mercoledì 7 aprile 2010

Córdoba, Rom e Sinti: rispettare i diritti!

La situazione degli sgomberi a Milano e il "piano nomadi" del Comune di Roma, ma anche il riconoscimento come minoranza etnico-linguistica e il problema delle discriminazioni.
Saranno queste le istanze che la Federazione Rom Sinti Insieme (in rappresentanza delle 22 associazioni aderenti) porterà al tavolo di discussione del II Summit europeo sui Rom, previsto l'8 aprile a Cordoba in occasione della Giornata mondiale.
A Milano la situazione in questo momento è particolarmente grave e caotica: "Ogni giorno c'è uno sgombero e nessuno si cura di capire se si tratta di donne o bambini- sottolinea il presidente della Federazione Radames Gabrielli, in partenza per la cittadina spagnola dove presenzierà al vertice-. Anche se l'Unione europea già conosce la situazione italiana, noi saremo lì a ricordargliela. Parleremo poi del piano del sindaco Alemanno e del fatto che come rom e sinti non siamo ancora riconosciuti come minoranza etnico-linguistica".
Secondo Gabrielli, "l'Italia deve badare di più al rispetto dei diritti umani, non guardando solo all'etnia, perchè tutti i cittadini hanno gli stessi diritti". In questa prospettiva il presidente della Federazione Rom Sinti Insieme si auspica che venga attuata al più presto la risoluzione emanata il 25 marzo scorso dal Parlamento europeo anche se, sottolinea, "andrebbe controllata, perchè su questi temi bisogna calcolare e decidere insieme. E anche noi dovremmo essere chiamati a dire la nostra". da Dires - Redattore sociale

1 commento:

francisco ha detto...

Bravo Radames, sottoscrivo in pieno. È corretto parlare di diritti delle persone non dei diritti di sinti e rom. La violazione dei diritti umani va combattuta sempre sia per violazioni gravissime che coinvolgono l'esistenza stessa della persona sia per le discriminazioni che non portano al pericolo di vita. Per fortuna in questo momento storico sono più le seconde che le prime per sinti e rom (anche se a volte ci sono atti di violenza legati solo all'appartenenza etnica), ma se non si vigila è sempre in agguato chi tende a discriminare o a fare di peggio.

franco