giovedì 10 aprile 2014

Milano, rom e sinti di fronte alle elezioni europee


Elezioni Ue, appello delle donne rom a sostegno della candidatura di Dijana Pavlovic

Siamo donne di un popolo che costituisce la più grande minoranza europea: 12 milioni di donne, uomini, bambini. Non abbiamo mai fatto guerre, non abbiamo mai avuto pretese territoriali. Abitiamo tutte le nazioni, siamo di tutte le religioni e parliamo tutte le lingue d’Europa.

Siamo donne appartenenti a un popolo che da sette secoli vive sul territorio italiano, ma ciononostante non è riconosciuto come minoranza storico-culturale e da sempre porta lo stigma della diversità, del pregiudizio.

Siamo donne i cui i figli vivono ancora oggi segregati, discriminati in ogni segmento di questo stato, dalla scuola alla sanità, dal lavoro alla casa, a cui non si riconosce il diritto alla propria identità, condizione di una piena cittadinanza.

Siamo donne che da anni si impegnano nella vita quotidiana, nella società, con la mediazione culturale, con l’attivismo per migliorare le condizioni delle nostre comunità, per dare un futuro ai nostri figli in una società che ci accetti come una ricchezza non come un rifiuto.

Siamo donne Rom. Questo nostro impegno non ha mai avuto un riconoscimento da parte delle istituzioni e della politica, che hanno considerato sempre le nostre comunità un corpo estraneo, irriducibile. Per questo motivo è per noi un segno di cambiamento e di speranza la candidatura di Dijana Pavlovic alle elezioni europee con la lista Tsipras. Una lista che si presenta con la volontà di restituire fiducia e speranza ai popoli di un’altra Europa, giusta e solidale, nella quale tutte le minoranze siano pienamente accolte e riconosciute.

Dijana da anni combatte insieme con noi per restituire dignità alle nostre comunità attraverso la responsabilizzazione, l’auto organizzazione e l’auto determinazione. Noi siamo convinte che non ci sarà mai una società giusta, democratica e civile finché gli ultimi non avranno voce e diritti. Ed è per questo che la nostra battaglia racchiude in sé le grandi questioni dell’Europa futura. Ed è per questo che sostenendo la candidatura di Dijana siamo sicure di dar voce alle nostre speranze.


Saška Jovanović Fetahi (Romni Onlus – Roma), Danijela Jovanović (Associazione YuRom – Napoli), Concetta Sarachella (Associazione Tikane Assiem Onlus – Isernia), Remzija Renata Chuna (studentessa di Caserta), Sanela Mikić (Romni Onlus – Roma), Rebeca Ciovacu (studentessa di Milano, artista), Zvezdana Hudorivić (cooperativa Romano Drom - Museo del viaggio – Milano), Beatrice Barabazza (cooperativa Romano Drom - Museo del viaggio – Milano), Laura Murati (Romni Onlus – Roma), Silvana Salkanovic (Romni Onlus – Roma), Cica Tajkunovic (Romni Onlus – Roma), Ljiljana Firlovic (Romni Onlus – Roma), Marija Firlovic (Romni Onlus – Roma), Laura Bogdanovic (Romni Onlus – Roma), Valentina Bosjak (Romni Onlus – Roma), Dragica Naumovska (Romni Onlus – Roma)

lunedì 7 aprile 2014

8 aprile 2014, le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico


8 aprile 2014 43° Giornata internazionale del popolo rom e sinto. Le associazioni dei Rom e dei Sinti lanciano la campagna nazionale per il riconoscimento giuridico della minoranza storico-linguistica rom e sinta in Italia

L’8 aprile cade la 43.ma ricorrenza del Romano Dives, la Giornata internazionale del popolo rom e sinto. In questa occasione la Federazione Rom e Sinti Insieme (formata da 27associazioni che operano a livello locale, regionale e interregionale) e le associazioni Roma onlus, Romni onlus, FutuRom, Amalipé Romanò, Forum Campania Rom, Cittadinanza e minoranze, Antica sartoria rom, Theatre Rom, Museo del viaggio “Fabrizio De André” Isernia, Rom per il futuro, Gruppo di azione Rom Piemonte (Romano pala tetehara, Romano Ilo, Romano Buci, Rom e gagi insieme) Associazione Lumine lanciano la campagna nazionale per la raccolta di firme su una legge di iniziativa popolare per il riconoscimento giuridico della minoranza linguistico-culturale rom e sinta italiana.

