lunedì 30 novembre 2009

Schio (VI), una casa per due anziane sinte? No della Lega Nord che è pronta ad occupare lo stabile

Un edificio fatiscente da ristrutturare per insediarvi una coppia di anziane sinte con residenza a Schio. L'ipotesi è nell'aria, si parla di 100 mila euro a bilancio e la Lega minaccia una dura battaglia, sino all'occupazione, se necessario.
Lo stabile in oggetto era già stato al centro delle cronache a fine anni '90, quando il Comune, intenzionato a comprarlo per la sua vicinanza alla nuova caserma dei vigili del fuoco, allora in costruzione, non riuscì a smuovere l'anziana e acciaccata usufruttuaria. L'operazione riuscì sette anni fa quando si presentò l'esigenza di acquisire i terreni per far fronte al progetto dell' ippodromo, snodo viario fondamentale per la città.
I figli si dichiararono disponibili a cedere tutto, casa compresa. L'anziana trovò posto in un alloggio comunale a Santa Croce. Adesso l'amministrazione comunale intende recuperare l'edificio, non essendo necessario il suo abbattimento, destinandolo ad uso temporaneo per famiglie in difficoltà.
Fra queste c'è quella composta da Adriana Levacogigh e Nicoletta Caris, due donne della comunità sinta che hanno ottenuto la residenza grazie ai buoni uffici dei frati cappuccini scledensi. I religiosi, con l'associazione Sucar Drom, si sono mossi per trovare loro una soluzione logistica adatta. Sono state raccolte 90 firme in calce ad una petizione consegnata in Comune affinchè si trovi loro una alloggio e un'occupazione per la Caris, essendo la parente affetta da disabilità.
La risposta potrebbe essere in quella casa da sistemare ma la Lega Nord non ne vuole sapere: «Faremo una dura battaglia - premette il capogruppo Valter Orsi - Una famiglia in difficoltà non si mette al centro dello snodo cittadino più trafficato».

«Si possono trovare soluzioni alternative - prosegue Orsi - E comunque non permetteremo mai che si spendano 100 mila euro per insediare una famiglia nomade quando ce ne sono altre da privilegiare. Se sarà il caso, occuperemo l'edificio».
La cifra da stanziare non è confermata, l'intenzione di sistemare tetto, pavimenti ed infissi invece sì e la spesa potrebbe anche lievitare.
«Quella relativa ad una famiglia nomade è una delle ipotesi che stiamo valutando - sottolinea l'assessore Antonietta Martino - La linea del Comune sui nomadi è sempre stata chiara e guidata dal principio della legalità. Abbiamo agito da un lato per scoraggiare la sosta delle carovane in transito da fuori e dall'altro per promuovere l'integrazione delle famiglie oramai stanziali. La Lega minaccia di occupare lo stabile? Una contraddizione nei fatti per chi a parole è sempre pronto a farsi paladino di ordine e legalità». di Mauro Sartori

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