giovedì 21 giugno 2012

Rom e Sinti, Ministro Riccardi: tutti devono seguire la Strategia nazionale

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e per l'Integrazione, ha inviato il 15 giugno scorso una comunicazione imperativa a tutti Prefetti italiani sulla Strategia Nazionale di inclusione dei Rom, Sinti e Camminanti.

Il Ministro Andrea Riccardi nella sua comunicazione spiega il contesto in cui è nata la Strategia italiana, a partire dalla comunicazione n. 173 della Commissione europea in cui si afferma l'improcrastinabile esigenza di superare la situazione di emarginazione economica e sociale della principale minoranza europea.

Il provvedimento europeo è mosso dalla considerazione che le politiche a favore dei sinti e dei rom comporteranno non solo dei vantaggi sociali e di coesione ma porteranno effetti positivi sul piano economico sia per i sinti e rom che per le comunità di appartenenza.

La Commissione europea ha sollecitato di conseguenza tutti gli Stati membri ad adottare e sviluppare un'impostazione globale partendo da quattro macro obbiettivi: accesso all'istruzione, all'occupazione, all'assistenza sanitaria e all'alloggio.

E' appunto in tale contesto, spiega il Ministro Riccardi, che il Governo italiano ha elaborato la Strategia nazionale a favore dei sinti e dei rom in Italia, sulla quale la Commissione europea si è espressa positivamente il 23 maggio scorso con un'apposita comunicazione. La Commissione Ue ha invitato tutti gli Stati membri ad attuare le loro Strategie nazionali.

La Strategia italiana, costruita con l'apporto delle associazioni sinte e rom, prevede quattro Assi d'intervento principali: lavoro, abitare, istruzione e servizi sociali e sanitari. Per ogni asse d'intervento sono previste azioni e misure precise per superare l'attuale situazione in cui vivono molti sinti e rom. Una particolare attenzione è posta anche al contrasto delle forme di discriminazione, attraverso l'implementazione degli Osservatorio sulle specifiche azioni per contrastare le discriminazioni subite da sinti e rom in Italia.

Il Ministro scrive:
"Il documento nazionale, approvato dal Consiglio dei Ministri, costituisce la linea d'indirizzo cui tutti i soggetti, pubblici e privati, chiamati ad operare devono attenersi per raggiungere gli obiettivi prefissati nel quadro europeo secondo un modello di 'governance' multidimensionale."

Il modello costruito nella Strategia italiana prevede Tavoli tematici nazionali e tre gruppi di lavoro per i profili giuridico, economico e statistico, insediati presso l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) individuato dal Governo quale Punto di Contatto nazionale. Inoltre, è imprescindibile il coinvolgimento delle associazioni sinte e rom anche a livello dei Tavoli regionali e locali che dovranno andarsi a costituire entro l'anno, in particolare sulle cinque regioni ricomprese nella gestione emergenziale (Lombardia, Piemonte, Veneto, Lazio e Campania) che dovrà essere definitivamente superata. di Carlo Berini

Rom e Sinti, Commissione Ue: al via le Strategie nazionali

In una relazione adottata il 23 maggio scorso, la Commissione europea invita gli Stati membri dell'Unione ad attuare le loro strategie nazionali per migliorare l'integrazione economica e sociale dei 10-12 milioni di Rom e Sinti in Europa. La Strategia italiana la puoi leggere qui in inglese e qui in italiano.

I piani degli Stati membri sono stati elaborati in risposta al Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, adottato dalla Commissione il 5 aprile 2011 (IP/11/400, MEMO/11/216) e approvato poco dopo dai leader dell'UE (IP/11/789).

Secondo il Quadro dell'UE, sono quattro i settori fondamentali in cui occorre impegnarsi a livello nazionale: l'accesso all'istruzione, l'occupazione, l'assistenza sanitaria e l'alloggio. Per la prima volta, tutti gli Stati membri si sono impegnati a sviluppare un approccio integrato in questi quattro settori prioritari e hanno elaborato strategie nazionali in proposito.

Nella relazione la Commissione conclude che gli Stati membri si sono effettivamente adoperati per affrontare in modo globale l'integrazione dei Rom e dei Sinti, ma che occorre fare molto di più per assicurare finanziamenti sufficienti a favore dell'inclusione dei Rom, per stabilire meccanismi di controllo e per combattere la discriminazione e la segregazione.

