giovedì 18 febbraio 2010

Il popolo web e di Fb è xenofobo e razzista: lo dice una ricerca

Web e social network nuove frontiere anche per il razzismo. Sono oltre un migliaio i gruppi su Facebook che dichiarano o si manifestano razzisti e xenofobi. È quanto emerge dalla ricerca «Io e gli altri. I giovani nel vortice dei cambiamenti», promossa dalla Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, presentata oggi alla Camera e realizzata da Swg. Pur se l’indagine realizzata tra l’ottobre e il novembre scorso non può essere considerata un censimento vero e proprio perché quella di internet è una realtà che varia continuamente ha tuttavia «un valore indicativo», dice Enzo Risso della società che ha realizzato l’analisi.
LE CIFRE – Un centinaio di gruppi si dichiarano anti musulmani, 350 anti immigrati, alcuni dei quali raggiungono anche punte di settemila iscritti, stesse cifre che si raggiungono anche tra i 300 anti rom/sinti e, potevano non esserci, anche 400 pagine «dedicate» al razzismo anti «terroni» e anti napoletani.
LO STUDIO – Tra tutti i gruppi pur se diversi per tipologie razzistiche, quasi la metà dichiara verso gli stranieri atteggiamenti di chiusura, che per un 20 per cento sfocia addirittura in vera e propria xenofobia, mentre è solo il 40 per cento di questi gruppi che manifestano apertura verso altre etnie.
Di cui quella Romeno-rom-albanese è il bersaglio principale soprattutto da parte delle donne. Nell’area tendenzialmente fobica c’è poi spazio anche gli xenofobi «per elezione», che rappresentano una fetta del 20 per cento, che non esprime forme di odio violente, quel che conta per queste persone è che le alte etnie se ne stiano lontane, possibilmente fuori dall’Italia. Sempre nello stesso gruppo un 10 per cento invece riunisce soggetti con comportamenti improntati al razzismo, mentre al centro, lo studio posiziona i «mixofobici», giovani che non sono del tutto proiettati verso la chiusura, ma neppure verso il suo opposto e che vivono un sentimento di fastidio verso ciò che li allontana dalla loro identità.
IL PROFILO – Ostenta superiorità e persistente bisogno di potenza il giovane razzista che emerge dall’analisi sul web. Ha atteggiamenti omofobici, spinte antisemitiche con la convinzione dell’inferiorità delle donne, e non accetta nessuna “razza” o etnia diversa dalla propria. Un profilo, questo, che rappresenta la punta più estrema del razzismo, e che seppur riguarda solo il 10, 7 per cento dei giovani, risulta, non di meno, estremamente preoccupante. L’indagine definisce questi soggetti come un «clan» che sviluppa un forte senso di appartenenza e che ha trovato nella rete il proprio ambito di espressione e riconoscimento, oltre che, il proprio megafono. di Francesco Parrella

3 commenti:

Fabrizio ha detto...

Trovo il titolo fuorviante. Nel senso che internet in generale rispecchia soltanto il razzismo che è presente nella società.
Al limite una delle (tante) lotte da fare, sarebbe quella di allargare in Italia il numero di quanti si colleghino in rete e la usino come strumento contro xenofobia e razzismo, come state facendo voi.
Personalmente mi ritrovo in quel 40% che "...che manifestano apertura verso altre etnie" e trovo il web un ottimo strumento democratico per creare contatti e collaborare su tematiche antirazziste.

Carlo Berini ha detto...

ciao Fabrizio, questo è il primo lancio di agenzia che è arrivato a noi, tant'è che poi abbiamo pubblicato un testo più articolato e completo, offerto dal sito, StranieriInItalia.
è però evidente che un 40% non fa la maggioranza e che il web è uno strumento dove poter istigare all'odio razziale che non ha pari.
il problema è che non esiste un monitoraggio serio, ad ora, per contrastare il fenomeno. anche se per esempio negli ultimi mesi i gestori di Face book sono più attenti.

francisco ha detto...

Mi trovo in linea con Fabrizio, oggi la società porta la gente a strillare, è condizionata dalla TV e spesso affronta i problemi di pancia senza approfondire. Sono preoccupato

franco