Rom e Sinti in Italia sono tra 150 e 170 mila, una cifra modesta rapportata alla popolazione italiana ma una minoranza significativa e soprattutto una minoranza con una propria identità linguistica e culturale. Insediati in Italia sin dal 1400 gli “zingari” sono la minoranza storica più svantaggiata e più stigmatizzata nonostante gli obblighi internazionali e comunitari dell’Italia e gli interventi di numerose organizzazioni internazionali come il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unione europea.

La partecipazione di Rom e Sinti alla vita collettiva con il proprio contributo umano e culturale è fondamentale per superare l’esclusione, la marginalizzazione di un popolo che ha attraversato secoli di discriminazione fino allo sterminio razziale e che non deve rimanere confinato nei ghetti fisici e spirituali, nei quali troppo spesso viene relegato all’assistenza e non alla propria responsabilità.

La campagna che le associazioni di Rom e Sinti avviano in rappresentanza delle comunità rom e sinte italiane vuole realizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione che prevedono: la pari dignità sociale e l’eguaglianza davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; la tutela di tutte le minoranze linguistiche con apposite norme.

In questo modo si vuole superare il mancato riconoscimento istituzionale come minoranza che è causa della scarsa integrazione nella società e della marginalizzazione sociale ed economica.

Le associazioni rom e sinte rivolgono un appello alla cittadinanza, a associazioni, istituzioni perché aderiscano e sostengano questa campagna. Il riconoscimento della minoranza rom e sinta, della sua storia, della sua cultura, della sua identità accoglie rom e sinti nella comunità più generale insieme con tutte le altre identità che costituiscono il nostro patrimonio nazionale.

Grazie per l’attenzione

Per informazioni Tel. 3397608728 – E-mail: lexsintirom@gmail.com


Federazione Rom e Sinti Insieme è formata da: Nevo Drom, Upre Roma, Sinti Italiani Vicenza, Sucar Drom, Consulta Rom e Sinti di Milano, Museo del Viaggio “Fabrizio de André”, Sinti Italiani Busto Arsizio, Thèm Romanò Reggio Emilia, Sinti Italiani Brescia, Sinti Italiani Milano Lambrate, Sucar Mero, Sinti Italiani Pavia, Sinti nel Mondo, Sinti Italiani Bologna, Sinti Italiani Prato, Romano Drom, Sinti Italiani Reggio Emilia, Romà, Sinti Italiani Verona, Nevo Drom Trento, Sinti Italiani Piacenza, Cooperativa Sociale Aquila, Sinti Italiani Piemonte, Amici di Via Django, Cooperativa Labatarpe, Sinti Italiani Romano di Lombardia, Istituto di Cultura Sinta

venerdì 4 aprile 2014

27 gennaio, una riflessione sul riconoscimento del Porrajmos

Trascorso il 27 gennaio, è possibile proporre qualche considerazione sui programmi che le varie cittadine italiane hanno dedicato alla memoria delle vittime della persecuzione e dello sterminio nazi-fascista. Mentre in Germania, il 27 gennaio accomuna la riflessione e la commemorazione di molteplici categorie d’internati, tra queste la Shoah a fianco del Porrajmos come persecuzioni di stampo razziale (dall’ottobre del 2012 il memoriale dedicato alle vittime della Shoah e quello dedicato alle vittime del Porrajmos sono vicini tra loro, di fronte al Reichstag), in Italia, commemorazioni sempre più dense di retorica, pongono la narrazione del Porrajmos nell’anticamera della memoria.

Se fino agli anni Duemila non se ne parlava perché non si conosceva, non s’incentivava e non si diffondeva la conoscenza, nell’ultimo decennio il Porrajmos fa la sua prolungata ed educata anticamera secondo due modalità coincidenti: nel primo caso le iniziative promosse non ne parlano non considerandolo neppure parte del tema della memoria, nel secondo caso istituzioni pubbliche organizzano eventi specifici, ma “a parte” rispetto al resto delle manifestazioni, eventi frequentati (poco, ma non è un problema del solo Porrajmos) da specialisti,attivisti, rom e sinti, qualche rappresentante di qualche ente che porta il proprio saluto e subito dopo se ne va.

martedì 25 marzo 2014

Renzi e il Piano nazionale contro il razzismo


Mantova, il razzismo e le discriminazioni viaggiano su facebook e twitter: Sos di Articolo 3

I dati raccolti nel 2013 dallo Sportello Antidiscriminazioni di Articolo 3 portano a tenere alta la guardia, perché la supremazia diretta o indiretta verso le fasce della società più deboli o indifese è sempre in agguato. Trenta i casi di discriminazione presi in esame lo scorso anno, tra cui 13 a Mantova, 11 in Italia, 4 in Lombardia e 2 sul web. Il problema di solito viene risolto con la mediazione. Soltanto in un caso, in cui è coinvolto un politico mantovano, ritenuto responsabile di discriminazione verso Rom e Sinti, si è arrivati alle vie legali.

