martedì 17 novembre 2009

Taraf de Haidouks, ritorno alle origini: Maskarada

Il Taraf de Haidouks presenta in concerto il suo nuovo progetto originale dedicato ai compositori classici che si sono ispirati a temi delle musiche tradizionali. Dai Balcani alla penisola Iberica, dall’Inghilterra alla Russia, essi hanno attinto ai folklori nazionali attraverso le minoranze (specialmente Rom) presenti nei loro paesi, e hanno sovente cercato di tradurre una visione rappresentativa di un Oriente esotico, esuberante, misterioso (e largamente immaginario).
Per un giusto e puntuale ritorno alle origini, ecco che il più celebre dei gruppi tzigani dei Balcani si riappropria dei brani di Bartok, Khachaturian, Ketelbey e Manuel de Falla, per farli “suonare” alla propria maniera, in certo qual modo: “re-tziganizzandoli”.
Questa nuove interpretazioni fanno parte del loro nuovo album “Maskarada”, pubblicato dalla Crammed Discs e distribuito in Italia dalla Materiali sonori
In Europa, solo qualche luogo privilegiato nasconde una musica selvaggia e spontanea come quella che i Lautari suonano a Clejani, un piccolo villaggio in Romania.
Prima conosciuto come il Taraf di Clejani, il Taraf di Haidouks è stato così ribattezzato in omaggio agli antichi banditi della Romania feudale, gli Haidouks. Questa figura simboleggia ancora oggi nelle campagne una certa libertà e giustizia sociale, l’arte di arrangiarsi di un popolo di fronte alle ingenuità del signore.
Aldilà delle influenze bulgare, turche e slave, le antiche ballate dei Taraf de Kaidouks sono tramandate di padre in figlio, in seno ai taraf, termine arabo che designa un ensemble vocale o strumentale a geometria variabile. Nella composizione odierna del taraf, sono presenti tutte le generazioni: Le tradizionali arie evolvono continuamente, trasformate dal desiderio di innovazione dei più giovani.

Quello che fortemente colpisce è il legame, l’interazione viva tra vecchi e giovani, sul palco il gruppo si scompone in piccole formazioni, sempre miste, nelle quali si ha l’impressione riviva ogni volta una qualche forma di scuola. Gli occhi elettrizzati dei giovani guardano verso i loro padri, incalzando e inseguendo allo stesso tempo. I canti sono accompagnati al violino, con il supporto armonico del cymbalon, e quello ritmico del contrabasso e della fisarmonica. Brani lunghissimi, che si sviluppano di generazione in generazione, senza protezionismo da parte degli anziani, che invece sono orgogliosi delle innovazioni portate dai giovani, anche se questi ultimi prestano molta attenzione al virtuosismo strumentale. E sul palco, con quattro violini, tre fisarmoniche, due cymbalon e il contrabasso, di virtuosismi e di tenzoni all’ultimo graffio d’archetto se ne ascoltano tantissimi.
Il Taraf de Haidouks è il più famoso gruppo rom al mondo. Ha inciso 4 CD per l'etichetta belga Crammed, il loro album live "Band of Gipsyes" (distribuito in Italia da Materiali Sonori) è stato premiato dalla BBC3 al World Music Awards.
Il gruppo è ormai celebre in tutto il mondo, avendo partecipato ai più prestigiosi festival internazionali in Francia, Inghilterra, Giappone, Usa, Canada, Germania, Italia, Brasile. Tra le loro apparizioni, vanno ricordati i concerti con il Kronos Quartet (che li hanno invitati ad eseguire con loro nel nuovo album "Kronos Caravan" il brano "Turceasca"), la partecipazione alle sfilate di Yohji Yamamoto, allo show televisivo di Adriano Celentano, e nel film (e nella colonna sonora) "L'uomo che pianse" di Sally Potter, sul cui set hanno letteralmente conquistato Jonny Depp.
In Italia, il Taraf si è esibito nei festival più importanti : Romaeuropa, Ravenna Festival, Suoni e Visioni e Villa Arconati (Milano), Mundus (Reggio E.), L’Altro Suono (Modena), Time in Jazz (Berchidda) ed è stato invitato dall’Accademia di Santa Cecilia per un concerto in occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.
"Li ho recentemente conosciuti durante le riprese di The Man Who Cried. Per me rappresentano un modello per il modo di affrontare la vita. Malgrado tutto quello che hanno dovuto affrontare. Sto parlando di razzismo contro i nomadi che esiste da secoli ed ancora tutt’oggi. Queste persone fanno una musica che esprime una gioia intensa. Hanno il dono di farti sentire vivo. Sono alcune delle persone più straordinarie che ho mai conosciuto", Johnny Depp (Studio Magazine, Francia, gen. 2000).
"Taraf de Haidouks é uno dei miei gruppi preferiti. La loro musica appassionante e globale é colma di estasi e tristezza. Conducono i loro ascoltatori all’essenza della musica: lì dove l’archetto incontra la corda e da tutto quello che deriva da questo incontro. Come membro del gruppo Kronos, ammiro l’abbondanza di sentimenti che Taraf de Haidouks riesce a creare. Come violinista adoro questo luogo selvaggio dove essi si trovano", David Harringthon, Kronos Quartet.
Per informazioni:
- http://www.myspace.com/tarafdehaidouksbandofgypsies
- http://www.crammed.be/taraf/index.htm
- http://www.marsab.com/artists/taraf/index.php

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