lunedì 12 dicembre 2011

Torino, la violenza razzista si abbatte di nuovo contro i rom

Torino è l'ennesima Città italiana che sprofonda nella violenza razzista contro i rom e i sinti. Una storia purtroppo come tante altre che dovrebbe far riflettere sull'emergenza culturale vissuta nel nostro Paese. E' necessario svegliarsi dal sonno della ragione, investendo in giustizia, cultura e informazione.

A Torino una ragazzina di sedici anni fa l'amore con il suo ragazzo. Viene scoperta dal fratello e per la vergogna inventa una bugia: “due nomadi mi hanno violentato”. Il fratello inventa anche lui una bugia e dichiara: “Li ho fatti scappare, li ho inseguiti per un tratto ma sono riusciti a fuggire scavalcando la recinzione della scuola Russell. Uno era alto e aveva i capelli a spazzola, indossava una felpa grigia. L’altro aveva una vistosa cicatrice in faccia”. La notizia viene ripresa da La Stampa che titola “mette in fuga due rom che violentano la sorella” e che sottotitola: “vittima una sedicenne: caccia agli aggressori”.

Nel quartiere Vallette, dove vive la ragazza, c'è un insediamento di Cittadini rumeni, appartenenti alla minoranza rom, e la famiglia della ragazza organizza una fiaccolata aiutata da diverse altre persone (vedi foto), sembra che sia coinvolta anche Paola Bragantini segretaria provinciale del Partito Democratico. La tensione è alta ma le Forze dell'Ordine e il Comune di Torino sottovalutano la situazione o se ne disinteressano. La fiaccolata si trasforma in un pogrom in cui vengono date alle fiamme le abitazioni delle famiglie rom.

Ecco la cronaca dell'ennesimo atto di violenza razzista contro i rom e i sinti che attraversa l'Italia. Un fatto episodico, non credo. L'Italia sta diventando un far west, l'ho scritto alcuni giorni fa dopo l'uccisione a sangue freddo di Ionut Yamantida a Calcinato (BS) e devo purtroppo ripetermi oggi. L'elenco di questi “episodi” sta diventando troppo lungo e coinvolge tutta la penisola.

Oggi tutti esprimono indignazione perchè la ragazzina, colta da rimorso, ha confessato di essersi inventata tutto ma sarebbe lo stesso se la ragazzina non avesse confessato la sua bugia? Purtroppo non credo.

In Italia oramai da alcuni anni politici, giornalisti, uomini di cultura, magistrati, forze dell'ordine hanno sdoganato il razzismo contro i sinti e rom. In Italia essere razzisti contro gli “zingari” o i “nomadi” non è male.

Tutte le volte che un politico, un rappresentante delle Istituzioni o del Privato sociale, un Magistrato, un'appartenente alle Forze dell'Ordine usa la parola “sicurezza” abbinandola alla situazione dei rom o dei sinti, potete star certi che nella mente delle persone che ascoltano o che leggono un giornale si insinua la paura. E la paura porta all'irrazionalità. E l'irrazionalità porta inevitabilmente alla violenza, come è appunto accaduto a Torino.

Negli ultimi cinque anni la parola “sicurezza” è stata sulla bocca di quasi tutti, anche di tanti “amici” dei sinti e dei rom. Ma non solo, perchè sono state usate tante altre parole: “no le case ai rom”, “impronte digitali”, “i manganelli”, “gli zingari sono ladri”, “parassiti”... I risultati li raccogliamo oggi.

E' possibile uscire da questa drammatica situazione? Si credo sia possibile.

Per prima cosa sarà importante che il Comune di Torino metta a disposizione delle case per le famiglie rom del Quartiere Vallette. Qualunque altro intervento (tende, container...) sarebbe un insulto.

La seconda richiesta è che i responsabili del pogrom, tutti, siano portati in giudizio per tentata strage con l'aggravante razzista. Attendo condanne esemplari. Mentre per la ragazzina auspico la clemenza del Tribunale perchè l'impressione è che sia una vittima della cultura sessista.

La terza richiesta è che si investa nell'informazione e nella cultura a 360°. Sull'informazione un primo passo lo ha fatto la Redazione de La Stampa, chiedendo scusa per un articolo che considerare indecente è poco. Ma non è certo abbastanza (mi chiedo perchè non è stato chiesto scusa ai rom...). Bisogna investire nell'informazione con l'obbiettivo che i sinti e rom abbiano voce e che la connotazione etnica non sia più menzionata nei servizi giornalistici di cronaca nera. Diversamente scivolare nel razzismo è inevitabile.

Sulla cultura siamo purtroppo all'anno zero perchè quasi nessun italiano conosce l'apporto culturale dato dai sinti e dai rom all'Italia e all'Europa. E le Istituzioni sono drammaticamente assenti su questo tema. Nemmeno il nuovo Governo italiano (UNAR) ha pensato di coinvolgere il Ministero della Cultura (il Ministero della Giustizia al contrario è stato coinvolto) per assolvere alla richiesta dell'Unione europea di scrivere una Strategia nazionale a favore delle Minoranze linguistiche sinte e rom. E senza cultura scivoliamo nel sonno della ragione che genera mostri nelle nostre menti. di Carlo Berini

4 commenti:

Celso Piacenza ha detto...

Mamma mia purtroppo anzichè migliorare in Italia mi sa che le cose peggiorino, speriamo bene. Anzichè progredire anche certe amministrazioni "sinistrorse" cadono nel tranello.

Rasco ha detto...

E si...ci risiamo..La psicologia sociale afferma da decenni che ogni gruppo ha bisogno dei propri capri espiatori per "esorcizzare il male" e ridurre i propri sensi di colpa per il prorio malessere. E' triste che una società civile come quella Italiana e nello specifico una buona parte quella civilissima e sinistrissima di Fassino Torinese (parliamo di diverse centinnaia di persone)abbia bisogno di; demonizzare, maltrattare, brucciare vivi i piû deboli (bambini, donne e vecchi) per stare bene. In questo momento il mio pensiero va a tutti bambini e le mamme dell'insediamento dato alle fiame e spero che i loro cuori spaventati riescano a superare il trauma dalla paura e dal terrore che ci riporta negli anni piû tenebrosi della nostra società e con il quale queste persone sono destinate a vivere sin dalla nascita...solo perché nascono ciò che nascono...dei RROM.

Romano chavro.

Giuseppe Spanu ha detto...

io mi domando: come facciamo noi italiani a definirci civili quando si viene a scoprire che in una famiglia italiana la figlia era sottoposta ad un rigido controllo di verginità??? e poi critichiamo i musulmani! purtroppo, per paura dei genitori, la ragazza ha raccontato una balla che ha provocato un pogrom!
la crisi e la frustazione personale non giustificano in nessuno modo atti di violenza contro i rom, che come al solito, prima che si vada ad indagare a fondo, sono additati colpevoli di presunti delitti..... dovremo smetterla di attribuire ogni crimine ai rom!

Giuseppe Puorto ha detto...

Riguardatevi da avere il cuore puro con questi animali così bisogna chiamarli ricordate che fanno solo danno forse non siete mai stati vittima di loro ma presto lo sarete e gli odierete anche voi fanno schifo, puzzano, bevono, ammazzano, stuprano e rubano cosa altro vuoi che gli regaliamo le nostre case e lavoriamo per loro, due sono le cose o lo stato li caccia fuoria dal paese a calci in culo o pin pian pian ci pensa l'intera italia