non più per le famiglie patriarcali di V.F. e della comunità di Sinti, da anni sistemate in un campo perso in periferia lungo l’autostrada. Le poche abitazioni, roulotte e case mobili, sono state sgomberate d’imperio per una decisione irrevocabile dell’autorità comunale che alla fine è riuscita a mettere in azione anche lo strumento principe della legalità nei grami tempi che corrono: la Ruspa!

V.F. e altre cinquantotto persone della sua pacifica comunità sinta, fra cui una trentina di minori, sono adesso in albergo, ma alla fine del mese la sua famiglia sarà smembrata e si disperderà chissà dove. Già, la legalità: bollette non pagate, qualche metro di sconfinamento nel prato circostante… Di questi tempi, tali delitti meritano la deportazione e la dispersione di una piccola comunità, tanto più se di etnia sospetta.

Caro V., a te, che conservi nel tuo italiano antiche e nobili parole di diretta derivazione indeuropea, esprimo tutta la mia solidarietà per quanto ti sta capitando, alla nostra età, ma per rispetto dell’autorità comunale in carica non ti richiamerò alla mente l’articolo 7 della mia e della tua Costituzione: “La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”. Peraltro la Costituzione è decisamente superata: non nomina mai la Ruspa. di Francesco Aspesi, VareseNews

mercoledì 10 ottobre 2018

Lanciano (CH), inaugurato il monumento al Samudaripen

É in pietra della Majella e raffigura una donna con un bambino fra le braccia, la gonna impigliata nel filo di ferro, che riesce a liberarsi e a fuggire dal genocidio. Accanto una ruota, simbolo del viaggio, del cammino di un popolo. É il monumento al 'Samudaripen', memoria al tentativo di genocidio subito dalle persone appartenenti alla minoranza linguistica rom e sinta durante il fascismo e il nazismo.

Il monumento, fortemente voluto dall'associazione Thèm Romano e da tutte le associazioni rom e sinte italiane, è stato inaugurato il 5 ottobre scorso a Lanciano nel Parco delle Memorie. Una scultura realizzata da Tonino Santeusanio grazie a una raccolta fondi promossa, tramite un comitato internazionale, da Santino Spinelli (in foto con il padre), artista e docente universitario, ambasciatore della cultura rom nel mondo.

Un monumento per ricordare, primo in Italia, la persecuzione razziale e lo sterminio di cinquecentomila fra rom e sinti in Italia e Germania tra 1935 e 1945. Spinelli è anche autore della poesia 'Auschwitz' (nelle lingue romanì, italiano, inglese ed ebraico) sul basamento del Monumento, incisa su ceramica laertina donata dal Comune di Laterza (Taranto), città gemellata con Lanciano. La stessa poesia è sull'unico altro monumento al Samudaripen in Europa il Roma Memorial di Berlino.

L'inaugurazione del monumento è stato il momento più emozionante di una due giorni, 4 e 5 ottobre, ricca di momenti importanti vissuti con il convegno internazionale sul 'Samudaripen' o Porrajmos e con la premiazione del Concorso artistico internazionale 'Amico Rom', alla sua 25/a edizione. Eventi promossi dall'Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, insieme ai Comuni di Lanciano (Chieti) e Laterza (Taranto), all'Università 'D'Annunzio' di Chieti-Pescara, all'Anpi di Lanciano, all'Associazione Them Romanò Onlus e all'Ucei, Unione delle Comunità ebraiche italiane.

La sera del 4 ottobre alTeatro Fenaroli di Lanciano ha ospitato la cerimonia di premiazione del Concorso 'Amico Rom' che ha visto la partecipazione di artisti da tutta Europa: il vincitore assoluto quest'anno è Veljko Kajtazi di Zagabria, artista e attivista per i diritti dei rom e membro del Parlamento della Repubblica croata.

"Siamo una minoranza in Italia da oltre sei secoli - ricorda Santino Spinelli, in arte Alexian, docente universitario e musicista, animatore dell'associazione Them Romanò Onlus - Ci sono rom italiani integrati nella società che conservano le loro tradizioni. La popolazione romanì nel mondo è di circa 20 milioni di persone: 16 milioni tra Europa e Americhe (180mila in Italia), 4 in Medio Oriente. Il primo ceppo di Rom in Italia arrivò in Abruzzo e Molise dalla Grecia".

Tante le persone che hanno partecipato agli eventi, tra cui tantissimi studenti e alcune personalità quali il direttore dell'Unar, Luigi Manconi, il drammaturgo, attore e compositore Moni Ovadia e il giornalista Gad Lerner.

venerdì 14 settembre 2018

Milano, condannato l'aggressore di Paolo Cagna Ninchi

L’aggressore che aveva percosso il presidente dell’associazione Upre Roma perché sua moglie è “una zingara di merda” patteggia una pena di 2 anni e sei mesi di reclusione. 

