venerdì 14 gennaio 2011

Arezzo, interviene la Curia sul sacerdote che inneggia a Himmler

Pubblichiamo la nota della Curia della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro dopo la pubblicazione sul giornale “Vita parrocchiale” di una dichiarazione scioccante di Don Virgilio Annetti (in foto). Ringraziamo pubblicamente il Vescovo e il Vicario generale per il pronto intervento.
La Chiesa diocesana ha appreso con dolore le dichiarazioni del Rev.do Don Virgilio Annetti, a seguito di furti subiti. Si dissocia completamente dagli argomenti adoperati e dall’utilizzo improprio e offensivo dei tristissimi fatti storici evocati. In questa deprecabile vicenda si rimarca la totale dissonanza con la dottrina della Chiesa e la ben nota posizione della Santa Sede.
Al Parroco di Riugutino, convocato e ammonito per le dichiarazioni rese e gli interventi pubblicati, è stato chiesto di rimediare al male fatto, domandando perdono per le dichiarazioni inaccettabili in ogni uomo dabbene e tantomeno in un pastore della Chiesa Cattolica, che ha in ogni circostanza il dovere di insegnare ai fedeli la sana dottrina.
L’interessato ha sottoscritto, dinanzi al Vescovo e al Vicario Generale, la seguente ritrattazione dove manifesta i suoi sentimenti più veri:
“Nell’ultimo numero di ‘Vita parrocchiale’, commentando alcuni furti che sono avvenuti in parrocchia, in un momento di sconforto ho usato espressioni gravemente offensive verso i fratelli Rom, le quali, oltre che ingiuste, sono radicalmente contrastanti con i principi cristiani di carità e di rispetto della persona umana; inoltre esse sono in piena contraddizione con la mia vocazione di sacerdote a servizio della Chiesa e alla sequela di Gesù Cristo.
Rileggendo quel testo provo vergogna e rammarico non soltanto per quello che ho scritto, ma anche per averlo inviato alle famiglie della mia parrocchia che, anche attraverso il giornale, devo educare alla carità e alla misericordia.Pertanto chiedo scusa ai miei parrocchiani e alla mia Chiesa locale ed esprimo la mia piena solidarietà verso le comunità dei Rom e verso tutti i migranti e gli stranieri che vivono in Italia e che attraverso il pluralismo di lingue, culture e religioni sono una ricchezza per le nostre comunità”.

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