lunedì 21 aprile 2008

Piero Terracina: il Pdl? Anche lì c'è un'anima fascista e razzista

«Il problema è Alemanno, non Storace. Con lui smetto i viaggi ad Auschwitz» Piero Terracina, sopravvissuto al campo di sterminio, attacca: «Il Pdl? Anche lì c'è un'anima fascista e razzista che non si cela dietro una kippah».
«Non basta mettersi la kippah davanti al Muro del pianto, per smettere di essere fascisti. L'hanno fatto in tanti, forse l'hanno fatto in troppi. Io credo che votare per un partito che accoglie gente come Alessandra Mussolini e Ciarrapico dovrebbe essere impossibile per tutti, non solo per gli ebrei, ma anche per i tanti antifascisti che ci sono nel centrodestra. Figuriamoci poi dare il voto ad una destra estrema che si dichiara apertamente fascista. Il problema non è l'apparentamento con Storace, il problema è Alemanno stesso, candidato a sindaco di Roma».
È lucido e non ha perso nemmeno un grammo di memoria, Piero Terracina, classe 1928, esponente di spicco della comunità ebraica e colonna portante dell'antifascismo italiano. Terracina aveva 15 anni quando venne arrestato dalle Ss e deportato ad Auschwitz insieme agli altri sette membri della sua famiglia. Tornò a Roma da solo, unico superstite.
«Mi denunciarono i fascisti, loro mi consegnarono alle Ss per prendersi il compenso di cinque mila lire. E quando tornai, a 17 anni, senza più nessuno, la prima lettera che ricevetti fu dallo stato italiano che reclamava le tasse arretrate di mio nonno ucciso nelle camera a gas. E solo dopo nove anni ottenni l'aiuto economico che avevo chiesto. Eccolo, è un assegno che non ho mai incassato e che da allora porto sempre con me, guardi: sono 48.065 lire». Allora lo stipendio medio era di 200 mila lire.
Dopo le proteste del presidente Riccardo Pacifici, Alemanno ha detto ieri che terrà conto dell'opinione della comunità ebraica romana per decidere sull'apparentamento con La Destra. Ma ci tiene a ricordare che Storace è stato in Israele prima di Fini.
Credono che sia sufficiente andare in pellegrinaggio in Israele o ad Auschwitz. Ma quando si tratta poi di esprimere con i fatti le loro idee, si rivelano per quello che sono. Dovremmo ricordare tutti il loro passato perché il problema purtroppo è questo: a differenza della Germania, l'Italia non ha mai fatto i conti con il suo passato.
La Shoah non ci sarebbe stata senza le leggi razziali nel '38, e queste non avrebbero potuto essere emanate se il fascismo non avesse tolto a tutti noi italiani la libertà nel '22. E non dimentichiamo che è il fascismo che ha fatto scuola al nazismo, nato solo successivamente.

Anche Fiamma Nirenstein è entrata senza remore nel Pdl. Possibile che ormai il giudizio sulle politiche dei governi israeliani sia diventata la vera discriminante politica di molti ebrei, più che i principi e i valori che esprime una parte politica?
Quello che penso l'ho già detto personalmente a Fiamma, la sua scelta mi ha fatto molto male.

Ci racconta cosa le ha detto precisamente?
Le ho detto che secondo me per un ebreo entrare in un partito che accoglie fascisti è andare, come dire, contro natura. Io credo che il padre di Fiamma, Alberto Nirenstein, deportato anche lui, si sia rivoltato nella tomba. Però c'è da dire che se ormai si è arrivati a questo punto la colpa è anche della sinistra. Siccome gli estremi spesso si toccano, l'estrema sinistra ha assunto le stesse idee dell'estrema destra. C'è un antisemitismo mascherato dietro le prese di posizione sul conflitto israelo-palestinese: la colpa alla fine è sempre degli ebrei. Apparentemente l'odio è anti israeliano, ma in realtà si riversa contro tutti gli ebrei. Ogni persona di buon senso dovrebbe capire che uno stato sovrano ha il diritto e il dovere di difendere i propri cittadini.

