martedì 21 aprile 2009

La storia di Ferdi e l'alibi collettivo

Il modo giusto di fare tv? Rappresentare una realtà «accettabile»
Si ha un bel dire sul Grande Fratello. Anzi, un brutto dire. Che è l'esito estremo della tv volgare. Che è la tv dei guardoni. Che è un quarto d'ora di celebrità a spese di ogni pudore. Ma se poi vince Ferdi e il GF rimane l'ultima possibilità che un giovane ha per il suo riscatto sociale, come la mettiamo? Primo Ferdi, secondo Marcello, il fornaio con le stimmate dell'eterno escluso e la spinta dei Gialappi. Nei reality non è più tempo di Tariconi, di palestrati, di bagnine o arriviste sociali; sul tavolo da gioco, la realtà ha calato le sue carte vincenti: il ragazzo di origine rom arrivato clandestinamente in Italia, la pasionaria dell'Alitalia, il non vedente, la omosessuale, l'orfana, i portatori sani di infanzie difficili, i figli di coppie scoppiate...
Certo la storia di Ferdi era fatta per la vittoria finale, lo sapeva anche lui. Quando ha visto entrare nella Casa il non vedente si è lasciato scappare: «Questo ha una storia più sfigata della mia!».
Ferdi Berisa perde subito la testa per Daniela, la ex hostess, e le racconta la sua triste storia: arrivato su un gommone quando aveva 8 anni dal Montenegro è stato poi allontanato dal padre, un rom violento che lo ha anche costretto a rubare. Abbandonato dalla madre quando era piccolissimo (l'ha rivista in un videomessaggio grazie al GF) e separato dalla sorella (altro videomessaggio, dalla Germania), Ferdi è cresciuto in un istituto e ora lavora come aiuto- cuoco a Fano. Nonostante le difficoltà e le sofferenze non si è mai arreso e, infatti, il suo motto è «viviamo per qualcosa di più grande».
Dopo molti corteggiamenti, Ferdi s'innamora di Francesca, una ragazza napoletana uptown: un lungo e faticato approccio che ha il suo coronamento in un rifugio nel giardino, lontano da occhi indiscreti. Ma Gianluca accusa esplicitamente Francesca di agire per calcolo, solo perché Ferdi è candidato alla vittoria. Insomma, grazie alla tv, solo grazie alla tv, Ferdi ritrova l'identità, la legittimazione, il parentado, l'amore, 300.000 euro. Uscito dalla casa si spera trovi un lavoro. Con il «sociale» ha vinto anche un po' la nostra ipocrisia. «Sociale» è ormai espressione che sta a indicare la dura realtà del vivere, dall'ambiente al lavoro, dai rapporti all'assistenza. Fa parte del lessico del politicamente corretto. Così come da tempo esiste un modo «giusto» di interpretare la realtà che consiste nel creare una maggioranza sempre pronta ad accettare le cose purché siano linguisticamente accettabili (no a spazzino, sì a operatore ecologico), così esiste un modo giusto di fare tv che consiste nell'affrontare la realtà attraverso una rappresentazione accettabile: né vera né falsa, accettabile.
Bisogna perciò ringraziare il GF per averci fatto vivere una bella storia di riscatto sociale e averci spinto a riflettere sulla nostra straordinaria capacità di crearci alibi sociali. di Aldo Grasso

5 commenti:

Hidden Side ha detto...

Il commento di Aldo Grasso è condivisibile, la società si costruisce un alibi con la storia di questo ragazzo simpatico e spigliato.

Ma quello che non vede Aldo Grasso è che questo alibi collettivo è peloso quasi quanto il razzismo che vuol nascondere.

Ferdi ha il diritto al riscatto in quanto abiura le sue radici.

L'unica opzione che la nostra società pone a Ferdi è l'omologazione totale.

La famiglia d'origine il suo mondo è "il male", non un mondo emarginato ed escluso quanto lui.

Ferdi arriva in Italia, se i dati biografici sono giusti nel 1997.
Un anno prima della Turco/Napolitano.
Era il periodo del flusso dall'Albania, il 28 marzo - Canale d'Otranto: una nave albanese affonda dopo una collisione con una corvetta della Marina Militare italiana: muoiono 58 persone.
Lui viene dal Montenegro, dalla ex Jugoslavia quando le guerre e le pulizie etniche sono appena finite.
L'etnia Rom in quelle vicende che continuiamo ad ignorare è stata il vaso di coccio tra i vasi di ferro.
Etnia vittima degli stupri etnici, delle angherie di tutte le forze belliche, (ultimamente si parla perfino dei rom uccisi insieme ai serbi nel Kossovo dall'UCK per alimentare il mercato degli organi, ne parla molto la BBC, anche se mi sembra più una leggenda su orrori tutt'altro che leggendari).

Della storia della famiglia di Ferdi, a tutti gli effetti profughi, si parla solo per criminalizzarli, niente si dice dei percorsi d'accoglienza e di integrazioni offerti dal nostro paese.

Hidden Side ha detto...

Vedendo meglio ... mi sembra che sia arrivato in Italia nel '94 ... quindi quando i fucili fumavano ancora.

sucardrom ha detto...

ciao Hidden Side, condividiamo il tuo commento.

xpisp ha detto...

Direi che Hidden è abbastanza prevenuto(come suo solito).
L'accoglienza?
Direi che i servizi sociali che lo portano via da un padre che lo sfrutta in atti illeciti(a già che per te è rapimento dei minori dei rom per chissà quale affare) sia un esempio dello stato che c'è e si occupa di un minore a prescindere della provenienza.
Anzi un errore Grasso lo commette, quando dice "Uscito dalla casa si spera trovi un lavoro" sbaglia, perchè questo ragazzo senza famiglia e rom, nonostante i tanto riproposti(come scusa)proclami sulla discriminazione nel lavoro, lavorava già prima di entrare al grande fratello.
Incredibile, era già nella società senza essere famoso.
Una domanda...ma se avesse perso non avreste scritto che ovviamente un rom in quanto tale non avrebbe potuto vincere in un paese razzista?
Insomma, qualunque fosse il risultato finale sbaglio o voi avreste sempre visto il razzismo?

Hidden Side ha detto...

Non avendo visto il GF questo ragazzo l'ho conosciuto solo dalla pessima stampa che l'ha raccontato.

Ora leggo questa intervista e mi sembra una persona di notevole spessore.

Estrapolo una frase, ma l'intervista è da leggere.
D) Quindi la sua vittoria potrebbe abbattere alcuni pregiudizi?R) Credo di sì. È una grossa responsabilità essere un simbolo. Nessuno mi ha mai preso a modello. So che la comunità rom di Ciampino era tutta accanto alla tv per seguirmi, mi sentono come uno di loro.Panorama