mercoledì 29 settembre 2010

Ue, la Commissione apre la procedura d'infrazione contro la Francia

La Commissione Ue ha preso «la decisione di principio» di aprire una procedura d'infrazione contro la Francia per mancato rispetto della legge europea sul caso dello smantellamento dei campi Rom.
Bruxelles di conseguenza invierà una lettera di messa in mora, ovvero il primo passo della procedura di infrazione, a Parigi per invitarla a prendere provvedimenti in materia. La lettera dovrebbe essere inviata nel corso del mese di ottobre insieme al pacchetto delle altre procedure di infrazione che la Commissione apre mensilmente ma, ha precisato la portavoce della Commissione europea, la missiva potrebbe non essere inviata se la Francia fornirà a Bruxelles un calendario preciso con misure dettagliate entro il 15 ottobre.
La Commissione europea sta anche analizzando la trasposizione della direttiva del 2004 sulla libera circolazione anche negli altri Stati membri dell'Unione e, «se sarà il caso» invierà altre lettere di messa in mora a quei Paesi che a suo giudizio non dovessero rispettare la normativa Ue. da Corriere della Sera

7 commenti:

Anonimo ha detto...

La normativa che prevede l'obbligo di un reddito e di una residenza per chi sosta + di 3 mesi in uno stato diverso dal suo?
Giusto, bisogna farla rispettare.

u velto ha detto...

la normativa parla di singole persone, punto e a capo.
il Ministero dell'interno francese ha ordinato alle prefetture di sgomberare e rimpatriare "in particolare i Rom" con una circolare dell 5 agosto. questa è un'aperta violazione delle norme europee, punto e a capo.

xpisp ha detto...

Riportami la normativa francese per crtesia, a me risulta che si sono sgomberati campi ABUSIVI dove sostavano persone da ben oltre i termini sopra riportati.
Non conosco la realtà dei campi abusivi francesi(anche se fino all'altro ieri secondo le vostre parole erano paradisi di integrazione) ma se sono vagamente simili ai nostri non sono composti da soli rom, almeno quando ne beccano uno che stupra di un campo è sempre romeno o altro.

xpisp ha detto...

PS
concordo con la domanda che ho letto... il lussemburgo quanti rom ha nel suo territorio(ricco) e quanti ne ha ospitati la signora reding?

francisco ha detto...

Non ho trovato statistiche sulla presenza zigana in Lussemburgo.
Sono convinto che sia sovrapponibile ai paesi confinanti.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-16/scintille-sarkozy-barroso-sondaggio-223210.shtml?grafici&uuid=AY6FZcQC

Nella vecchia Europa Occidentale tutti i paesi, esclusa la Spagna hanno una presenza zigana sotto l'uno percento.

In questo lavoro del Sole mancano i micropaesi.

In Italia dove il guidato allarme sociale fa percepire una presenza di zigani che delinquono in forma elevata si ha una presenza stimata intorno allo 0,3%, naturalmente nel voluto allarme sociale tutti delinquenti, dove quasi due terzi sono di cittadinanza italiana da centinaia di anni ed il resto sono stranieri con molti che sono nati qui e sono di lingua e cultura italiana senza rinunciare alla propria.

La netta maggioranza hanno scelto da generazioni una forma abitativa uguale alla maggioranza degli altri italiani, una parte di chi vive in campi abitava nei paesi di origine nelle stesse condizioni e una minoranza, senza essere nomadi, mantengono a volte per scelta soluzioni abitative quali camper, campine o case mobili.

Xp, dire che il Lussemburgo si deve prendere i rom cacciati dalla Francia è volutamente una esagerazione. Ci saranno anche in Lussemburgo zigani presenti da centinaia di anni ed altri appena arrivati.

franco

xpisp ha detto...

Ciao Franco,
credo che la Francia abbia "espulso" chi era li non da sempre, infatti nelle sue rivendicazioni di corretta applicazione della legge europea che permetta la libera circolazione ricordava però che per periodi oltre i 6 mesi una persona deve dimostrare di avere un luogo dove risiedere e un lavoro per mantenersi.
insomma:" benvenuto a chi vuole lavorare e fuori dalle palle chi è qui per scroccare" questo sembrerebbe il messaggio del governo francese.
Messaggio che è difficile non condividere, anche perchè in questo sito si è + e + volte ricordato come l'Italia rappresenti il massimo della discriminazione contro i sinti/rom, cosa che nei paesi vicini mai è capitato.
Indi è facile pensare che chi dopo + di 6 mesi è ancora privo di una sistemazione legale e di un lavoro lo debba alla sua volontà.
In Italia avremmo dato la colpa alla discriminazione che impedisce ai sinti/rom di accedere ai lavori ma in Francia questo è impensabile!
Sulla Redding era la solita provocazione contro chi dice cosa non bisogna fare ma mai soluzioni alternativi a problemi evidentemente reali.

francisco ha detto...

Anche se le notizie sul Lussemburgo passano poco sui media italiani, mi sembra che non abbiano espulso nessuno negli ultimi anni.
L'Italia non è sempre il massimo della discriminazione, a volte gli amici di Sucar Drom esagerano se affermano questo, ma lo è quasi sempre.

Ci sono fra quelli che chiami con un francesismo (nota il doppio senso) scrocconi persone che dovrebbero godere di asilo politico.
Secondo me nel tuo ragionamento c'è un buco, e non mi riferisco in questo post solo, Mi sembra che ti riferisci spesso all'universo completo degli zigani.
In Italia come nel resto del mondo ci sono zigani di tutti i tipi, sopra mi dilungavo sulla scelta abitativa, ma anche per il lavoro o la precarietà di molti aspetti della loro vita.
Da noi i rom e sinti sono pochi, molti hanno percorsi di vita per i quali non hanno bisogno di sostegni esterni, altri italiani, stranieri o (metto la terza categoria) sostanzialmente italiani ed incapaci di produrre documenti per devastazioni o guerre nei luoghi da dove sono venuti, hanno bisogno di sostegni.
Ci sono fondi europei per farlo senza spendere un centesimo dei contribuenti italiani.

E questa è una cosa che forse ci divide, per me ben vengano persone che possano dare il loro contributo per il nostro paese. Le nuove diversità arricchiscono sempre.
Certo, nella legalità, ma una legalità che non sia ostile e mirata all'esclusione.

Oggi la Merkel per motivi elettorali si apre ad un nuovo concetto di integrazione che io definisco assimilazione. Accetta la multietnicità ma nega la multiculturalità. Già qui, amaramente, è molto più illuminata di tanti nostri governanti, ma dimentica che la Germania è cambiata ed è in via di cambiamento ed una prova è la sua nazionale di calcio.
Lo stesso vale per noi, quanti sono i rom romeni che migrano in Italia e nascondono la loro appartenenza etnica per comodità e sicurezza? Sono molti. Fra di loro ve ne sono un grande numero che lavorano ad esempio nell'edilizia ed alcuni di loro ora sono senza reddito per la crisi del settore in cui operano.