Il 12 Settembre 2018 il tribunale di Milano ha applicato la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione all’aggressore che il 4 Novembre 2016 aveva provocato gravi lesioni a Paolo Cagna Ninchi (in foto), presidente dell’associazione Upre Roma da sempre impegnata nelle attività di contrasto ad ogni forma di discriminazione e finalizzate all’inclusione della comunità Rom in Italia, colpevole, secondo l’aggressore, di essere il marito di Dijana Pavlovic, attivista rom impegnata a livello nazionale ed europeo per il riconoscimento dei diritti civili del popolo romanì e per la costruzione di una società equa e multirazziale.

Paolo Cagna Ninchi, assistito dall’avvocato Gilberto Pagani che aveva sottolineato nella denuncia l’aggravante dell’odio razziale, ritiene che “la condanna di ogni aggressione a sfondo razziale sia importante in un momento storico e in clima politico in cui aumentano le violenze contro immigrati, rom, persone di colore e religione diversi e in cui coloro che si battono contro questa situazione diventano vittime di campagne diffamatorie e di violenze fisiche, oltre che morali. Compito primario delle Istituzioni è quello di continuare a investire nell’inclusione multietnica, attraverso politiche che pongano sempre più l’interesse e la dignità di ciascun essere umano al centro delle proprie azioni. La pesante pena, che l'aggressore dovrà scontare, sia di monito a chi fa uso della violenza non avendo altri argomenti per sostenere il suo odio”.

domenica 12 agosto 2018

Rom e sinti, è nato un movimento europeo

Il 2 agosto scorso per la prima volta le associazioni e i singoli di tutta Europa si sono uniti per dire no al razzismo che attraversa virulento l'Italia, colpendo le persone appartenenti alla minoranza linguistica rom e sinta. Migliaia di persone sulle piazze d'Europa ma incredibilmente la stampa italiana non ne ha dato notizia. Dijana Pavlovic, leader di questo movimento, scrive: a Belgrado, a Sofia, a Skopje, a Praga, a Bratislava, come prima a Bucarest, davanti alle ambasciate italiane migliaia di rom hanno protestato contro l’incitamento all’odio e alla discriminazione, alle posizioni oggettivamente razziste che stanno provocando aggressioni e violenze fisiche oltre alle normali aggressioni dei vigliacchi dei social, un fenomeno oramai patologico, non solo in Italia.


Al grido «StopSalvini» è nato in Europa un movimento promosso dalle associazioni gitane, rom e sinte per combattere l’incitamento all’odio e la discriminazione che attraversa tutta l'Europa e che ha in questo momento il culmine di virulenza in Italia e in Ucraina. Davanti alle ambasciate italiane di mezza Europa si sono tenute delle manifestazioni contro le parole razziste pronunciate dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni contro il Governo italiano, come scrive sempre Dijana Pavolovic: l’ambasciatore italiano a Skopje ha dovuto accettare l’invito della piazza, uscire dall’ambasciata e fare una dichiarazione ispirata al rispetto dei principi della costituzione italiana.

sabato 4 agosto 2018

2 agosto 2018, nasce il movimento europeo di rom e sinti

Il 2 Agosto 2018 è nato un movimento unitario di rom e sinti in Europa contro il razzismo, la violenza e il ritorno del fascismo.


Ricordando gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini rom e sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944 e commemorando con loro più di mezzo milione di fratelli e sorelle morti nei campi di sterminio d’Europa, le associazioni rom e sinte italiane ed europee hanno promosso presidi e manifestazioni a Roma davanti a Montecitorio e a Bucarest, Belgrado, Skopje, Praga, Bratislava, come prima a Barcellona e a Madrid, davanti alle ambasciate italiane manifestando la propria preoccupazione per la campagna di istigazione all’odio che indicano in rom e sinti, insieme ai migranti, i nemici rischiando di farci tornare ad anni bui e feroci.

giovedì 2 agosto 2018

2 agosto, cambia una pagina del Porrajmos?

La notte di settantaquattro anni fa tutte le donne, gli uomini, le bambine e i bambini superstiti dello Zigeunerlager ad Auschwitz-Birkenau vengono divorati nelle camere a gas e nei forni crematori. Gli storici affermano che quella notte furono sterminati circa tremila persone ma oggi incominciano ad emergere dei dubbi sul numero delle persone divorate quella notte. Una nuova ricerca mette in dubbio gli ultimi cinque mesi dello Zigeunerlager.