"Apprendo con soddisfazione che gli Stati membri hanno realizzato il loro impegno, presentando strategie di integrazione dei Rom. Si tratta di un primo passo importante", ha commentato Viviane Reding, Commissaria UE per la Giustizia e vicepresidente della Commissione. "Adesso, però, gli Stati membri devono cambiare marcia e intensificare la loro azione prendendo misure più concrete, fissando obiettivi espliciti, stanziando finanziamenti appositi e stabilendo validi meccanismi di monitoraggio e valutazione. Ci vuole qualcosa di più delle strategie sulla carta: occorrono risultati tangibili nelle politiche nazionali, che migliorino la vita dei 10-12 milioni di Rom in Europa".

László Andor, commissario UE responsabile per l'Occupazione, gli Affari sociali e l’Integrazione, ha dichiarato: "L'inclusione dei Rom in Europa costituisce un imperativo economico, sociale e morale comune, anche se le difficoltà cui si confrontano le comunità Rom variano da uno Stato all'altro. La relazione sottolinea la necessità, riguardo alla nostra proposta dell'ottobre 2011, che gli Stati membri dispongano di un'adeguata strategia di inclusione dei Rom prima di ricevere gli stanziamenti del Fondo sociale europeo destinati a tale strategia nell'esercizio finanziario 2014-2020".

mercoledì 13 giugno 2012

Milano, “Zingaropoli”: condannati Lega e PDL

Si è concluso positivamente il ricorso anti-discriminazione presentato dal Naga. “Emerge con chiarezza la valenza gravemente offensiva e umiliante di tale espressione che ha l’effetto non solo di violare la dignità dei gruppi etnici sinti e rom, ma altresì di favorire un clima intimidatorio e ostile nei loro confronti”. Così si è espressa la Giudice del Tribunale di Milano, Dott.ssa Orietta Miccichè, dando ragione al Naga nella causa civile anti-discriminazione intentata nei confronti di Lega Nord e PDL per i manifesti affissi e le dichiarazioni fatte da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi durante la scorsa campagna elettorale per il sindaco di Milano, in cui si paventava il rischio che la città potesse diventare una “Zingaropoli” in caso di vittoria di Pisapia.

“Per la prima volta in Italia viene depositato un provvedimento giudiziario che condanna dei partiti politici per discriminazione” dichiara l’avv. Pietro Massarotto, Presidente del Naga, “è per noi una vittoria molto importante e vorremmo fosse intesa come un messaggio molto chiaro contro la normalizzazione dell'emarginazione e delle pratiche di esclusione sociale a cui purtroppo siamo stati abituati”.

Si sosteneva nel ricorso che non fosse possibile né legittimo per un partito politico utilizzare slogan e dichiarazioni manifestamente discriminatorie nei confronti di alcune comunità e gruppi sociali – nello specifico, nei confronti di una minoranza protetta ex lege (i Rom) – utilizzando l'esistenza stessa di detti gruppi e comunità come fattore di paura sociale nonché utilizzando termini apertamente denigratori e dispregiativi come “zingaropoli”. La Giudice ha accolto tale impostazione.

D'altra parte, anche il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg, a seguito della visita da lui effettuata in Italia durante la campagna elettorale milanese dell'anno scorso, aveva affermato di essere rimasto scioccato dai manifesti visti in città, rilevando come questi incidessero direttamente sui diritti delle popolazioni rom e sinti nonché sulle concrete possibilità di integrazione/interazione nella società.

Conclude Massarotto: “Speriamo che questo rappresenti un passo verso l’effettiva tutela delle minoranze nel nostro Paese, ma quello che più speriamo è di non dover mai più intervenire per questo genere di discriminazioni 'istituzionali'”.

venerdì 8 giugno 2012

Torino, una manifestazione "solidale" con i rom?

Una manifestazione “solidale” per allontanare i Rom dal degrado delle baraccopoli.

Per circa un mese è stata organizzazata una marcia che si definisce di “rigore e solidarietà” per allontanare i Rom rumeni, cittadini della comunità europea, dalle situazioni di degrado in cui versano nei siti occupati spontaneamente di Lungo Stura Lazio e Via Germaniano. La marcia si è tenuta lo scorso 6 giugno ed è stata organizzata dagli abitanti della zona con l’adesione di molte associazioni del quartiere, per rispondere “all’emergenza rom”.

In effetti lo stato in cui i rom vivono è di massimo degrado, paragonabile al quarto mondo: senza luce, senza acqua, senza servizi igienici. Si tratta tuttavia per loro dell’unico posto in cui si sono potuti rifugiare in quanto nessuna altra soluzione è stata offerta.

Nell’ultimo periodo, in via Germaniano 10, nell’accampamento autorizzato, sono comparse scritte e svastiche naziste. Soltanto dopo che la stampa ne ha dato notizia, le scritte sono state rimosse. Contemporaneamente anche i giornali torinesi hanno constatato che il Banco Alimentare della zona compresa tra Moncalieri e Chieri ha proibito la distribuzione dei viveri agli stranieri privi di permesso di soggiorno e ai Rom.

