mercoledì 23 marzo 2016

Roma, la protesta del centro di accoglienza di via salaria

Ieri dalle 12 alle 14 i/le Rom rinchius@ nel cosiddetto “Centro di Accoglienza” di Via Salaria 971 hanno ottenuto che i vigilantes posti a guardia dell’ingresso lasciassero scorrere la paratia di ferro che lo sbarra e così hanno potuto disporsi sul limitare dello spiazzo e farsi vedere con i propri abiti colorati ed i cartelli di protesta, da chi transitava in macchina e in autobus.

Si è trattato di una manifestazione pacifica, come – contrariamente ai pregiudizi correnti - è nella natura di questa minoranza, mite e gentile. I/le manifestanti hanno accolto i gagé (non Rom) venuti a solidarizzare con loro con grandi applausi e, pur nella loro indigenza, hanno offerto a ciascun@ un bicchiere d’acqua.


Facevano gli onori di casa la portavoce della comunità Eva Maruntel, una giovane determinatissima donna di nazionalità rumena che sta organizzando la resistenza al diktat del Comune ad oltre 80 persona di lasciare la struttura entro il 28 marzo, e Diana Pavlovic, attrice, leader a livello nazionale della popolazione Rom, venuta appositamente da Milano per darle manforte.

A portare solidarietà e conforto ai 385 abitanti del Centro sono arrivati Giovanna Martelli (in foto), deputata del gruppo parlamentare Sinistra Italiana – SEL, e Eleonora Di Maggio, Assessora alla Politiche Sociali del III Municipio , nel cui territorio sorge il Centro, sul quale però il Municipio non ha alcuna competenza, sicché non si sa da quale ufficio del Comune è stato negato alla Di Maggio di superare l’ingresso del Centro. Ha potuto visitarlo solo l’on Martelli, uscendone sbalordita per le condizioni in invivibilità che ha riscontrato.

E’ anche arrivato, subito circondato da molte Rom che ben lo conoscono, don Paolo Lo Iudice, vescovo, nel cui stemma figura la bandiera Rom, perché si sappia da che parte sta.

Nel pomeriggio una delegazione di Rom, accompagnata dal prof. Marco Brazzoduro, si è recata dalla sottosegretaria Franca Biondelli a rappresentarle le ragioni per le quali l’intimazione del Comune di Roma di lasciare il Centro senza fornire una idonea abitazione alternativa è del tutto illegale, e a ricordare che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in analoga circostanza abbia ordinato al Governo Italiano di sospendere lo sgombero dell’insediamento Rom di Lungo Stura Lazio a Torino, e di fornire entro un termine appositamente fissato notizie sulla riallocazione abitativa dei nuclei familiari.

Intanto due valorosi avvocati romani, venendo incontro alla richiesta dei Rom destinatari delle intimazioni, stanno lavorando alla presentazione dei ricorsi nelle sedi competenti per opporsi alla illegittima azione del Comune di Roma.

Il Comune di Roma li vuole mettere in strada, ma questa volta i Rom non ci stanno.

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