È per questo che la maggior parte della comunità ebraica ha fatto una scelta di campo verso il centrodestra?
Indubbiamente questa presa di posizione della sinistra ha orientato il pensiero di molti ebrei. Non ci dimentichiamo che Israele è la nostra assicurazione sulla vita. E da questo punto di vista hanno fatto danni tutti, li ha fatti l'estrema sinistra ma anche D'Alema, andando a braccetto con il capo degli Hezbollah.

Eppure Alemanno, che sembra mostrare questa sensibilità verso Israele, nel suo incontro di oggi (ieri, per chi legge) con il ministro francese dell'immigrazione e dell'identità nazionale, Brice Hortefeux, ha parlato di preferenza nazionale e del solito «problema immigrazione» e «nomadi». Non vede alcuna contraddizione in questo?
Certo. Infatti, non è razzismo anche questo? Non metto in dubbio che la questione dei campi rom possa essere diventata ormai un problema sociale, ma c'è modo e modo di parlarne e di affrontarlo. Perché invece non cercare una soluzione condivisa con queste persone? Io, che giro molto per le scuole di tutta Italia, vedo che spesso i ragazzi rom sono più motivati dei loro coetanei, ma non viene data loro alcuna opportunità. Ricordiamoci che abbiamo impedito ai cosiddetti “nomadi” di continuare quelle che erano le loro tradizionali attività: i ramai, gli allevatori di cavalli. Qualsiasi cosa tentino di fare per vivere onestamente devono chiedere la partita Iva.

Sono una minoranza perseguitata, secondo lei, i Rom oggi in Italia?
Assolutamente sì.

Alemanno oggi (ieri, ndr) per addolcire la «pillola» Storace si è profuso in lodi verso l'iniziativa di Veltroni di promuovere viaggi per Auschwitz con gli studenti delle scuole romane. Ha detto che «vanno senz'altro ripetuti». Lei lo accompagnerebbe Alemanno, in un viaggio del genere?
Innanzitutto ricordiamo che il primo viaggio con le scuole romane ad Auschiwtz l'ha ideato Rutelli nel '98. Solo nel 2002 Veltroni ha rinnovato la tradizione, anche se lui ha avuto il merito di istituzionalizzarli in modo che anche le future amministrazioni capitoline avranno il compito di organizzare e promuovere questi viaggi della memoria.

E poi?
Poi voglio dire chiaramente: io ho partecipato a tutti i viaggi organizzati per le scuole romane, ma non credo che potrei mai accompagnare un Ciarrapico e nemmeno lo stesso Gianni Alemanno.
di Eleonora Martini, il Manifesto

3 commenti:

xpisp ha detto...

Direi che è una persona razista, con le sue ragioni, ma razista ne + ne meno di tutti quelli che hanno subito un torto da un rom e per questo ce l'hanno con lui.
Dal 22 sono passati quasi 90 anni, da 45 + di 50 eppure pare che chi è nato dopo debba ancora portare le colpe di quegli anni, quegli anni in cui furono fatte leggi per gli ebrei(leggi oggi inconcepibili) che nessuno ha però contestato negli stati alleati forse perchè risevata ai neri e non agli ebrei(razzismo?).
Il fatto poi di non accompagnare un Ciarrapico o un Alemanno dimostra semplicemente o che è razzista o che non è in grado di sostenere un confronto con queste persone....in fondo con chi rappresentava l'altra parte di sterminatori c'è andato...se non ricordo male il Sig. Veltroni ha diretto l'unità organo di stamopa di quel PCI tanto vicino alla russia e nel dopoguerra tanto vicino a Stalin....o la memoria vale solo quando fa comodo?

Anonimo ha detto...

La tua è una memoria distorta. Hitler e Mussolini ritenevano che fosse un motivo valido per essere cancellato dal mondo il solo fatto di essere ebreo o sinto o rom.
Stalin riteneva che fosse un motivo valido per essere cancellato dal mondo il solo fatto di opporsi al suo regime dittatoriale. La differenza è abbastanza evidente.

Anonimo ha detto...

...dimenticavo, anche Hitler e Mussolini utilizzavano i metodi staliniani per gli oppositori dei rispettivi regimi.