I più esposti verso intolleranza e soprusi sono proprio i cittadini Rom e i Sinti (16 casi), seguono di poco le discriminazioni etnico- razziali (13) e quelle contro la comunità Lgbt (3). Gli ambiti in cui questi 30 casi sono stati rinvenuti riguardano quello pubblico, seguito da istituzionale, lavoro, scuola e servizi.

Lo Sportello ha monitorato 4 proposte di legge regionale che introducevano paletti verso gli immigrati nell'assegnazione degli alloggi popolari, nella fruizione dei servizi socio-assistenziali e nel diritto allo studio.

Esaminate anche le segnalazioni di documenti e dichiarazioni discriminatorie pubblicate su Facebook: 14 i casi evidenziati (alcune pagine sono state chiuse).


L'attività di Articolo 3 si allarga sempre di più. Ieri è stato sottoscritto un protocollo d'intesa antidiscriminazioni con il Comune di Cremona. Il bilancio 2013 è stato presentato dal responsabile dello Sportello, Carlo Berini, insieme al presidente Davide Provenzano con il coordinatore Emanuele Nitri. Il Rapporto dell'Osservatorio sarà presentato nel mese di maggio 2014. da Gazzetta di Mantova

Milano, il Sindaco è una "merda" o c’è qualcuno che ne spande troppa e ci avvelena?

Due giorni fa a un incontro con le scuole il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, viene apostrofato da un ragazzino: “Sei una merda, hai dato i soldi ai rom”. Invitato sul palco da un sindaco sin troppo civile contesta Imu, ecc. e afferma: “Io sono informato”. Sarebbe facile buttarla sull’ironico e dire “Magari i rom avessero preso un po’ di soldi” a uno che si propone come emulo di quel De Corato che ha speso oltre 5 milioni di euro in inutili e crudeli sgomberi di rom che l’unica cosa che hanno visto sono state le ruspe sulle loro baracche o il degrado dei campi regolari abbandonati a se stessi.

Ma ci colpisce di più un’altra cosa, un atteggiamento pone una domanda inquietante. Chi lo educato a modi così “garbati”, chi lo ha informato su cose non vere, qual è l’aria che respira in casa sua, o con i suoi compagni o nella sua scuola, qual è il suo orizzonte politico? Come cresce un ragazzino che con i suoi coetanei è il futuro di questa città?, e cosa fa questa città perché l’inciviltà, la maleducazione, l’ignoranza non siano il futuro di tanti suoi figli?


Il piccolo contributo che noi possiamo dare è invitare questo ragazzino in un campo (a patto che non ci venga per bruciarlo!) e fargli semplicemente conoscere i rom perché possa capire e poi giudicare. di Consulta Rom e Sinti di Milano

lunedì 24 marzo 2014

Piano nazionale contro il razzismo e discriminazione territoriale: il Parlamento e il Governo riaprano l'iter di approvazione

Annunciato il 30 luglio 2013 dalla Ministra dell'Integrazione Cécile Kyenge e dalla Vice Ministra con delega alle Pari Opportunità M. Cecilia Guerra (facenti parte del precedente Governo Letta), il Piano nazionale contro il razzismo e la xenofobia avrebbe dovuto essere presentato in novembre, ma non se ne sa più nulla.

Ci ricorda questo anche il grido contro la discriminazione e l'indifferenza che un cittadino di Pietrasanta (Lucca), Stefano Pierotti, ha riposto in otto cartelli grondanti gocce di sangue con disegnate alcune figure umane che, come deportate, vengono allontanate con un carro attrezzi: una protesta "artistica" efficace per denunciare l’intolleranza verso i venditori ambulanti di origine straniera. Si può leggere l'articolo qui.

Per ‘discriminazione territoriale’ s’intendono cori, insulti e provocazioni che, generalmente, una tifoseria rivolge a quella ospite, ‘colpevole’ di provenire da un’altra regione d’Italia. Nella maggior parte dei casi, il bersaglio dei cori sono i napoletani, definiti ‘colerosi’, e la città di Napoli.