lunedì 23 giugno 2008

C’è del primitivo nelle pulsioni sociali in Italia

Riportiamo una lettera interessante del signor Mario Costa, pubblicata da Il Secolo XIX questa mattina, e di seguito la risposta/commento del Direttore del quotidiano ligure.
In alcune popolazioni cosiddette “primitive” dell’Africa e del Papua N. Guinea, quando la società è sottoposta a pressioni che ne minano la struttura si ricorre alla figura dalla “strega”. Essa è un personaggio immaginario, proveniente dall’esterno, che ha l’obiettivo di “maledire” e destabilizzare con le sue pratiche antisociali il benessere della società.
Questa figura “straniera” e la conseguente lotta contro di essa svolge molte funzioni salutari: ristabilisce la pace nella società proteggendo il sistema da presunte interferenze esterne; rinsalda i vincoli tra gruppi, poiché ci si unisce contro un nemico comune; scarica le colpe di una cattiva amministrazione dei beni comuni su un nemico “esterno” e “straniero” che, benché immaginario, funge da capro espiatorio.
Di fronte ad un nemico comune, scaricate le responsabilità dei propri errori all’esterno, la società si ricompatta, trovando nuova linfa vitale e armonia fino alla successiva crisi. In una società come la nostra, in cui si leggono quotidiani nazionali scrivere che «i rom sono la nuova mafia», si è sollevato un gran polverone sulla criminalità rom.
L’obiettivo è stornare l’attenzione da chi non sa governare, e dalle loro reali responsabilità: la corruzione dilagante, la mancanza di etica pur vivendo in un Paese che si definisce “cristiano”, e la totale assenza di una classe politica capace e responsabile. Non sarebbe ora di uscire da una condizione “primitiva” accollandoci le nostre responsabilità una volta per tutte?

No, sarebbe ora di accettare serenamente la primitività di tutto quanto concerne attualmente le nostre pulsioni sociali e psicologiche.

Pubblichiamo la sua lettera pur avendo il dubbio che possa essere fatto oggetto di ludibrio e condanna, sarcasmo e insulti di ogni sorta e maniera per la teoria che espone e che è certamente vista dai più come offensiva.
A mio parere è ragionevole, e per questa ragione so di meritarmi la mia parte di insulti, offrendola alla pubblica considerazione. Sì, ho letto anch’io l’affermazione, avente per autori un bel mazzolino di fiori del giornalismo nazionale, che i rom siano la nuova mafia. La cosa non mi ha sconvolto affatto, nonostante sia un’ipotesi piuttosto ardita; mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la vecchia mafia, se condivide o è rimasta lievemente turbata da questo spodestamento.
Ma, come avrà certamente notato, i rom sono oggi lievemente arretrati nell’attenzione dei media sull’emergenza sicurezza; in primissimo piano c’è oggi la difesa della riservatezza a cui il nostro governo sta lavorando con un disegno di legge limitante la pratica delle intercettazioni telefoniche. Chissà tra un mese o due i rom saranno ancora nella top ten.

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