Il degrado non si risolve allontanando le persone dal luogo in cui si trovano o negando loro il cibo; semplicemente si sposta il problema dai nostri occhi.

L’unica soluzione possibile per una effettiva rimozione del degrado è reperire delle abitazioni e offrire le opportunità che consentano quella vita dignitosa di cui parla l’articolo 25 della “Dichiarazione universale dei Diritti Umani”. Senza scordare che anche in passato le persecuzioni razziali iniziarono giustificandosi con la necessità di rieducare, di garantire ordine e disciplina. di Alma Azovic

giovedì 7 giugno 2012

Rom e Sinti, monitorata e stabilizzata la situazione nelle zone terremotate

La terra continua a tremare nelle Province di Mantova e Modena, le più colpite dagli eventi sismici iniziati la notte del 20 maggio scorso. Ad oggi è stata messa sotto controllo e monitorata di ora in ora la situazione delle famiglie rom e sinte che vivono nelle zone terremotate. Rimane l'angoscia nell'intera popolazione mantovana e modenese che vive in un continuo stato di allerta. Le vittime sono 25, le aziende sono in ginocchio e migliaia sono gli sfollati. Oggi il Presidente Napolitano è stato nelle zone terremotate, mentre il Ministro Riccardi è venuto il 2 giugno scorso. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno offerto assistenza e aiutato fattivamente, in particolare Fabrizio Casavola curatore di Mahalla.

Le famiglie rom che vivono nelle zone terremotate non hanno le case lesionate in maniera grave, alcune piccole crepe negli intonaci in alcune case di Moglia e Gonzaga. La casa ristrutturata da Sucar Drom nel 2005 per due famiglie rom a Moglia in Strada Romana (località Coazze) non ha subito danni. Ma tutte le famiglie, a parte una in località Bondanello di Moglia, non dormono più in casa. Tre famiglie sono in tenda, le altre si sono spostate da parenti nei Comuni limitrofi. Per far fronte ai bisogni Sucar Drom ha speso ad oggi euro 287,61. I costi sono relativi all'acquisto delle tende, di generi alimentari e in particolare di bottiglie di acqua perchè in via precauzionale in molte zone terremotate è stato deciso dalle Autorità di vietarne l'uso. Casse di acqua sono state distribuite anche a tutte le famiglie che avevano bisogno e che abitano vicino alle famiglie rom.

Le famiglie sinte residenti nelle zone terremotate, in stragrande maggioranza vivevano già tutte in roulotte, case mobili o camper. Nessun danno è stato segnalato. Mentre le poche famiglie sinte che vivono in case di proprietà, preferiscono dormire in tende e roulotte (prestate dai parenti) in prossimità delle loro abitazioni dove però non sono segnalate lesioni gravi. La comunità sinta di Mirandola, che viveva nell'area comunale adesso si è trasferita nel parcheggio dietro al cimitero. Queste famiglie dopo la prima scossa del 20 maggio si erano spostate nella zona dei campi sportivi perchè la struttura in muratura (una vecchia scuola) presente nell'area comunale e a ridosso delle roulotte ha subito delle lesioni. Dopo le scosse del 29 maggio la Questura aveva sgomberato le famiglie dalla zona dei campi sportivi per far posto alla tendopoli ma non ha prestato assistenza alle famiglie indicando un diverso luogo dove poter posizionare le roulotte. Solo dopo alcune ore di giri a vuoto, altre famiglie sinte (giostraie), hanno indicato alle famiglie sinte di Mirandola dove potersi fermare in sicurezza. Nei giorni scorsi è stato chiarita la situazione con la Questura su quei momenti di panico ed emergenza.

In ultimo, informiamo che anche i nostri uffici di via Tazzoli a Mantova sono stati sgomberati in via precauzionale dopo le scosse del 29 maggio. La scelta è stata dettata in via precauzionale dal fatto che alcune pietre di un grosso camino e alcune tegole del tetto sono cadute nell'entrata della sede. Lo stabile che ci ospita è di proprietà della Curia mantovana, si posiziona dietro a Palazzo Ducale e in origine era adibito ad alloggi per i soldati, le maestranze e la servitù dei Gonzaga. Nei prossimi giorni sarà effettuato un sopralluogo con i tecnici per verificare in particolare il tetto. Abbiamo trasferito tutte le attività nella sede di viale Learco Guerra n. 23 a Mantova, i nuleri di telefono sono: 0376 224551 e 345 6123932.