martedì 25 gennaio 2011

Human Rights Watch, Italia: gli interventi politici sono ostili, violenti, razzisti, xenofobi ma non solo...

Human Rights Watch è un’organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. La sua sede principale è a New York. Human Rights Watch produce ricerche e studi sulle violazioni delle norme internazionali sui diritti umani come sono state definite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e da altre norme sui diritti umani accettate a livello internazionale. Il rapporto presentato in questi giorni ha visto il contributo anche di Sucar Drom per la situazione europea di sinti e rom.
Il rapporto 2011 dell’organizzazione boccia l’Unione europea dopo l’entrata in vigore della Carta dei Diritti Fondamentali e la creazione di un Commissario per i diritti fondamentali. All’entrata in vigore della Carta, il nuovo commissario europeo Viviane Reding aveva promesso una “politica di tolleranza zero per gli stati dell'UE che avrebbero violato la Carta”. Ciò non è successo, le violazioni sono continue, in particolare nei confronti delle minoranze rom e sinte.
La sfida che ha di fronte l’Unione europea è caratterizzata dal crescente successo di formazioni politiche di estrema destra, intolleranti e xenofobe, che entrano nelle coalizioni di governo e determinano le scelte di interi Paesi.
Se l’Unione è bocciata, l’Italia è una delle responsabili insieme alla Francia (rimpatri dei rom Cittadini rumeni) ma anche della Germania (rimpatri dei rom Cittadini kossovari) di cui le notizie sono scarse e incomplete sugli organi d’informazione.

Per l’Italia il rapporto dell’organizzazione non governativa è impietoso: il discorso politico è ostile, razzista, violento e xenofobo. Ma non si ferma certo a questo Human Rights Watch e in particolare calca la mano sul fatto che i rom e i sinti in Italia continuano a subire un alto livello di discriminazioni anche se il Comitato europeo dei diritti sociali (Consiglio d’Europa) ha condannato nel 2010 proprio l’Italia per le discriminazioni subite da rom e sinti in materia di accesso alla giustizia, all’alloggio, all’economia e all’assistenza sociale. La situazione di povertà e le deplorevoli condizioni di vita sia nei campi autorizzati che in quelli non autorizzati sono un atto di accusa senza appello per l’Italia.
Confidiamo che il Presidente Berlusconi, il Ministro dell’Interno Maroni, il Ministro della Giustizia Alfano e il Ministro al Welfare Sacconi leggano il rapporto e mettano in campo azioni capaci di invertire l’attuale stato di cose. Ma non solo loro, pensiamo ai Presidenti e agli assessori delle Regioni e delle Province ma anche ai Sindaci con le rispettive giunte. Non da ultimi i dirigenti, i funzionari, gli operatori, ovvero la burocrazia, che con l’agire quotidiano possono rispettare la legge e offrire pari opportunità a rom e sinti o rendersi responsabili delle continue discriminazioni che sono purtroppo costretti a subire in tutto il Paese gli appartenenti di una minoranza ancora non riconosciuta.

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