La notte del 2 agosto è considerata il culmine del Porrajmos, il tentativo di genocidio che subirono le persone appartenenti alla minoranza linguistica sinta e rom durante il nazi-fascismo. Luigi Sagi, ebreo italiano internato a Birkenau, racconta in questo video del silenzio assordante la mattina successiva al divoramento. E' quel silenzio che rende consapevole lui ed altri di essere in un campo di sterminio. Una cosa inimmaginabile nel cuore dell'Europa cristiana al culmine della sua civiltà.

Quest'anno il Presidente Mattarella ha ricordato il tentativo di sterminio subito da sinti e rom nella sua dichiarazione del 25 luglio scorso per l'ottantesimo anniversario del “Manifesto della Razza”. Un passaggio importante sulla strada del riconoscimento del Porrajmos all'interno della Legge 211 del 2000 che ha istituito Il Giorno della Memoria.

martedì 31 luglio 2018

2 agosto, rom e sinti: memoria e azione contro il razzismo

2 Agosto 1944 – 2 Agosto 2018 Rom e Sinti davanti a Montecitorio. Stop a razzismo e dialogo per includere con rom e sinti d’Europa. Presidi e manifestazioni davanti alle ambasciate italiane.

In foto la manifestazione a Bucarest davanti all'Ambasciata italiana

Il 2 Agosto dalle 14 alle 17 rom e sinti saranno davanti a Montecitorio per ricordare gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini rom e sinti dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944, ma anche per manifestare la propria preoccupazione per il clima di discriminazione con minacce di censimenti etnici e violenza diffusa contro persone e comunità rom e sinte e chiedere al governo italiano di promuovere interventi condivisi con la comunità rom e sinta e perciò efficaci, lavorando a un vero cambiamento perché non si viva nella paura e nella rabbia, ma con coraggio e speranza.

Questa speranza è sostenuta da un movimento europeo che, dopo le mobilitazioni di Spagna e Romania, vedrà manifestazioni davanti alle ambasciate italiane il 31 Luglio in Cechia e nella stessa giornata del 2 Agosto in Bulgaria, Serbia e Slovacchia, per finire il 6 Agosto in Macedonia e Ungheria.

Rom e Sinti chiedono il rispetto dei diritti umani, il rifiuto del razzismo e della violenza contro chiunque e un’Europa solidale e accogliente come risposta alle crisi dentro e fuori il continente per agire contro questa onda nera che ci riporta indietro, per proteggere noi e i nostri figli, in difesa di tutti i cittadini, della nostra democrazia.

La giornata del 2 Agosto prevede:

- alle 12.30 un presidio davanti all’ambasciata ucraina contro le violenze criminali di gruppi neonazisti che hanno portato alla morte di un giovane rom di 24 anni e al ferimento di donne e bambini;

- dalle 14 alle 17 la manifestazione davanti a Montecitorio.

lunedì 23 luglio 2018

Roma, il 2 agosto rom e sinti a Montecitorio

Rom e sinti saranno a Roma 2 agosto 2018 dalle 12 alle 17 in Piazza Montecitorio. Prima di tutto per ricordare gli ultimi 2.897, donne, uomini e bambini dello Zigeunerlager di Auschwitz-Birkenau uccisi nella notte del 2 agosto 1944 e commemorare con loro più di mezzo milione di nostri fratelli e sorelle morti nei campi di sterminio d’Europa.

Per affermare che commemorare oggi quella data significa ricordare, imparare e agire in una nuova situazione di difficoltà. Noi siamo figli e nipoti di quelle persone. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che il razzismo non porta un futuro migliore nemmeno per i razzisti, porta solo la ripetizione di una storia atroce e devastante per tutti. Siamo determinati ad agire con tutte le nostre forze contro questa onda nera che ci riporta indietro, non soltanto per proteggere noi e i nostri figli, ma in difesa di tutti i cittadini, in difesa della nostra civiltà e della nostra democrazia.

giovedì 19 luglio 2018

Roma, bimba rom di 15 mesi colpita alla schiena

Martedì scorso una bambina di 15 mesi è stata colpita alla schiena da un proiettile sparato da un'arma ad aria compressa. La bambina, di nome Cirasela, rischia di rimanere paralizzata per tutta la sua vita. La comunità rom e sinta rivolge un appello al Presidente della Repubblica.

Martedì 17, a Roma, intorno alle 18 un gruppo di persone appartenenti alla minoranza
rom stava tornando dal parco giochi di via Togliatti quando contro di loro è stato esploso un colpo con una pistola ad aria compressa. Il colpo ha ferito alla schiena Cirasela, una bimba di 15 mesi, che era in braccio alla mamma e ora è all’ospedale: il proiettile ha leso la piccola colonna vertebrale della bimba che ora rischia di rimanere paralizzata. Perché?